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Il ritorno di De Canio porta bene all’Udinese che non vince ma almeno non perde al Mapei Stadium contro un Sassuolo bravo quando c’è da travolgere le grandi ma in difficoltà quando c’è da confrontarsi con squadre almeno sulla carta di pari rango. Il Carpi espugna invece il Bentegodi di Verona ed agguanta il Palermo al terzultimo posto in classifica diventando padrone del proprio destino e spegnendo definitivamente le speranze salvezza degli scaligeri.

Sassuolo-Udinese – Il ritorno di De Canio sulla panchina dell’Udinese porta in dote un pareggio che consente ai friulani di bloccare l’emorragia di sconfitte e di allungare sulla terzulltima posizione di classifica distante ora 3 punti. I bianconeri hanno a lungo accarezzato il sogno della vittoria complice un Sassuolo per lunghi tratti della partita opaco e che è cresciuto solo nel finale quando Di Francesco, furibondo con i suoi, ha rischiato i cinque attaccanti pur di salvare la situazione. Udinese in vantaggio dopo 8′ grazie al contropiede firmato dalla coppia Thereau-Zapata. La squadra di De Canio avrebbe almeno altre due occasioni per chiudere la prima frazione di gioco avanti di due gol ma, in particolare sull’inzuccata di Felipe al 37′, trova sulla sua strada un super Consigli. La ripresa è all’insegna dell’equilibrio ma  la squadra di Di Francesco non sembra veramente in giornata e dunque in grado di pareggiare. La cosa manda su tutte le furie il tecnico, agitatissimo in panchina. L’inserimento della quinta punta, mossa azzardata ma tutto sommato logica, ripaga subito con Politano bravo a battere Karnezis svettando su Armero su un cross neanche particolarmente teso. Il pareggio sveglia il Sassuolo che si butta a capofitto alla ricerca del gol vittoria. De Canio allora si affida all’esperienza di Di Natale per far rifiatare i suoi. Mossa saggia. I pericoli scemano da una parte e dall’altra e la sfida si chiude con un pareggio sostanzialmente giusto.

Verona-Carpi – La pennellata di Kevin Lasagna che decide il match del Bentegodi tra Verona e Carpi rischia di diventare uno dei gol più pesanti di questo campionato. La punizione del centravanti degli emiliani consente infatti ai biancorossi di agganciare in classifica il Palermo rispetto al quale la squadra di Castori è in vantaggio negli scontri diretti. In sostanza, se il campionato finisse oggi il Carpi sarebbe salvo. Alla fine però mancano ancora otto giornate, ma sperare ora nella permanenza in Serie A è più che lecito. Sia Del Neri che Castori sono consci dell’importanza della posta in palio e decidono di giocarsi il match a viso aperto con due schieramenti a trazione anteriore. Lo spettacolo ne beneficia sin dalle prime battute con il Carpi che coglie la traversa con Bianco dopo 4′ e Toni che costringe al miracolo Belec con un colpo di testa al 10′. Sarà questa però l’unica occasione degli scaligeri nel primo tempo mentre gli emiliani si renderanno pericolosi in almeno altre due occasioni. La prima è sciupata da Mbakogu che spedisce a lato l’invito di Di Gaudio. La seconda è invece quella buona per il vantaggio. Questa volta Di Gaudio fa tutto da solo e dopo essere ripartito su un pallone perso da Siligardi su pressione di Bianco, si beve Moras e Marrone e trafigge Gollini. All’intervallo Del Neri capisce che deve dare sostanza al centrocampo e così Rebic e Viviani rilevano Siligardi e Pazzini e da 4-2-4 si passa al 4-2-3-1. I cambi funzionano ed il Verona si rende pericoloso in almeno due occasioni prima di trovare al 16′ da calcio d’angolo il colpo di testa di Ionita che vale il momentaneo pari. Castori però tira fuori il coniglio dal cilindro. Il tecnico del Carpi manda in campo Lasagna ed il giocatore al 22′ disegna la punizione che vale l’1-2 e l’aggancio al Palermo.

Controller, giornalista, scrittore, blogger di insuccesso. Padre e marito. Laziale da sempre. Sono molto più simpatico dal vivo!

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