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La Juventus trova tre punti preziosi in casa contro l’Atalanta, ma soprattutto ritrova il bel gioco e la consapevolezza della propria forza. Il centrocampo sembra aver ingranato, Dybala (un gol, un assist e un rigore procurato) dimostra tutto il proprio valore e lancia un chiaro messaggio ad Allegri. Per l’Atalanta, vittima del furore bianconero, una giustificabile battuta d’arresto che non pregiudica la permanenza nella parte sinistra della graduatoria.

Formazioni – Nove gol in otto partite sono oggettivamente pochi, bisogna sistemare qualcosa: Allegri rispolvera quindi il 4-3-3 e si affida ad un tridente atipico composto da Dybala, Mandzukic e Pereyra, con l’ex Udinese libero di accentrarsi a ridosso delle punte. Prosegue il rodaggio della mediana “titolare”, con Marchisio, Pogba e Khedira, tutti insieme dall’inizio, come contro l’Inter. In ottica turnover riposo per Cuadrado e Barzagli (fin qui i migliori tra i bianconeri), mentre si rivede Padoin, schierato sull’out di destra nella difesa a quattro. D’altro canto Reja prova a cavalcare le fragilità della Juve e propone un assetto speculare a quello rivale. Conferme per i giovani Grassi e De Roon in mezzo al campo, fiducia a Pinilla, preferito a Denis, come terminale offensivo. Maglia da titolare per D’Alessandro, scelto a sorpresa al posto di Gomez.

Primo tempo – Parte bene la Juventus che si rende subito pericolosa dalle parti di Sportiello con una spizzata di Bonucci sugli sviluppi di un calcio piazzato. I bianconeri pressano alto e chiudono ogni linea di passaggio, inducendo gli avversari ad alcuni errori in fase d’impostazione. Come prevedibile, appaiono molto mobili Pereyra e Dybala, abili a combinare con il pacchetto di centrocampo, mentre un ispiratissimo Pogba orchestra bene la manovra. Al 18’ è proprio il francese a provare la conclusione dai venti metri, ma il tiro finisce di poco fuori. I padroni di casa insistono specialmente sull’out di sinistra, con Evra autore di tempestive sovrapposizioni che la difesa nerazzurra fatica ad arginare. Dopo i primi venti minuti l’Atalanta accenna un tentativo di reazione: il baricentro degli orobici si alza alla ricerca del pressing sui portatori di palla avversari, bravi comunque a mantenere vivo il possesso con fraseggi corti e tocchi di prima intenzione. Seguono timide ripartenze guidate dai folletti D’Alessandro e Moralez, ma Bonucci e Chiellini cancellano qualsiasi pericolo. I timidi sussulti nerazzurri non pagano i dividendi sperati, anzi al 28’ è proprio la Juventus a passare in vantaggio, con l’uomo più discusso della settimana: Dybala raccoglie un passaggio di Pogba e colpisce di collo esterno imprimendo al pallone una traiettoria stranissima che beffa Sportiello. Molto altalenante l’andamento dell’ultimo quarto d’ora, calano notevolmente i ritmi di gioco a causa dello stop di Pereyra (sostituito da Asamoah per problemi muscolari) e di una brutta botta subita da Bellini. Nel recupero ci pensa Dybala a ridestare gli animi: prima non arriva per un soffio a deviare in gol un delizioso cross di Pogba, poi, su suggerimento di Evra, calcia centrale sui piedi di Sportiello. Ostenta ferocia ed eleganza la Juventus, mentre una timida Atalanta prova a difendersi come può.

