Serie A, la 25ima giornata in 5 (s)punti

Co un po’ di ritardo ma ecco il nostro punto sulla 25ima giornata di Serie A.

Quello tra Napoli e Juventus si sta rivelando un duello piuttosto noioso sebbene sia l’unico testa a testa per il titolo credibile nei primi cinque campionati europei. La squadra di Allegri sembra voler tenere fede a tutti i costi all’immagine di squadra brutta e vincente costruita in questa stagione. I bianconeri, anche contro il Torino, trovano il gol e poi si arroccano in difesa a guardia del risultato acquisito. Trovando per altro grande complicità da parte dei granata che proprio nel match più importante smarriscono la furia Toro che spesso ha caratterizzato i derby della Mole. Perché questo sistema di gioco della Juventus in Italia paga ed in Europa no? Semplice. In primis, senza dubbio, per il valore degli avversari. Ma in secondo luogo anche e soprattutto perché Allegri si presenta in campionato come invece non si veste in Champions League. Il calcio, in fondo, è una cosa semplice. Se la striscia di successi bianconeri anche in Serie A è cominciata nel momento in cui la Juventus si è schierata a tre a centrocampo, perché cambiare pelle proprio lì dove individualità e ritmi sono superiori? La carta Sturaro andava giocata anche contro il Tottenham. Speriamo che Allegri faccia tesoro di questo insegnamento in vista del ritorno di Wembley.

Il Napoli dal canto suo contro la Spal fa il minimo sindacale. E questa è forse la vera novità della giornata. La squadra di Sarri sblocca subito l’incontro e poi gigioneggia senza affondare mai il colpo; aiutata indubbiamente dai limiti dei biancocelesti di Semplici. Sembra quasi le due pretendenti allo scudetto abbiano la sensazione che sarà necessario trascinarsi stancamente fino allo scontro diretto del 22 aprile. Ma la vita, fino a quel giorno, non sarà così facile. Le insidie sono ovunque, specialmente se non si recupera al più presto brillantezza da entrambe le parti.

La 25ima giornata di Serie A ridisegna anche gli equilibri in zona Champions League. Il duello tra Roma, Lazio ed Inter sembra destinato a durare fino al termine del campionato. La squadra di Spalletti, però, sembra essere quella che se la passa peggio. Dopo 25 giornate di campionato il bottino dei nerazzurri è esattamente identico a quello maturato allo stesso punto dello scorso campionato. Fatto questo indicativo delle difficoltà di Icardi e compagni che con un inizio stagione fulminante avevano illuso i più (noi compresi). Nelle ultime 10 uscite però l’Inter ha collezionato appena nove punti e forse farebbe bene in questa fase a temere il ritorno del Milan.

Perché i rossoneri sotto la guida di Gennaro Gattuso filano che è una meraviglia. Recuperata la condizione fisica e mentale, ultimamente sembra essere stato recuperato anche il gioco. Si fa sempre fatica a credere in rimonte strepitose ma con 13 giornate da giocare sognare è lecito. Intanto facciamo un mea culpa: pensavamo che Gattuso fosse scarso. Chiediamo scusa.

Chiosa finale sulla Lazio. La notizia di giornata non è tanto la vittoria sul Verona con il record assoluto in europa di tiri in porta in una singola partita quanto la notizia, ufficializzata da Tare prima e dal giocatore poi, che De Vrij lascerà la capitale a giugno. Svincolandosi a parametro zero. Le parti sembravano aver raggiunto l’intesa per il rinnovo dell’olandese. Poi richieste di commissioni esose da parte degli agenti del difensore hanno fatto saltare i nervi a Lotito e dunque la trattativa. C’è da essere onesti: la società aveva provato a muoversi per tempo. Non con la stessa tempestività dimostrata con Milinkovic-Savic o Luis Alberto, ma comunque per tempo. De Vrij sembrava per altro intenzionato a rinnovare con la Lazio. Più un gesto di riconoscenza verso il club (il giocatore è stato un anno fermo ai box) che una reale volontà di legarsi ancora al progetto biancoceleste. Il piano delle parti era infatti prolungare l’accordo fissando una clausola rescissoria bassa (circa 25 milioni) tenuto conto del valore del giocatore così da consentire al difensore di liberarsi comunque a giugno ed alla Lazio di monetizzare dalla cessione. Qualcosa però è poi cambiata. In questo calcio sempre più in mano ai procuratori alla fine De Vrij si è fatto condizionare rinnegando le ragioni del cuore. Scelta lecita e pertanto da accettare. Potrebbe firmare per l’Inter. Bene. Ma se all’ultima giornata di campionato Lazio-Inter fosse decisiva per l’accesso alla Champions cosa ci dovremmo aspettare? Ai posteri l’ardua sentenza.

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