L’Editoriale: E’ un campionato senza fisionomia

È un campionato strano quello di quest’anno. Incerto e livellato. Verso il basso forse, ma poco conta. Dopo ventitré giornate non c’è ancora nulla che abbia una sua fisionomia definita. La lotta scudetto, la Champions, l’Europa League o la lotta per non retrocedere. La settimana che precede il ritorno delle coppe poi è sempre particolare.

Così succede che la Roma, che non sa più vincere all’Olimpico, pareggia con il Parma ultimo in classifica al termine di una partita anonima nonostante il ritorno di Gervinho e l’esordio di Doumbia (entrambi inspiegabilmente mandati in campo dopo essere tornati nella capitale da poche ore dopo oltre un mese di assenza per la Coppa d’Africa); e che la Juve in serata si ritrovi a pareggiare in casa del Cesena penultimo in classifica. Per la seconda volta (era già successo con l’Udinese) i bianconeri non sfruttano il regalo della squadra di Garcia e le distanze tra le due compagini rimangono così invariate. Se i giallorossi sono in flessione da dicembre, è evidente ormani anche l’appannamento dei bianconeri. A fare la differenza, allora, sarà lo scontro diretto. Tra due settimane, all’Olimpico, è in programma il match che o riaprirà i giochi o li chiuderà definitivamente. La Juve ci arriverà con due risultati utili a disposizione, salvo sorprese nella prossima giornata dove a rischiare di più è probabilmente la Roma che salirà a Verona dopo le fatiche del giovedì in coppa.
A giochi fatti, sorride il Napoli che nonostante il passo falso di Palermo vede il secondo posto ancora a portata di mano. Ma è un sorriso a metà perché la Fiorentina e la Lazio accorciano sui partenopei. I Viola vivono un ottimo momento ma il calendario non sorride alla squadra di Montella che nelle prossime quattro giornate affronterà Torino, Inter, Lazio e Milan. I capitolini, al contrario, hanno ritrovato i tre punti dopo un periodo non felice che però non sembra essere completamente messo alle spalle. E domenica prossima all’Olimpico arriva il Palermo.
Chi sembra aver mollato la presa è la Samp che perde, male, anche col Chievo e si fa scavalcare dall’inarrestabile Genoa di Gasperini. Le due squadre di Genova sono l’esempio, opposto, di come la roulette del mercato possa stravolgere una stagione. Dando equilibrio alla squadra (Genoa) o sconvolgendola (Samp).
Poi c’è il campionato di chi lotta per non retrocedere che riguarda sei squadre (il Parma nonostante il pareggio di Roma sembra destinato alla serie cadetta). Chi rischia di più in questo momento sembra l’Atalanta che fatica tremendamente a trovare la quadra e crolla contro la scatenata Inter di Mancini. Non scherza neanche il Verona che non ha saputo sopperire, nel gioco e negli uomini, alle partenze di Jorginho e Iturbe. Resta incagliata nelle zone basse della classifica anche quella che, ad oggi, è senza dubbio la sorpresa di questo campionato (insieme al Sassuolo). Si tratta dell’Empoli che a San Siro infligge l’ennesima stoccata alle ambizioni europee del Milan.