Com’è strano iniziare una stagione di campionato con un pari casalingo senza gol.

La stagione di Serie A 2025/26 inizia alle 18.30 di un sabato sera in cui moltissima gente è ancora in ferie, il temuto controesodo autostradale si è materializzato ma solo in parte – sarà perché quello del 23 agosto è il weekend successivo a quello di Ferragosto? – ed è vero che «anche se tutto va male, la ragazza ti lascia, perdi il lavoro, c’è sempre un campionato che inizia a settembre», come ha scritto in parole brillanti Nick Hornby in Febbre a 90°. L’estate è dietro l’angolo, i tormentoni sono ancora caldi – Sto bene al mare, di Marco Mengoni e Sayf, peraltro lui genovese, è la colonna sonora di benvenuto al Luigi Ferraris – ed è lecito aspettarsi la salsedine su molti dei trentaduemila spettatori accorsi a Genova per la prima di campionato, un’ospitata del Lecce in casa propria a cinque mesi dall’ultimo Genoa-Lecce che però sembra lontanissimo e, non a caso, appartiene a un torneo ormai chiuso.
C’era voglia di calcio e rispetto all’ultima partita di maggio – Genoa-Atalanta 2-3 con gol nel finale di Mateo Retegui, trasferitosi in estate in Arabia Saudita da capocannoniere della Serie A (dopo appena due anni: il primo (2023/24) al Genoa, il secondo e finora ultimo (2024/25) all’Atalanta di Gasperini che pure lui, nel frattempo, oggi è altrove (allena la Roma) – non è cambiato il drappo che orna la Gradinata Nord, un “Forza Vecchio Cuore Rossoblù” sempre capace di attrarre l’attenzione in modo magnetico. Ci sono 27°, segnala Bing, ma l’umidità alza la temperatura percepita a 29°. Andrea Carretti, lo storico speaker del Genoa, scandisce al microfono, con una voce che potrei definire calda, il suo «bentornati al Ferraris». Dopo le vacanze estive, l’abbronzatura leggermente marcata, le sgambate di montagna nei rispettivi ritiri e l’esordio in Coppa Italia, è tempo di fare sul serio. In Coppa, il Genoa ha battuto per 3-0 il Lanerossi Vicenza il venerdì di Ferragosto (gol di Valentín Carboni, Niculae Stanciu e un’autorete ospite), il Lecce ha superato la Juve Stabia per 2-0, nonostante un uomo in meno per tutto il secondo tempo: ed è curioso che sia Nikola Krstović che Mohamed Kaba non facessero parte delle distinte col Genoa a otto giorni di distanza. Il primo è stato ceduto all’Atalanta, il secondo ha cambiato cognome. Per comodità, sulle maglie resterà Kaba, ma sui documenti dell’anagrafe si leggerà d’or in poi Dramé.
Il Genoa (senza Otoa ed Ekuban) e il Lecce (senza Jean e Marchwiński) si ritrovano, come detto, dopo il 2-1 del 14 marzo 2025. Il Grifone vinse grazie a una doppietta – la prima in Serie A – del centrocampista Fabio Miretti, in prestito dalla Juventus, seguita dall’inutile rigore trasformato da Krstović. Nessuno dei due marcatori gioca più qui. Miretti – a meno di stravolgimenti dell’ultima settimana di calciomercato – resterà a Torino dopo i sondaggi del Napoli e un infortunio a una coscia; perciò, – dopo essere tornato a Torino – farà rientro a Genova da avversario sabato 31 agosto, quando sempre alle 18.30 la Juventus sarà impegnata al Ferraris. Quanto a Krstović, è già partito dal Salento per diventare l’alternativa a Gianluca Scamacca (rientrato dopo il grave infortunio di un anno fa e già in gol alla prima giornata di campionato contro il Pisa, quando ha pure colpito una traversa, dopo ben 455 giorni). Certo, Krstović era sondato dalla Roma di Gian Piero Gasperini – che potrebbe non averlo preso, non essendo riuscita a cedere Artem Dovbyk – ma è finito all’Atalanta di Ivan Jurić. Sia Gasperini che Jurić hanno un passato importante al Genoa, mentre Krstović è fruttato al Lecce circa 25 milioni di euro e il 10% della futura eventuale rivendita dell’attaccante montenegrino, un’intuizione del d.s. dei pugliesi, Pantaleo Corvino.
