E se fosse tardi?

Sebastian Giovinco

Nell’Italia che ieri si è ritrovata per avviare la preparazione in vista del doppio incontro con Ucraina (mercoledì 10 ottobre a Genova) in amichevole e Polonia (domenica 14 ottobre) per il match valido per la Nations League, tra le varie novità proposte da Roberto Mancini spicca il ritorno di Sebastian Giovinco.

La Formica atomica ritrova la Nazionale a tre anni esatti dalla sua ultima apparizione in azzurro. Era infatti il 2015 quando Giovinco venne convocato dall’allora c.t. Antonio Conte per la sfida dell’Olimpico contro la Norvegia valida per le qualificazioni a Euro 2016. Da allora nulla più.

Nonostante in questi anni Giovinco abbia fatto sfracelli in MLS con i suoi Montreal Impact. Prestazioni notevoli che tuttavia sono state ignorate da Conte al momento di diramare la lista dei 23 per Francia 2016; da Ventura durante una gestione tutt’altro che ricca di soddisfazioni; e da Mancini che tuttavia ora nel momento del bisogno (quella con la Polonia è già una sfida da dentro e fuori per l’Italia) non ha esitato a tornare sui suoi passi ed a sperimentare: fuori Belotti, Balotelli e Politano; dentro Cutrone, Giovinco e Tonali.

La Formica atomica riabbraccia così l’azzurro in maniera quasi inaspettata. Non perché le sue prestazioni non fossero degne di nota; quanto piuttosto perché Giovinco è sembrato pagare cara in questi anni la sua scelta di salutare l’Italia per cercare fortuna in America.

 

 

Era infatti proprio il 2015 quando il folletto salutava la Juventus ed il calcio italiano per sposare la causa del Montreal Impact che tra le altre cose per invogliare il giocatore aveva messo sul piatto un’offerta economicamente irrinunciabile.

Una scelta, quella di Giovinco, arrivata al termine di un biennio in bianconero fatto di fortune alterne che avevano convinto la dirigenza juventina e gli addetti ai lavori che la Formica atomica non sarebbe stata più in grado di raggiungere nuovamente gli elevatissimi standard toccati durante l’esperienza a Parma quando Giovinco chiuse la stagione con 15 gol. Score che resta ad oggi il migliore in Serie A per il fantasista.

Ed invece in MLS è sbocciato un nuovo Giovinco. La prima stagione a stelle e strisce si è chiusa con 22 reti (capocannoniere del torneo) e 16 assist (miglior assistman) che non sono bastati a Montreal per vincere il titolo ma che hanno consentito alla Formica atomica di vincere il titolo personale di miglior esordiente e MVP del torneo.

L’anno successivo Giovinco ha fornito il bis. I gol complessivi sono stati 21, 17 dei quali a segno nel solo anno solare 2017. Numeri questa volta sufficienti a condurre il Montreal Impact a vincere il suo primo titolo in MLS (vittoria in finale su Seattle) oltre alla Canadian Championship ed al Supporters Shield.

La stagione in corso sembra confermare il trend del Giovinco americano. Ad oggi sono 17 le reti (13 gli assist) in 36 uscite stagionali (12 reti e 7 assist in 26 incontri di MLS). Numeri di tutto rispetto per un giocatore che però a gennaio compirà 32 anni e che dunque ad Euro 2020 avrà 33 anni suonati. Numeri, questi, non proprio in linea con il progetto di rinnovamento tanto invocato per la nostra Nazionale.

La domanda però a questo punto sorge spontanea: non è forse che ci si è ricordati di Sebastian Giovinco con colpevole ritardo?