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Il 3 gennaio 1988 si gioca Milan-Napoli, il primo scontro diretto tra le due corazzate del campionato.  I rossoneri pagano la sconfitta a tavolino contro la Roma, quello 0-2 causato dal petardo che colpì il portiere giallorosso Tancredi e vanificò il rigore vincente di Virdis.
Il Milan è tuttavia reduce dal derby che ha chiuso in positivo il 1987, finito 1-0 grazie all’autorete di Ferri; il Napoli viene dalla larga vittoria casalinga contro il Verona, 4-1 per Maradona e compagni, e comanda la classifica con 5 punti di vantaggio sui rossoneri.
Arrigo Sacchi può contare sulla formazione tipo, Gullit e Virdis in attacco, Evani e Donadoni sulle fasce, Colombo e Ancelotti in mediana, in difesa la linea Maginot: Tassotti, Filippo Galli, Baresi e Maldini a fare da guardia a Giovanni Galli.
Il Napoli di Ottavio Bianchi si presenta con il trio d’attacco MaGiCa (Maradona, Giordano e Careca), a centrocampo De Napoli, Bagni e Filardi, in difesa i terzini Ferrara e Francini supportano Ferrario e Renica a protezione di Garella. Gullit-Maradona è la sfida nella sfida, il neo Pallone d’Oro contro il capocannoniere del campionato: i due si incontrano in campo per la prima volta.

La Scala del calcio è pronta per godersi la partita dell’anno. La giornata è grigia, piove a tratti ma il campo di San Siro si presenta in ottime condizioni. Franco Baresi e Maradona entrano in campo con la fascia di capitano agli ordini dell’arbitro Agnolin di Bassano del Grappa.

La partita si sblocca dopo appena nove minuti.  Ad accendere la luce è il solito Diego, che con semplicità sforna un lancio per Careca, inseritosi in un corridoio laterale visibile soltanto agli occhi dei fuoriclasse. Careca con altrettanta naturalezza stoppa di petto e tira al volo scavalcando Galli in uscita, E’ subito vantaggio Napoli, ma per i partenopei sarà l’unica fiammata nella trasferta milanese.   Il Milan si getta subito in avanti e, dopo qualche conclusione poco pericolosa, arriva al pareggio al 19’. E’ un’azione ad impronta sacchiana: Tassotti inizia una splendida triangolazione trovando Gullit smarcato sul fondo, il quale offre un pallone a centro area per Colombo che di destro batte l’incolpevole Garella per il pareggio rossonero. Il Napoli sfiora il gol con una punizione di Maradona di poco fuori a cui risponde dopo qualche minuto Virdis con una traversa da pochi passi. Al 24′ il Milan passa in vantaggio; è sempre Virdis a tentare un cross dal vertice dell’area di rigore, palla che rimbalza tra Renica e De Napoli sulla quale il “predatore delle palle perdute” si avventa prima di tutti, avanza all’altezza del dischetto di rigore e batte Garella. E’ il 2-1 per il Milanla rimonta è momentaneamente completata. Il Napoli sparisce dal campo, soprattutto la difesa che sembra essere presidiata da collezionisti di francobolli più che da atleti professionisti. Gullit colpisce il palo con un colpo di testa su cui Garella non sarebbe mai arrivato, poi da calcio d’angolo è Filippo Galli a sfiorare in ben duo circostanze la rete ma entrambi i colpi di testa vengono respinti dall’estremo difensore partenopeo. Il primo tempo finisce con il Milan meritatamente in vantaggio.

 Nella ripresa continua la marcia del Milan, il Napoli non si rende mai pericoloso dalle parti di Giovanni Galli e verso la mezz’ora di gioco è Gullit a siglare la rete del 3-1; Ancelotti con un colpo da biliardo da futuro allenatore trova  in verticale Gullit che supera Garella e deposita la palla in rete. Il Milan suggella la propria superiorità: sugli sviluppi di un calcio d’angolo Roberto Donadoni controlla il pallone, si avvicina al vertice dell’area di rigore e lascia partire un destro che batte l’incerto Garella ingannato dalla deviazione di Gullit. E’ il 4 a 1 rossoneroA dieci minuti dal termine Gullit esce dal campo e viene meritatamente omaggiato dall’ovazione di San Siro. La  prima sfida contro Maradona è vinta nettamente dal Tulipano Nero. La partita non ha più motivi di interesse, troppo superiore il Milan, troppo il divario visto in campo, il Milan di Sacchi si è dimostrato più squadra, con più qualità e con un gioco spettacolare fatto non solo di individualità ma di una manovra corale imparata a memoria. La partita sembra quasi una fotografia dell’andamento del campionato: il Milan vincerà lo scudetto in volata finale superando un Napoli estenuato dalle pressioni interne e scarico mentalmente.
Le pagine del settimanale “Guerin Sportivo” celebrano il trionfo del Milan ma soprattutto la classe, la potenza fisica, la personalità del suo uomo più rappresentativo, Ruud Gullit: “King Ruud” si legge tra le pagine del giornale, in copertina un simpatico titolo: “Tanti Augullit” con le immagini delle prodezze del tulipano olandese. D’estate divamperà la Gullitmania.

Per raccontare qualcosa di significativo in così poco spazio servirebbe l'incisività di Lucio Fontana o la capacità di sintesi di Boskov. Fondatore di Ordinary Legends.

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