Se c’è un filo sottile – rosso, canterebbe Alfa – che lega Genoa e Lecce è anche il destino dei rispettivi attaccanti. Oltre a Krstović, anche Pinamonti – prestato al Genoa dal Sassuolo, un anno fa, dopo che i rossoblù lo avevano riaccolto (Pinamonti aveva già giocato qui nella stagione 2019/20) per sopperire alla cessione di Retegui, finito a Bergamo a sostituire Scamacca: che incastro – è tornato alla squadra proprietaria del cartellino. Il Genoa potrebbe aver ritenuto eccessiva la cifra del riscatto e così, alla prima giornata di campionato 2025/26, sia il Genoa che il Lecce si trovano con due giovani centravanti in prestito dal Milan. Lorenzo Colombo da Vimercate, 23 anni compiuto lo scorso 8 marzo, era stato la riserva di Krstović al Lecce nel 2022/23, dove aveva segnato cinque gol in trentatré partite: a seguire, ha giocato a Monza nel 2023/24 (quattro gol in venticinque partite) e all’Empoli nel 2024/25 (sei gol in trentasette partite). Francesco Camarda da Milano, nato il 10 marzo 2008, cioè diciassettenne, è il più giovane esordiente nella storia della Serie A – al suo ingresso in campo all’83’ al posto di Luka Jović il 25 novembre 2023, in un Milan-Fiorentina – e conseguentemente anche nella storia del Milan che lo ha ceduto in prestito al Lecce per questa stagione.
Nelle distinte ufficiali, dunque, nel Genoa sono titolari il ventiduenne Alessandro Marcandalli in difesa (rientrato da sei mesi in prestito a Venezia) e Colombo in attacco. L’intera trequarti è nuova di zecca: Valentín Carboni (in prestito dall’Inter) a destra, Albert Grønbæk (in prestito dal Rennes) a sinistra, Niculae Stanciu (arrivato a parametro zero dal Damac, squadra dell’Arabia Saudita) al centro. Carboni e Stanciu hanno già segnato in Coppa Italia, sotto gli occhi dei connazionali Dan Șucu (proprietario del Genoa) e Mircea Lucescu, mentre Grønbæk ha avuto un’occasione importante. Se il buongiorno si vede dal mattino, le sensazioni sono positive. Quanto al Lecce, la partenza di Federico Baschirotto – il capitano e leader difensivo, andato a rinforzare una diretta concorrente (la Cremonese, dove aveva giocato nel 2014/15) è da registrare. Eppure, quattro dei cinque nuovi arrivati al Genoa (Carboni, Stanciu, Grønbæk e Colombo, non Østigård) sono titolari. Le cessioni (De Winter al Milan, Ahanor all’Atalanta, Bani al Palermo, il riscatto di Guðmundsson da parte della Fiorentina e il prestito di Matturro al Levante) hanno cambiato la rosa, senza Milan Badelj (ritirato) e senza i calciatori che erano in Liguria in prestito: Zanoli tornato a Napoli, Onana al Beşiktaş e Kassa al Maccabi Haifa, Cornet al West Ham e, come già detto, Miretti alla Juventus e Pinamonti al Sassuolo. Quanto al Lecce, Camarda è titolare, non i vari Sottil (in prestito dalla Fiorentina) e i vari Siebert (arrivato per sei milioni di euro dal Dusseldorf, acquisto più caso di sempre dal club salentino), Álex Sala, Kouassi, Ndaba e Matías Pérez.
Nel giorno del centodecimo anniversario dalla scomparsa di Luigi Ferraris, ingegnere ed ex calciatore del Genoa (arruolatosi volontario nella prima guerra mondiale e scomparsi in una missione in Veneto) a cui è dedicato lo stadio, e nel giorno della scomparsa a ottant’anni di Sidio Corradi, il “George Best” rossoblù – per i capelli biondi e i calzettoni abbassati, le basette e la maglietta fuori dai pantaloncini –, trentasei gol in centoventinove partite, una vera e propria bandiera del Grifone dove giocò dal 1970 al 1976 e di cui è entrato nella Hall of Fame, il Genoa sfida una squadra (il Lecce) con cui era imbattuto in sedici delle ultime diciotto partite contro il Lecce in Serie A. Per completezza, gli unici due successi salentini sono avvenuti al Via del Mare, il 22 settembre 2023 (gol di Rémi Oudin, poi transitato per la Sampdoria) e addirittura un 2-1 del 7 gennaio 1990. In tribuna stampa, si parla grossomodo di tre cose. Del nuovo capitano del Genoa che è il messicano Johan Vásquez e che si presentò con un gol di testa il pomeriggio di domenica 17 ottobre 2021 (per il Sassuolo segnò una doppietta Scamacca, corsi e ricorsi di questo articolo). Del record di abbonati, che quest’anno sono 28.101, più dei 28.093 del 2024/25 e più dei 27.777 del 2023/24, al terzo anno di Serie A consecutivo per il Grifone. E infine della Red Bull Cerro Abajo che si terrà il giorno dopo la partita: i migliori rider del mondo si sfideranno per le vie di Genova in downhill, nell’unica tappa italiana (fino al 2027).
