Parma, obiettivo centrato: si festeggia la promozione in Lega Pro

La risalita gialloblù parte da qui. Con tre giornate d’anticipo il Parma Calcio festeggia la sua matematica promozione grazie al successo per 2-1 contro il Delta Rovigo.

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Due reti, quelle di Guazzo e il calcio di rigore di Corapi, son bastate per rendere insufficiente il gol di Boilini degli ospiti e per far esultare un’intera città in un tripudio di bandiere gialloblù.
Esattamente un anno e un mese dopo il fallimento, la vittoria del Girone D dei Dilettanti e la promozione in Lega Pro segnano il punto di partenza (o ri-partenza) di una società che intende risorgere da quella fase buia iniziata nel marzo 2015 con la dichiarazione di fallimento da parte del Tribunale. Il Parma rinasce da un putiferio di episodi negativi in cui lo scorso anno è incappata la società: il crac e poi le penalizzazioni, le aste andate deserte ed, infine, la retrocessione in quarta serie.
E’ ancora presto per parlare di serie A tenuto conto del fatto che da Lega Pro e Serie B non sarà facile emergere, ma il Parma è pronto al riscatto. La stagione gialloblu è stata trionfante fino all’obiettivo finale con 35 partite disputate, 25 vittorie,10 pareggi e nessuna sconfitta, unica squadra imbattuta di tutte le categorie del calcio italiano fino alla quarta serie, con 73 gol fatti e 25 subiti. A tal proposito giova ricordare l’apporto di una giovane rivelazione Kristaps Zommers, portiere lettone di 19 anni: buona parte del merito di questa bassa percentuale di gol subiti è suo. Di sicuro importante per il raggiungimento di questo obiettivo è stato un budget di due milioni di euro, cifra piuttosto considerevole rispetto alla media della categoria, raggiunto grazie ai preziosi contributi di imprenditori locali che la nuova società possiede.
Una stagione trascorsa tra spirito di novità ed intraprendenza. Dall’altra parte non ci sono più le grandi come Juventus o Milan, e in rosa non si contano più nomi del calibro di Cassano o Giuseppe Rossi. L’avversario dell’annata è stato l’Altovicentino, piccolo club di Marano e Valdagno, mentre tra i giocatori di spicco da evidenziare Riccardo Musetti, un lusso per la Serie D, il bomber Yves Baraye, talento senegalese di 23 anni che ha segnato 20 reti, Fabio Lauria, protagonista della rete più bella del campionato del Parma Calcio 1913: la sua rovesciata al 90′ della sfida sul Romagna Centro ha regalato una vittoria determinante. Poi ancora Francesco Corapi, centrocampista che a 30 anni si è tolto la soddisfazione più importante della carriera , segnando anche la rete che è valsa la promozione. E in ultimo ma non per importanza il capitano, Alessandro Lucarelli, bandiera della squadra che ha deciso di non abbandonare compagni e società e ripartire a 38 anni dai Dilettanti. Un po’ come hanno fatto i sostenitori gialloblù che nonostante i cambiamenti e le rivoluzioni della società dopo il fallimento hanno continuato a mostrare la passione per la propria squadra fungendo da dodicesimo uomo in campo di un Tardini sempre gremito per tutto l’anno, come ai tempi d’oro: media spettatori costantemente sopra i 10mila ingressi, e record per la partita promozione con oltre 15mila persone. Numeri impressionanti, superiori a quelli registrati in quasi tutte le piazze di Serie B, e meglio anche di Carpi, Frosinone ed Empoli in Serie A.
Parma è una città che oggi può godere di un piccolo traguardo raggiunto sognando in grande, di un primo passo verso la scalata per tornare nella massima serie come frutto dell’impegno di tifosi e di una società ricompattata in alcune figure storiche del calcio parmigiano come Nevio Scala, l’allenatore dei trionfi degli Anni Novanta, come presidente, o come Lorenzo Minotti responsabile dell’area tecnica e l’allenatore Luigi Apolloni. Si riparte da qui, senza le storture degli scandali che troppo spesso mandano in frantumi i sogni di gloria di società e tifoserie al seguito. La promessa è costruire un calcio diverso, nuovo, ma nel frattempo a Parma si festeggia il primo successo, il primo obiettivo centrato, chiamato Lega Pro.

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