Si è ritirato Tomás Rincón, il principe dei contrasti

E un gol che mi ricorderò sempre dell’ex mediano di Genoa, Juventus, Torino e Sampdoria.

Foto generata con Gemini
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«Serena, p****na, l’hai fatto per la grana», urlarono i tifosi del Torino ad Aldo Serena quando si trasferì alla Juventus. Serena è l’unico calciatore nella storia ad aver giocato nelle due squadre di Torino e nelle due di Milano – ben quattro parentesi all’Inter tra 1978 e 1984, compresi i prestiti a Como, Bari, e, nel 1982/83, ai cugini del Milan (dove è tornato a fine carriera, dal 1991 al 1993); nel mezzo, una stagione (1984/85) a Torino e due (dal 1985 al 1987) alla Juventus – e a un certo punto aveva raccontato al Corriere della Sera che i tifosi granata «mi sfasciarono la macchina mentre ero al cinema con la mia ragazza di allora», ammettendo che «non avevo la vocazione a diventare una bandiera». Se Serena è l’unico ad aver giocato per le quattro squadre di Torino e di Milano – ma tanti ci si sono avvicinati: a Roberto Baggio (Juve, Milan, Inter), Andrea Pirlo (Inter, Milan, Juve) e Zlatan Ibrahimović (Juve, Inter, Milan) è mancato solo il Torino, dove Christian Vieri (successivamente a Juve, Inter, Milan) giocò una sola volta da titolare a inizio carriera, ma conta –, in tempi più recenti, e probabilmente con meno violenza, sorte simile è toccata a Tomás Rincón, il centrocampista venezuelano che ha vestito le maglie di entrambe le squadre di Torino e quelle di Genova e ha annunciato il suo ritiro dal calcio a trentotto anni, con questo video pubblicato su Instagram che ne ripercorre brevemente le tappe salienti.

Lasciata a sedici anni la sua città natale, San Cristóbal, dove è nato nel 1988, Tomás Eduardo Rincón Hernández ha giocato per dei club venezuelani (Unión Atlético Maracaibo, Zamora FC e Deportivo Táchira) fino al gennaio 2009, quando si è trasferito ad Amburgo. Nel luglio 2014, il Genoa lo ha ingaggiato a parametro zero e lo ha ceduto nel gennaio 2017 alla Juventus, che dopo mezza stagione lo ha prestato e poi ceduto definitivamente ai concittadini del Torino che a loro volta lo hanno prestato nella primavera del 2022 alla Sampdoria. Infine, nell’agosto 2023, Rincón si è accasato in Brasile, al Santos, dove ha chiuso una carriera di club che dà la sensazione di passare quasi in secondo piano rispetto a quella con la nazionale del Venezuela, non solo perché Rincón è il primatista di presenze nella storia della Vinotinto – 143 partite, quindici in più di Juan Arango e, al momento, venti in più di Salomón Rondón – ma anche perché Rincón, che faceva il raccattapalle della nazionale ogni qual volta questa giocasse nel suo stato, Táchira, pur di veder giocare il suo idolo Juan Arango, dal quale ha ereditato nel 2015 la fascia da capitano, ha disputato nel 2011 la Copa América nel quale il Venezuela – allenata da César Farías, cioè colui che nel 2008 aveva fatto debuttare Rincón in nazionale – finì semifinalista e quarto (suo miglior risultato di sempre) e Rincón finì nella formazione ideale del torneo.

Sebbene non abbia vinto molto – un campionato e una Coppa Italia nella primavera del 2017 con la Juventus, con cui ha perso la finale di Champions League nel 2017 –, Tomás Rincón è il quinto mediano per presenze nella storia della Serie A, sommando Genoa (79), Juventus (13), Torino (145) e Sampdoria (51). Segue de Roon, Radovanović, Ekdal e Cambiasso. Precede Badelj, Brozović, Inler, Linetty, Gargano, Matuzalém e Miguel Veloso. Nella classifica eterna delle ammonizioni, Rincón è il quarantaduesimo della Serie A, con 78 cartellini gialli, quanti de Roon: meglio – o peggio, a seconda – tra i mediani hanno fatto solo Giannichedda (80), Cigarini e di Biagio (108), De Rossi (1229 e Daniele Conti (141). Ancora, alla fine del 2016, Tomás Rincón era il primo calciatore del Genoa dal 2014/15 per contrasti (140) e per assist (10) in campionato. Nella seconda metà del 2015/16, era il primo calciatore dell’intera Serie A per percentuale di dribbling riusciti (77,2%) tra chi ne avesse completati almeno venticinque. Al tempo stesso, all’inizio del 2017, era il calciatore con più falli commessi (41) dell’intero campionato. Ha segnato soli nove gol in Serie A, ma uno – questo, il 22 novembre 2015, in una vittoria per 2-1 del Genoa sul Sassuolo con rete decisiva al 94’ di Leonardo Pavoletti, che causò un malore a un tifoso rossoblù al 94’ – è di rara bellezza, con tunnel e tiro a giro da venticinque metri nel sette.

In una recente intervista a La Vinotinto Radio, Tomás Rincón ha particolarmente elogiato il suo ex tecnico Gian Piero Gasperini, che «ha cambiato il mio modo di intendere il calcio» e «mi disse che ero come una macchina con il freno a mano tirato, non sfruttavo il motore che avevo». El general, questo il suo soprannome – «non so esattamente chi lo abbia inventato, ma credo sia nato in Germania, alcuni giornalisti tedeschi mi dicevano che ero molto determinato nel dare indicazioni anche con i gesti», ha raccontato alla Juventus –, è stato il sesto venezuelano nella storia della Serie A, dove ha debuttato col Genoa, proprio come aveva fatto il primo, il difensore Edgar Moras, il 20 marzo 1983. Se cambi l’ordine delle due cifre centrali, curiosamente, viene fuori l’anno di nascita del Genoa, il club più antico d’Italia.