Welcome back Pakistan

Nazionale Pakistan

Probabilmente non farà notizia quanto l’astinenza da gol di Cristiano Ronaldo. Ma poco importa. Noi vogliamo comunque celebrare il ritorno alla vita della Nazionale del Pakistan.

Dopo 3 anni di assenza infatti la rappresentativa bianco-verde è tornata a disputare una gara ufficiale nella Coppa della federazione calcistica dell’Asia Meridionale. Trionfando, per altro.

Quella vinta per 2-1 sul Nepal è stata infatti la prima partita disputata dal Pakistan dallo 0-0 contro lo Yemen del Marzo 2015. Un’assenza dalla scena internazionale dettata da motivazioni che poco hanno a che fare con il calcio giocato.

La rielezione all’epoca del presidente federale Syed Faisal Saleh Hayat è stata la pietra dello scandalo che ha portato alla sospensione delle attività da parte della FIFA.

Hayat è stato infatti accusato di aver vinto in virtù di brogli elettorali. Accuse sfociate in un’inchiesta della giustizia sportiva che si è conclusa con l’affidamento della federazione ad un giudice esterno. Un atto non contemplato dalla FIFA che ha così imposto due anni di squalifica alla selezione pakistana. Due anni che hanno fatto scivolare nel baratro un movimento prevalentemente locale e fortemente ancorato alle sovvenzioni ricevute dall’organizzazione centrale.

Dopo anni di stallo però a fine Marzo di quest’anno la federazione pakistana è finalmente riuscita a darsi una nuova organizzazione ottenendo così il via libera per il ritorno alle attività ufficiali da parte della FIFA.

Questo il prologo al lieto fine odierno ovvero la già citata vittoria sul Nepal maturata grazie ad un gol in pieno recupero di Mohammad Ali Dabous che ha consentito al Pakistan di festeggiare degnamente il ritorno alla “vita” dopo il pari per i padroni di casa firmato da Magar all’82’ (di Riaz su rigore il gol che aveva sbloccato l’incontro).

Sarà probabilmente raggiante José Antonio Nogueira, allenatore del Pakistan e già timoniere di Sierra Leone e St Kitts&Nevis che, al momento di presentarsi per il nuovo incarico, si è dato tre anni per rivoluzionare il calcio pakistano. Chi ben comincia si dice sia a metà dell’opera.

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