Parte meglio il Lecce, nel suo 4-1-4-1 basato sulle folate di Tete Morente (sulla sinistra) che scatta alle spalle di Brooke Norton-Cuffy. Nel Genoa, in cui Stanciu – trequartista – arretra a impostare, sia Masini che Frendrup si alzano talvolta in pressione, malgrado siano di fatto due mediani. Alla sua undicesima partita in Serie A, non sfigura Marcandalli. Il Genoa sembra leggermente meno in palla, più impreciso, i meccanismi ancora non sono rodati – e ci mancherebbe altro, col calciomercato ancora in corso. Per quanto il tecnico (Patrick Vieira) e il modulo (4-2-3-1 estensibile a 4-3-3) siano i medesimi dell’anno scorso, l’alchimia specie dei nuovi è ancora da trovare. Intanto, in dieci minuti, Morente ha colpito due volte il pallone di tacco e in dodici minuti anche Camarda tenta la stessa giocata. Calcio d’agosto, si dice e si sente dire. Chissà com’è giocare sapendo che si potrebbe poi dover rinunciare a calciatori o averne di nuovi a campionato (da poco) in corso. La solita sciarpata del minuto dodici – quello che indica e celebra il proverbiale dodicesimo uomo in campo – fa ugualmente effetto ad agosto. Pochi metri più in là, in campo, Banda conclude alto (14’) oltre la porta di Leali, che poco dopo quasi si fa rubare il pallone da un avversario: il pressing alto è una delle armi di Eusebio Di Francesco, non c’è che dire. Colombo, per “lavoro sporco”, ricorda molto Pinamonti. Difatti, della batteria offensiva in Coppa Italia, non ha segnato e anzi ha avuto una buona occasione in cui però ha calciato debolmente, chiaramente meno lucido dopo la corsa e l’impegno nel pulire certi palloni. Ma è un “limite” che già si è visto con Pinamonti l’anno scorso, sebbene il valdostano abbia segnato comunque dieci gol. Al 17′, una folata di Aarón Martín, che travolge Wladimiro Falcone in uscita, è l’azione forse più interessante creata dal Genoa, che nel primo tempo attacca verso la Gradinata Sud. Poco dopo, azione per Johan Vásquez che entra in area, tenta un dribbling, viene ostacolato a cade a terra.
Se il primo gol della Serie A 2024/25 era stato di Alessandro Vogliacco in Genoa-Inter 2-2, pure allora di sabato (il 17 agosto 2024) alle 18.30, il primo gol della Serie A 2025/26 lo realizza Scott McTominay, che, nella partita in contemporanea, stacca da centro area su cross al 17’ di Sassuolo-Napoli. È lui il marcatore della semirovesciata che a maggio era assurta a gol-scudetto, ora si conferma molto bravo a inserirsi. Come Stanciu, che dall’area di rigore genoana ha tentato un lancio diretto a Martín o ad Albert G, stesse iniziali e stesso numero di maglia (l’undici) di Guðmundsson ma invece è Grønbæk. Si tratta di un’impostazione dal basso non riuscita ma potenzialmente at his best, uno scenario molto interessante. Come anche l’inversione delle ali è uno dei trucchi ricorrenti di Di Francesco: Banda – ora a sinistra, anziché Morente – converge al centro e prova a calciare, ma trova la deviazione di Marcandalli. L’occasione migliore del primo tempo si materializza al 32′: Grønbæk serve Stanciu che entra in area e conclude alto sulla traversa ma di poco. Bella occasione; poco dopo, Grønbæk crossa debolmente e rasoterra; dunque, il Lecce riparte con Gallo e Banda, in due-contro-uno sull’out di destra dove c’è Norton-Cuffy, forse il lato dove il Genoa soffre un poco di più. Quando al 41’ tenta il piazzato Valentín Carboni, la deviazione di Wladimiro Falcone sulla sua destra, in calcio d’angolo, diventerà la parata della partita. Certo, si può discutere sul fatto che il tiro dell’argentino non fosse poi eccessivamente forte, però è innegabile fosse preciso, davvero ben angolato. Dopo un minuto di recupero e un calciatore del Lecce rimasto a terra nell’area di rigore del Genoa – ha intimato all’arbitro Massa di ricorrere al Var, in un esercizio di mimica carina, un gesto che fino a una decina d’anni fa non avrebbe avuto alcun senso (ma la semiotica cambia) – finisce così il primo tempo.
