1 min readLazio-Carpi 0-0, noia e zero emozioni all’Olimpico

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6 Gennaio 2016 Off Di Federico Pasquazi

Un pareggio che sa di sconfitta per la Lazio di Pioli. Doveva essere la partita della conferma per i biancocelesti, che dopo aver affrontato a viso aperto ed espugnato il San Siro dell’Inter capolista, non vanno oltre lo 0-0 questo pomeriggio all’Olimpico contro il Carpi. La Lazio post panettone degli ultimi dieci anni aveva sempre vinto, ma questa volta che sembrava dover essere un compito decisamente più semplice, i biancocelesti hanno steccato contro la neopromossa. E’ una Lazio imprevedibile quella della stagione 2015-2016, che non riesce a dare continuità al gioco e ai risultati: lenta, prevedibile e che trova difficoltà con le squadre che si chiudono. Merito ovviamente va anche al Carpi che con una gara attenta e disciplinata torna a casa con un ottimo punto. Le dieci maglie rosse hanno giocato dietro la linea della palla, non disdegnando dove possibile qualche ripartenza. Se il calcio fosse matematica e guardassimo le statistiche, il risultato di 0-0 era l’unico possibile in questa partita dove in pratica non si è mai tirato in porta. Questo perché da un lato la Lazio ha ancora grosse difficoltà nel concretizzare le azioni e dall’altro grazie all’attenta gara del Carpi che ha badato soprattutto a non lasciare spazi ai capitolini. L’involuzione della squadra di Pioli rispetto a quella ammirata lo scorso anno è clamorosa: dalla squadra tra le prime come tiri in porta e realizzazioni, si è passati ad una squadra che è riuscita a fare solo 20 gol in 18 partite. Nonostante lo stesso modulo, il 4-1-4-1, di Milano, la Lazio è apparsa molto diversa da quell’ultima partita. Questione di assenze, inevitabile non ricordare che Pioli ha fatto a meno di ben 8 giocatori, tra cui Biglia. In cabina di regia appare Onazi supportato da Cataldi e Parolo. Castori replica con un difensivo 5-3-2. Felipe Anderson gioca solo 45 minuti e al suo posto Keita che da sprint alla manovra. Non basta neanche l’annesto di Klose, buttato dentro per la carta disperazione. La squadra di Castori durante i cinque minuti di recupero prova addirittura il colpaccio con Lasagna che viene fermato da Berisha.

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