Serie A, la ventottesima giornata in 5 (s)punti

Archiviata la ventottesima giornata di Serie A ecco il nostro consueto appuntamento con la nostra rubrica che analizza in 5 punti gli spunti offerti dal turno di campionato appena conclusosi. La ventottesima giornata di campionato è stata quella della travolgente Inter e di una Lazio che sembra attraversare uno splendido periodo di forma. Ma è stata anche la giornata delle polemiche. Quelle che hanno seguito l’infuocato big match dello Stadium tra Juventus e Milan e quelle che hanno accompagnato la vittoria del Napoli contro il Crotone. Senza dimenticare poi quella che, quando la Roma incrocia il Palermo, sembra ormai una consuetudine: la polemica (questa volta abbastanza pacata) tra Spalletti e Francesco Totti. Ma andiamo con ordine.

“TI AMO CAMPIONATO……”

Sicuramente non vi è nuovo questo titolo, coniato dal genio di Stefano Belisari, frontman del gruppo più comunemente noto come “Elio e le Storie Tese”. A distanza di anni, la sottile linea ironica con cui il cantante indicava il procedere del campionato italiano sembra essere più che mai attuale. A far discutere è sempre la Juventus, che batte all’ultimo minuto il Milan con un rigore di Dybala contestatissimo. Nonostante lo stradominio bianconero e le maggiori occasioni create, l’argomento che tiene banco è il mani in area al 97′ di De Sciglio (discutibile o meno). Chiaramente, per le dinamiche dell’azione, è il giudice di porta il “colpevole” di questo nuovo polverone che segue di pochi giorni le polemiche sorte dopo l’andata della semifinale di Coppa Italia fra i bianconeri ed il Napoli. Il Milan comunque, con un ottimo Deulofeu, non ha certamente sfigurato e può guardare con fiducia alle prossime sfide. Decisive in vista di una corsa all’Europa mai così combattuta come quest’anno.

RISORGERE O ESPLODERE

Il monito del presidente Pallotta ha avuto effetto. Con un ricco turnover, la Roma si sbarazza agevolmente del Palermo e ritrova la vittoria dopo 3 sconfitte consecutive. Un successo che consente ai giallorossi di Spalletti di tenere il Napoli a distanza di due lunghezze e riprendere fiato dopo una decade di marzo che se non ha compromesso quanto meno ha complicato la triplice corsa (campionato-coppa italia-Europa League) dei capitolini. Quella di Palermo è stata per 90′ un’ottima prestazione. Occorre tuttavia capire quanto per merito di un Palermo non certo remissivo ma comunque non irresistibile. Colpiscono El Shaarawy, su pregevole assist di Grenier, Dzeko (giunto a quota 20 gol in campionato) e Bruno Peres. Un’occasione per consentire ai titolari di ricaricare le batterie in vista della gara da dentro o fuori di Europa League in programma giovedì prossimo all’Olimpico contro il Lione. Servirà vincere con due reti di scarto per poter provare a passare il turno. Magari tornerà prezioso l’aiuto di Totti. La solita polemica sull’utilizzo del capitano nata per il presunto rifiuto di entrare in campo (prontamente giustificato ai microfoni con un “Mal di schiena”) è una delle note stonate della serata del Barbera insieme alla piccata risposta a distanza di Spalletti a Pallotta. Se le cose giovedì non dovessero andare per il verso giusto il rischio che la situazione in casa Roma diventi esplosiva è veramente molto elevato.

RISCATTO AZZURRO

Rischiava il contraccolpo dall’eliminazione contro il Real Madrid, ma il Napoli ha saputo tirar fuori il meglio di se. Non senza qualche difficoltà però. Il Crotone viene spazzato via facilmente (doppietta di Insigne e rete di Mertens) anche se a far discutere sono alcuni episodi dubbi che hanno caratterizzato la gara (presunto fuorigioco di Hamsik in occasione della prima rete e rigore che appare molto generoso). Si è visto in campo dal primo minuto Pavoletti, anche se il centravanti non sembra ancora al top della forma. E’ comunque un’alternativa in più a Milik per questo finale di stagione. Mentre i calabresi ormai sembrano essere quasi del tutto spacciati non sapendo cogliere le ripetute occasioni concesse da un Empoli che cerca in tutti i modi di tenere aperta la lotta salvezza, il Napoli può ancora sognare il secondo posto. In attesa di preparare le prossime due sfide interne contro la Juventus per il campionato e la Coppa Italia che già promettono scintille visti i precedenti delle ultime settimane.

FESTIVAL DEL GOL

In una splendida cornice di pubblico (era dal 2013 che non si contavano tanti spettatori a San Siro per una partita pomeridiana dei nerazzurri) ed oltre 1.000 tifosi giunti da Bergamo, l’Inter travolge l’Atalanta con 7 reti e resta aggrappata alla corsa per la Champions. Le difese molto scoperte permettono un gioco molto fluido, a tratti frizzante e tutt’altro che statico, con Icardi e Banega autentici mattatori con una tripletta a testa (le altre reti sono dell’ex Gagliardini e di Freuler per gli orobici). Pazzesco momento di forma per l’ex Siviglia che, dopo diversi mesi di adattamento, sembra aver trovato definitivamente la sua collocazione in campo. Un risultato ed una prova di forza che alimentano le speranze della banda di Pioli. Gli scontri diretti delle prossime settimane (il derby milanese, Atalanta-Milan e Lazio-Inter) saranno in ogni modo decisivi. Per il futuro dell’Inter e del suo tecnico. Piccola nota a margine. Come è possibile che una squadra come l’Atalanta capitoli in questo modo dalla notte al giorno?

SFIDA FRA GIGANTI

Un posticipo che Giampiero Ventura non avrà potuto fare a meno di guardare: nel Monday night la Lazio ha la meglio sul Torino. La squadra di Inzaghi stupisce per la maturità con cui riesce ad affrontare anche partite complicate come quella con i granata. La gara si è sbloccata infatti definitivamente soltanto a 3′ dal termine. La sfida nella sfida fra Immobile e Belotti, i due centravanti della nazionale azzurra, è stata vinta dal laziale che ha saputo approfittare di uno svarione difensivo della retroguardia granata per portare in vantaggio i suoi. I biancocelesti dominano, ma i granata trovano il pari grazie ad una inzuccata di Maxi Lopez al 72′. E’ qui che Inzaghi gioca la carta Keita. Ed il furetto senegalese, a pochi minuti dal termine, sfodera un missile a giro che riporta in vantaggio i biancocelesti. Non c’è probabilmente in questo momento giocatore più decisivo dell’ex canterano del Barcellona sempre in grado di essere determinante entrando dalla panchina. La terza rete della Lazio, il sigillo finale, è di un rigenerato Felipe Anderson. Anche il brasiliano sta stupendo in questa stagione per la sua continuità. Quella di Inzaghi è senza ombra di dubbio tra le squadre più in forma in questo momento della stagione. Ma ieri Radu, De Vrij e Biglia sono usciti malconci dal match dell’Olimpico. E la rosa forse un po’ troppo corta sembra il vero limite di questa Lazio.

Marco Aurelio Stefanini

La sobrietà non mi appartiene. Spinto dal Leitmotiv "Chi sa solo di calcio non sa niente di calcio".