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Di Federico Benedusi – Scatta domani, la terza giornata della fase a gironi della Coppa d’Asia 2015. Il girone A si prepara a scendere in campo a giochi fatti per il discorso qualificazione. I Socceroos (sono così definiti i padroni di casa dell’Australia) e la Corea del Sud hanno annientato le compagini di Oman e Kuwait nelle prime due giornate qualificandosi per i quarti di finale ed ora si apprestano a giocarsi il primato del raggruppamento (miglior differenza reti a favore al momento degli australiani). Una sfida affascinante tra due serie candidate al trionfo finale.

La nazione che ospita la manifestazione è guidata dal c.t. Ange Postecoglou, occupa la posizione 100 del ranking Fifa, ma ha dimostrato di esser una delle favorite nelle prime due apparizioni(4-1 al Kuwait e 4-0 all’Oman). Trascinati dall’eterno Tim Cahill, uomo simbolo per cui il tecnico di origini greche ha strutturato un 4-2-3-1 mutabile in 4-3-3 di cui l’attaccante dei New York Red Bulls è il vertice alto, i Socceroos faranno l’impossibile per trionfare davanti ai propri connazionali. Il limite sembra l’idea di un  gioco che vive di possesso sterile e giocate per la testa del centravanti ;naturale causa di eventuali problema contro squadre particolarmente chiuse. Altri giocatori di spicco di questa nuova era calcistica sono il centrocampista del Crystal Palace Jedinak e James Troisi, attaccante dello Zulte Waregem in prestito dalla Juventus. Senza dimenticare l’eterno Mark Bresciano (lo ricorderete nel Parma) e il portiere prodigio, classe 1992, Ryan del Brugge .Giocando in casa e reduci da una finale persa col Giappone nel 2011, il popolo australiano ha aspettative molto alte nei confronti dei canguri. Riusciranno i giocatori a gestire la pressione?

Una risposta verrà data dall’incontro con la Corea del Sud, posizione 69 del ranking FIFA. Un movimento calcistico in fase calante dopo gli exploit (dolorosi per noi italiani) targati Ahn Jung Hwan nel mondiale casalingo del 2002, i coreani cercano il riscatto dopo il fallimento del mondiale brasiliano. Dopo le dimissioni del tecnico Hong Myung-Bo la federazione ha tentennato per poi ricadere nella scelta del tedesco Stielike ex difensore della Germania con trascorsi anche al Real Madrid. I Taeguk Warriors ripartono dalla stella Ki, militante in Premier con lo Swansea, a centrocampo e da Lee, miglior giocatore AFC Champions League 2012, e Son sugli esterni. Quest’ultimo, ventidue anni, è stato blindato fino al 2018 dal Bayer Leverkusen del direttore sportivo Rudi Völler. In questa stagione ha segnato in Bundesliga cinque gol (una doppietta allo Stoccarda) in sedici partite e 3 goal in Champions League che hanno garantito la conquista degli ottavi di finale. Il 4-2-3-1 delle “cavallette rosse” dovrebbe garantirgli di tagliare come nel suo club, ma nelle prime due apparizioni il gioco non ha convinto e son arrivate solamente due vittorie di misura.

Insomma, una sfida equilibrata che nella prima mattinata di domani ci mostrerà se il movimento asiatico, uscito ridimensionato dal mondiale brasiliano, ha argomentazioni serie per tornare ad essere protagonista nel calcio che conta. Ma soprattutto, una sfida che permetterà di capire se davvero c’è una antagonista del favoritissimo Giappone.

 

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