Venezia, Foggia e le altre: il grande calcio ritrova le sue protagoniste

Dopo anni di purgatorio e stagioni alquanto complicate due nobili decadute si apprestano a riaffacciarsi nel grande calcio. Parliamo del Venezia e del Foggia che stanno per ottenere la tanto agognata promozione in Serie B al termine di un campionato condotto a ritmi incredibili.

La squadra di Inzaghi, umile ed intelligente ad accettare di rimettersi in gioco partendo dalla gavetta dopo il mezzo passo falso alla guida del Milan due stagioni fa, è una di quelle che gioca il miglior calcio della Lega Pro. La vittoria ottenuta ieri sera nel posticipo con il Padova rappresenta più di un’ipoteca per il salto di categoria. A quattro giornate dal termine del campionato e con 11 punti di vantaggio sul Parma, ai lagunari basta infatti ora un pareggio per festeggiare il ritorno nella serie cadetta complice anche il vantaggio negli scontri diretti maturato grazie alla vittoria in rimonta nel match giocato in Emilia. La sfida infinita con i gialloblu ha visto i veneti riuscire a prendere il largo, dopo un campionato molto equilibrato, solo nelle ultime gare. Se si vuole trovare un co-protagonista in questa impresa di Inzaghi questo è sicuramente Geijo che con 10 gol all’attivo ha trascinato il Venezia in vetta alla classifica. Ma degni di menzione sono anche Moreo, sono sicuramente tra le grandi sorprese del campionato e Domizzi e Bentivoglio che hanno messo la loro esperienza a servizio della squadra contribuendo ha creare un gruppo coeso e di grande spessore umano che sta meritando ampiamente il salto di categoria.

Un salto di categoria che consente per altro al progetto di marca stelle e strisce di proseguire a gonfie vele. Il Venezia, infatti, reduce dal fallimento del 2015 sotto la gestione russa di Yuri Korablin, è stato rilevato dall’imprenditore americano Joe Tacopina, già noto al mondo del calcio italiano per aver ricoperto il ruolo di consigliere d’amministrazione nella Roma di DiBenedetto e per essere stato presidente del Bologna dal 15 ottobre 2014 al 20 settembre 2015 dopo per altro aver già tentato in precedenza e senza successo la scalata al club falsineo. Un progetto ambizioso quello di Tacopina che è però dovuto ripartire dai dilettanti. Quella in arrivo è la seconda promozione consecutiva sotto la gestione americana. Una promozione che avvicinerebbe la squadra lagunare all’obiettivo dichiarato della nuova dirigenza, quello cioè di riportare i neroverdi in Serie A nell’arco di 5 anni. Tacopina ha dichiarato di ambire alle piazze nobili del massimo campionato provando a rilanciare l’idea che il riscatto è un’opzione per chiunque. Lui, nato in quartiere di neri nella Brooklyn che in quel tempo accoglieva tra le braccia anche un certo Mike Tyson, ha dovuto affrontare le difficoltà di una infanzia problematica, salvo poi cavalcare il sogno americano e diventare uno degli avvocati più richiesti in America. Date le origini romane del padre, ha deciso di investire nel nostro Paese, ed oltre alle promozioni vorrebbe regalare a Venezia un nuovo stadio, degno dei sogni che lui stesso sta coltivando. Tanto di cappello qualora dovesse riuscire nel suo intento. Ma non c’è solo il Venezia dicevamo.

Nel girone C, infatti, dopo un dominio quasi costante del Lecce, il Foggia di Stroppa è riuscito a mettere una ipoteca quasi definitiva sulla promozione. Dopo una prima parte di stagione in cui anche Matera e Juve Stabia sembravano poter dire la loro per la promozione diretta nella serie cadetta, i salentini di Padalino sembravano aver preso il largo nella parte centrale; salvo poi ritrovarsi a giocare lo scontro diretto a Foggia in ritardo di un punto. Compresa la partita dello Zaccheria, nelle ultime 9 gare i rossoneri non hanno sbagliato un colpo, riuscendo a quattro giornate dal termine della stagione regolare a mettere tra se ed i giallorossi una distanza di 7 punti. Quanto basta a mandare in fibrillazione un ambiente che da anni aspetta il ritorno nel grande calcio accarezzato ai tempi di Zemanlandia. Il Foggia è stato bravo a ripartire dopo la cocente delusione dello scorso anno quando il Pisa spezzò i sogni di gloria dei rossoneri nella finale playoff. La verve di uno straordinario Mazzeo, autore di 17 reti in Puglia nonostante sia arrivato alla corte di Stroppa alcuni mesi dopo l’inizio del torneo, la freschezza di Chiricò e Sarno e la solidità difensiva garantita da Empereur hanno rappresentato gli ingredienti giusti per una ricetta che, nonostante qualche critica troppa frettolosa, sembra aver dato i suoi frutti. Nonostante i momenti di tensione non siano mancati, la bravura dell’ex calciatore di Milan e Lazio è stata quella di riuscire a tenere il gruppo concentrato sull’obiettivo continuando a ripetere fino allo sfinimento che nulla è mai perso finché la matematica non condanna. C’è chi lo prendeva per pazzo. Ma alla fine sembra abbia ragione lui. Uno stile di gioco frizzante fatto di velocità di esecuzione e tocchi nello stretto ha portato alcuni addetti ai lavori ad azzardare addirittura paragoni con il Barcelona. Ma da quelle parti, inutile dirlo, il metro di giudizio è il Foggia dei miracoli di Zeman. Ed a molti la squadra di Stroppa ha riportato alla memoria i tempi del boemo.

Con l’ormai probabile ritorno nella serie cadetta di Venezia e Foggia ed una griglia playoff che vede ai nastri di partenza realtà come Lecce, Parma, Catania, Padova, Reggiana, Livorno ed una tra Cremonese ed Alessandria si può finalmente coltivare la speranza che il grande calcio si riappropri anche delle grandi piazze.

Vincenzo Tripodo

Articolista con passione per lo sport. Tifo Messina da quando parlo e sono trapiantato al Nord per esigenze lavorative.