Il secondo tempo riparte col Genoa che attacca da destra verso sinistra, cioè in direzione della Gradinata Nord. Senza cambi, ma il solito Lecce propositivo. C’è un cross che Camarda non riesce a deviare con sufficiente forza, c’è un uno-due che permette a Morente di salvare un pallone dalla linea di fondo e crossarlo, male però, al centro dell’area di rigore difesa da Leali. Dall’altra parte, c’è una serpentina di Grønbæk piuttosto fine a se stessa. Poi Grønbæk batte una rimessa laterale e Stanciu tenta un sombrero a un avversario e Camarda che prova a scattare su Marcandalli che, sebbene sia un classe 2002, ha comunque sei anni in più del suo diretto marcatore. C’è l’odore forte di fumogeni, il canto ritmato dei tifosi, mille voci a tempo. C’è Stanciu che prova a ricambiare il favore di poco prima a Grønbæk ma calcia di destro in modo impreciso, forse un po’ troppo forte, e l’ala danese non riesce ad arrivarci. C’è Colombo che prima dello scoccare del sesto minuto prova a lanciare Grønbæk in profondità verso Falcone. C’è Stanciu che prova a calciare da fuori area trovando una deviazione (7′) e perciò un corner dalla sinistra che va a battere Aarón Martín, otto assist l’anno scorso. E c’è un tentativo acrobatico di rovesciata di Johan Vásquez nell’area di rigore del Lecce. Poi Grønbæk non riesce a saltare l’uomo, sulla sinistra, Norton-Cuffy anticipa Banda in tempo per limitare i danni e Tete Morente col numero 7 che stacca indisturbato ma, per fortuna di Nicola Leali, conclude di testa a lato della porta genoana.
Il primo cambio è di Di Francesco: escono Berisha e Banda, entrano Dramé (cioè, Mohamed Kaba) e Sottil. Vieira cambia quasi contemporaneamente: esce Grønbæk ed entra Junior Messias, col numero 10. Nel frattempo, a Reggio Emilia, il Napoli raddoppia sul Sassuolo col primo gol in Italia di Kevin De Bruyne. Quando Martín serve Carboni, che salta l’uomo ma non riesce a evitare che il pallone finisca sul fondo, si capisce che Messias è a destra e l’argentino ex Olympique Marsiglia a sinistra. Lo stesso Martín riceve quasi inavvertitamente da Frendrup e testa i riflessi di Falcone sul suo palo, alla destra. Al 21’ c’è il lancio di due fumogeni in campo dalla Gradinata Nord, uno lo corre a spegnere Vásquez quasi da centrocampo: è un mini-time-out. Nel Lecce, Di Francesco cambia il terzino destro (esce Veiga ed entra Kouassi) e complessivamente ora, grazie a Stanciu, la ripartenza dal basso del Genoa funziona anche se non è del tutto fluida e Vásquez ogni tanto deve indicare le linee di passaggio. Al 27′ escono Carboni e Colombo, entrano Ellertson ed Ekhator e ora Vieira ha cambiato tutto il tridente, ma non il trequartista (Stanciu). Il primo pallone toccato da Jeff Ekhator, diciannove anni da compiere l’11 novembre, è difeso ottimamente ma scaricato in modo errato. Vengono ammoniti Martín e Morente, il Lecce spinge – ma il Genoa sarà l’unica squadra che ha tirato in porta: due volte – e al 35’ il Ferraris quasi trattiene il fiato. Dove trent’anni fa calciava Cláudio Ibrahim Vaz Leal, detto Branco, oggi va a piazzare il pallone Niculae Stanciu, capitano della Nazionale romena di calcio. Il punto di battuta è molto interessante, il pallone – calciato di destro – esce di poco alla sinistra di Falcone. Il Lecce, con l’uscita di Camarda e l’ingresso di N’Dri, adotta un falso nueve. Vieira, per contro, toglie Stanciu (tra gli applausi) e Frendrup) e inserisce un secondo centravanti, Vitinha, oltre a Ekhator. Quello del Genoa è un 4-2-fantasia di Leonardo, l’ex allenatore del Milan che però ha ceduto la paternità del termine all’ex a.d. Adriano Galliani, «molto bravo a creare queste cose».