Secondo tempo – Ad inizio ripresa la Juventus mette fin da subito le cose in chiaro: Pogba filtra di tacco per Dybala che fa partire un cross rasoterra verso il centro dell’area. Per il navigato Mandzukic centrare la porta è un gioco da ragazzi, ed è 2-0 dopo appena quattro minuti (prima rete in campionato per l’ariete croato). Gli interpreti del centrocampo bianconero dialogano alla perfezione, inibendo ogni tentativo di combinazione degli orobici. Pogba incanta il pubblico con una ripartenza delle sue, tutta forza e tecnica, sulla quale Toloi non può far altro che spendere il fallo, guadagnandosi l’ammonizione. Al 69’ Dybala accarezza l’idea della seconda marcatura personale: prima sfiora il palo su calcio piazzato, poi colpisce male a pochi passi da Sportiello. La Juventus si limita a gestire il possesso palla, mentre l’Atalanta tira anzitempo i remi in barca. Al 73’ il secondo giallo per Toloi, arrivato a cambi esauriti per Reja, spegne qualsiasi possibilità di rimonta. La Juventus dilaga lì davanti: al 78’ Dybala viene steso in area da Paletta. Dal dischetto si presenta Pogba che, al termine di una svilente rincorsa, vede la propria conclusione respinta da un reattivo Sportiello. Poco altro prima del fischio finale, che lascia spazio ai festeggiamenti dello Juventus Stadium. Evento non proprio scontato, di questi tempi.

I TOP E I FLOP

Top Juventus – Nei momenti di difficoltà aggrapparsi all’estro e alla fantasia non è un azzardo, specie quando all’estetica si abbina la funzionalità nelle giocate. Pogba e Dybala sono gli autentici protagonisti del match. Un gol e un assist per l’argentino, giocate da fuoriclasse per il francese (unico neo il rigore sbagliato), che dopo un inizio stentato sembra aver trovato forma e concentrazione. Eleganza al potere.

Top Atalanta – Sportiello cerca di mettere una pezza dove può. E’ incolpevole sulla traiettoria allucinogena assunta dal pallone in occasione del gol di Dybala. Non si lascia ipnotizzare dalla rincorsa tentennante di Pogba e neutralizza il tentativo dal dischetto per il 3-0 bianconero.

Flop Juventus – Padoin si limita ad un diligente compito di copertura relegando maggiori licenze offensive ad Evra. Se la Juventus fa male solo sull’out di sinistra, la “responsabilità” è anche sua.

Flop Atalanta – Prova difficile per il rientrante Paletta, costretto a barcamenarsi tra i guizzi di Dybala e le sportellate di Manzukic. Da uno come lui ci si aspetta maggiore solidità, ma in fin dei conti oggi poteva fare ben poco.

JUVENTUS (4-3-3) – Buffon 6; Padoin 6, Bonucci 7, Chiellini 7, Evra 6,5; Khedira 6,5 (dal 89’ Sturaro sv), Marchisio 6, Pogba 7, Pereyra 6,5 (dal 37’ Asamoah 6,5); Dybala 7, Mandzukic 6,5 (dal 77’ Morata sv). A disposizione: Neto, Rugani, Audero, Alex Sandro, Barzagli, Lemina, Hernanes, Cuadrado, Zaza. Allenatore: Allegri.

ATALANTA (4-3-3) – Sportiello 6,5; Bellini 5,5 (dal 45’ Masiello), Toloi 5, Paletta 5, Dramè 5,5; Kurtic 5, De Roon 5,5 (dal 73’ Migliaccio 6), Grassi 5,5; Moralez 5,5 (dal 51’ Gomez 6), D’Alessandro 5,5, Pinilla 5,5. A disposizione: Bassi, Cherubin, Brivio, Stendardo, Raimondi, Carmona, Cigarini, Monachello, Denis . Allenatore: Reja.

Arbitro: Di Bello (Brindisi). Assistenti: De Luca-Alassio, Quarto uomo: Tegoni. Addizionali: Banti-Ghersini.

Ammonizioni: De Roon (25’), Marchisio (51’), Grassi (54’), Toloi (ammonito al 56’ ed espulso al 73’ per somma di ammonizioni), Dybala (61’).

Marcatori: 28’ Dybala, 48’ Mandzukic.

Aspirante giornalista sportivo, gioca a pallacanestro con soddisfacente insuccesso. Nichilista e assiduo divoratore di libri. Ama il mare d'inverno.

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