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Pomeriggio di sport in toscana allo Stadio dei Pini. Va infatti in scena oggi alle 15:00 la finale del torneo di Viareggio 2016 tra Juventus e Palermo; due formazioni che hanno sudato, rispettivamente contro Spezia ed Inter, per arrivare alla tanto ambita finale. Inaspettata la qualificazione per i rosanero che si disfano dell’Inter, campione uscente, per 3-2, grazie alla rete di Maddaloni ed alla doppietta di La Gumina. I torinesi di Fabio Grosso faticano invece di più contro un agguerritissimo Spezia, spento solo nei calci di rigore al termine dei minuti regolamentari. Questa “baby sfida” Juventus-Palermo si prospetta un’esperienza tutta da seguire.

PRIMO TEMPO: Le aspettative pre-gara non deludono sicuramente gli amanti dello spettacolo con un match che si apre in assoluto predominio bianconero. La Juventus è ordinatissima, il fraseggio al limite dell’area avversaria è ottimo e subito c’è il tentativo di guadagnare campo grazie ad una linea con 4-3-3 offensivo. È più che altro sulla destra che si sviluppano le azioni, con Lirola che crea gioco e smista per i compagni, soprattutto per Macek sulla fascia, pericoloso con i suoi cross. Il Palermo è in affanno e le poche idee vengono subito placate da una difesa juventina impeccabile. Dopo la prima conclusione di Kastanos, un tiro a giro poco preciso, la gara si accende e la Juve si spinge in avanti, concedendo qualche spazio ma trovando il vantaggio. Sempre ovviamente dalla destra, Macek, servito benissimo da Bove, serve al centro dell’area un invitante pallone che Kastanos riceve e scarica sul palo più vicino, dopo aver mandato a vuoto il centrale Tapa con una freddezza assoluta. La reazione palermitana è visibile in particolare dal cambio di gioco: Baricentro basso e servizio per gli esterni, incaricati di salire palla al piede. Questo cambio di trama apre qualche spazio agli affondi avversari ma riporta il risultato in parità. In verità abbastanza fortunoso, il pareggio del Palermo nasce da una conclusione da lontano del centrocampista Costantino, un tiro non difficile ma che Del Favero non trattiene, e, sulla respinta bassa, il bomber La Gumina non ci pensa due volte prima di appoggiare in rete il momentaneo 1-1. Le sorprese nei primi quaranta minuti non sono però finite; Macek infatti, tra i protagonisti del primo tempo, al termine di una lotta caparbia sul fondo con Giuliano, al momento dell’entrata in area, viene steso per il primo penalty della gara. Vadalà si incarica della battuta e spiazza Marson, per un vantaggio che viene però raggiunto di nuovo tre minuti più tardi in seguito ad un secondo calcio di rigore, questa volta per i rosanero. A tre minuti dal termine della prima frazione, Severin atterra La Gumina, servito spalle alla porta da un tocco alto. Sul dischetto va proprio l’attaccante palermitano che riporta il risultato in parità prima della pausa. Palermo che chiude in avanti ma senza importanti occasioni. Dopo un primo tempo da cardiopalma il parziale è 2-2.

SECONDO TEMPO: Se la prima frazione è stata giocata ad un ritmo altissimo, la ripresa vede, invece, un tono molto più calmo. La Juve si presenta con lo stesso modulo, mentre i siciliani optano per un 3-4-3 più offensivo. È un Palermo ben messo in campo, che spesso e volentieri, nei primi cinque minuti, si presenta dalle parti della difesa juventina. Biaconeri che si affidano ora molto a lanci lunghi e passaggi verticali a cercare Kastanos, molto attivo davanti. Qualche occasione palermitana dai piedi di Bonfiglio impegna l’estremo difensore bianconero in tuffo, ma la ripresa non decolla. Toure entra per dare sostanza al centrocampo juventino e gli affondi iniziano a farsi più frequenti mentre tutta la squadra cerca di ritrovare l’ordine parzialmente smarrito, con scarsi risultati. Il Palermo cresce e, ancora Bonfiglio, e La Gumina, costringono Del Favero ad un doppio intervento basso. Gli uomini di Bosi pressano alto ma la Juventus non è da sottovalutare e le ripartenze sono sempre in agguato e portano i bianconeri ad affacciarsi pericolosamente in area avversaria. Prima Vadalà viene murato da Marson e successivamente, il terzo penalty della gara, a cinque minuti dall’ottantesimo, decreta il 3-2 finale. Dubbi sul fallo da rigore ma il tocco di Santoro su Di Massimo c’è, insieme alla trasformazione dello stesso diciannovenne dagli undici metri. I rosanero tentano un disperato assalto senza conseguenze fino ad un fischio finale che significa Juventus campionessa di Viareggio. La sessantottesima edizione va quindi ai ragazzi di Grosso, che raggiungono il Milan a 9 Viareggio Cup in bacheca. Onore ai siciliani che escono nonostante tutto a testa alta da questa competizione, soddisfatti di un secondo posto comunque impronosticabile ad inizio stagione.

Top & Flop:

Top:

  • Macek: Grande talento sulla fascia destra, la sua è una prestazione di grande sacrificio ed altruismo verso i compagni di squadra. La sua intesa con Lirola è spaventosa e le sue giocate sembrano studiate alla perfezione. Un futuro campione sulla destra.

Flop:

  • Maddaloni: Il marcatore della semifinale non convince, nonostante le azioni juventine arrivino tutte dalla sua parte, il difensore non è mai pronto a riceverle, la giustificazione di dover contenere Macek e Lirola non tiene, soprattutto perché non ci prova nemmeno. Prestazione sottotono per il terzino, ma forse da rivedere l’intera difesa a tre.

Ciao a tutti, sono Dario e vengo dalla provincia di Monza e Brianza. Mi piace seguire, commentare e discorrere di eventi calcistici che seguo con regolarità.

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