Succede poco nel finale, succede ugualmente poco nei quattro minuti di recupero concessi da Massa in cui quasi sembra che il Genoa attaccasse con meno convinzione – o più fatica nelle gambe – mentre pure al Lecce andasse bene il pari. Tutto sommato, un punto resta un punto. A Reggio Emilia, intanto, il Napoli ha battuto il Sassuolo 2-0. «Se analizziamo la partita, nei primi venti minuti la squadra ha fatto molto bene – dirà Di Francesco –. Abbiamo pressato bene il Genoa, tranne nell’unica opportunità che ha avuto Carboni alla fine del primo tempo. Venire qui a Genova e concedere una sola azione pericolosa è importante, poi ho visto lavori fatti bene tra le catene, le mezzali gli esterni, sono soddisfatto». Ha ammesso che «oggi è mancata un po’ un’alternativa a Camarda» e commentato alcuni errori di finalizzazione che secondo il tecnico «ci possono stare perché siamo all’inizio». Ha detto infine: «Non penso che il Genoa volesse giocare la palla alta su Colombo con Gaspar e Gabriel in marcatura. Io credo sia stato un lavoro fatto bene da tutti: se una linea non è accompagnata da una buona pressione, sarebbe stato peggio». Anche Patrick Vieira aveva di che essere soddisfatto. Il mister francese ha parlato di «una partita molto difficile» in cui «credo che il pareggio sia meritato. Il Lecce ha giocato in modo molto organizzato e aggressivo, noi non avremmo meritato di prendere i tre punti. Avevamo tre trequartisti dietro Colombo e loro non ci hanno lasciato spazio. Dobbiamo migliorare». Intelligentemente, ha invitato tutti a considerare quali fossero «le qualità dell’avversario», siccome «non era scritto che avessimo l’obbligo di vincere contro il Lecce. Dobbiamo accettare che il Lecce potesse venire a vincere la partita. Credo che loro meritino dei complimenti. È stata una partita difficile e abbiamo visto che specialmente la loro metà inferiore della squadra è superiore rispetto a quella dell’anno scorso. Hanno meritato il punto che hanno preso stasera». Ha spiegato che «la partita di Colombo è stata difficile», che Carboni e Grønbæk «lavorano bene e sono calciatori importanti. Grønbæk deve abituarsi alla Serie A, un campionato diverso per lui, ha faticato a trovare spazi e trovare il pallone. Per Carboni c’è anche un discorso di ritmo e problemi fisici, ma l’ho visto meglio rispetto alla partita di Coppa Italia». Infine, del resto, era solo la prima gara di campionato e, seraficamente, ha concluso Vieira, «quando saremo al meglio dal punto di vista fisico, faremo ancora meglio». Probabilmente, in una certa misura, la prima giornata di un nuovo campionato è come il primo giorno di scuola.
Ecco di seguito il tabellino della partita.
Genoa (4-2-3-1): Leali; Norton-Cuffy, Marcandalli, Vásquez, Martín; Frendrup (dall’87’ Vitinha), Masini; Carboni (dal 73’ Ellertsson), Stanciu (dall’87’ Thorsby), Grønbæk (dal 60’ Messias); Colombo (dal 73’ Ekhator). All: Vieira. A disp: Siegrist, Sommariva, Østigård, Sabelli, Malinovskyi, Cuenca, Fini, Venturino.
Lecce (4-3-3): Falcone; Veiga (dal 68’ Kouassi), Tiago Gabriel, Gaspar, Gallo; Coulibaly (dall’83’ Pierret), Ramadani, Berisha (dal 59’ Dramé); Banda (dal 59’ Sottil), Camarda (dall’83’ N’Dri), Tete Morente. All: Di Francesco. A disp: Früchtl, Samooja, M. Pérez, Siebert, Ndaba, Gorter, Rafia, Maleh, Helgason.
Ammoniti: Martín, Ekhator (G), Banda, Veiga, Tete Morente (L). Arbitro: Massa.

