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Nuovo appuntamento con la nostra rubrica sull’Europa League: al giro di boa ancora tutto incerto, con qualche squadra che sembra aver archiviato e diversi spunti che non guastano mai.

Giovedì Nero

Pessima serata per le Italiane: qualificazione ai sedicesimi ancora pienamente aperta, ma inevitabile aspettarsi comunque qualcosa di più. Un po’ più di sfortuna della Roma che in totale emergenza con Mancini adattato in mediana accanto a Veretout stava quasi per vincere col minimo contro il Borussia Monchengladbach sforzo salvo poi vedersi fischiare sul gong dall’arbitro scozzese Collum un mani di Smalling che in realtà è una banalissima pallonata in faccia: rigore fra lo stupore generale realizzato da Lars Stindl, che fa seguito alla trasferta Turca acciuffata all’ultimo respiro. I tedeschi restano appesi a un filo mentre la Roma resta prima, vista la vittoria del Basaksehir. Fra due settimane in Germania 90 minuti decisivi per chiudere in un modo o nell’altro il discorso qualificazione. Diabolica perseveranza invece per la Lazio, che perde in Scozia contro il Celtic esattamente come era stato alla prima giornata in Romania: vantaggio biancoceleste (Lazzari), occasione per chiudere sprecate e rimonta nella ripresa dei padroni di casa, che salgono in vetta a 7 punti. All’Olimpico fra due settimane servirà assolutamente qualcosa di diverso, magari nell’arco intero di 90 minuti.

Linea verde

Rennes-Cluj non resterà negli annali nonostante l’impresa esterna dei romeni: dopo un inizio tragicomico con un movimento maldestro di Mendy, il russo Eskov estrae il cartellino rosso: dalla panchina si alza tale Pépé Bonet (16 anni) ed entra poco dopo, trovandosi quasi da subito a dover fronteggiare le falcate avversarie. Dopo nemmeno un minuto una punizione di Deac lo trafigge: tecnicamente errore grossolano, ma la panchina bretone capisce il momento e il preparatore dei portieri Olivier Sorin si piazza dietro la porta per aiutarlo. La partita non cambia ma lui inizia ad acquisire una maggiore sicurezza: entrare a freddo per un 2003, di conseguenza il più giovane esordiente di sempre in Europa League, non deve esser stato una cosa propriamente facile. Ci sarà tempo per migliorare e arrivare ai livelli dei suoi quasi coetanei dell’Arsenal Martinelli e Smith Rowe, che guidano i gunners nella rimonta contro il Vitoria Guimaraes.

Gioia Magiara

I 90 minuti più attesi degli ultimi 15 anni: allora all’ultima giornata arrivò una inutile vittoria ad Edimburgo contro l’Hearts che consentì di non chiudere in coda. Oggi a Mosca il Ferencvaros vince una delle partite più importanti dell’ultimo decennio e si rilancia prepotentemente per la corsa ai sedicesimi: contro il CSKA decide a quatto dal termine una rete di Roland Varga dopo una partita molto sofferta. Decisive anche le prodezze del vice di Gulacsi in nazionale Dénes Dibusz. L’Espanyol con Campuzano passa a Razgrad e si porta in vetta al girone, ma certamente ci sarà da lottare fino all’ultima giornata. Anche perché gli ungheresi un punticino a Barcellona l’hanno strappato….

Disfatta Ottomana

Non che la guerra c’entri molto, ma da questa Europa League non arrivano belle notizie per i club Turchi: le tre compagini hanno complessivamente raccolto 5 punti, 4 l’Istanbul Basaksehir e 1 il Trabzonspor, e tolti gli avversari della Roma, sia Trabzonspor che Besiktas non sembrano minimamente orientate a passare il turno, con un futuro compromesso in gran parte. Senza forze il Besiktas, preso a schiaffi sia in campionato che in Coppa, perdendo già 2 sfide in casa contro Wolverhampton e Sporting Braga. Un po’ più sfortunato il Trabzonspor, al ritorno europeo dopo qualche anno d’assenza per via delle vicende UEFA sul Fair Play Finanziario: a trazione offensiva quanto possibile, ma il Krasnodar è un habitué a questi livelli. 2-0 e palla al centro, alla prossima stagione visto che in campionato le cose non vanno malissimo.

Dinastia Elvetica

Sette punti, otto reti messe a segno e due subite: in campionato lo score è di 26 punti, frutto di 8 vittorie e 2 pareggi in undici partite, con ventisette gol fatti e nove subiti. La ventata di novità in Svizzera dopo due anni di monopolio Young Boys è targata nuovamente Basilea, assente dalla ribalta dopo dopo otto titoli consecutivi. Il lavoro dell’ex ct dell’Austria Marcel Koller però inizia a dare i suoi frutti anche in Europa, dopo un anno di assenza: nella vittoria esterna a Getafe c’è tutta l’essenza di un certo pragmatismo che a fine stagione potrebbe riportare il titolo in casa rossoblu. Cliente scomodo per chiunque, in proiezione di una fase ad eliminazione diretta potrebbe non essere il miglior avversario da affrontare. Diversi i giovani interessanti inoltre: su tutti sicuramente la punta Noah Okafor, oggi infortunato, e il nostro Raoul Petretta, già visto nel giro dell’under 21. Da monitorare per le prossime sfide.

La sobrietà non mi appartiene. Spinto dal Leitmotiv "Chi sa solo di calcio non sa niente di calcio".

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