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Primi verdetti che inizia e susseguirsi nella quarta giornata di Europa League. Qualche gradito ritorno, qualche sorpresa come nel solito format della coppa. Ancora 180 minuti di pura incertezza.

Giovedì Nero

Sconfitte diversissime, situazioni diverse ma comune denominatore per Lazio e Roma. I primi sconfitti in casa dal Celtic in rimonta (Forrest e Ncham rispondono a Immobile), i secondi beffati allo scadere nuovamente dal Borussia Monchengladbach (e anche stavolta una rete dei tedeschi è viziata da una rimessa laterale non ravvisata dal guardalinee). Fazio croce e delizia, fra autorete, pareggio e ingenuità con cui si perde Thuram che fa manda alle ortiche il piano partita di Fonseca: ciò nonostante, con 4 punti fra la trasferta ad Istanbul e la sfida casalinga contro il Wolfsberger il passaggio del turno è cosa fatta a prescindere dai risultati delle altre. Diversamente invece per la Lazio, che deve fare i conti con una disperatissima rimonta ai danni del Cluj lontano 6 punti: la prossima all’Olimpico anche in caso di vittoria potrebbe non bastare. E i rimpianti non fanno che aumentare….

Scotland the Brave

Una con la vittoria sulla Lazio matematicamente agli ottavi, all’altra dopo l’impresa contro il Porto basta un punto fra Young Boys e Feyenoord: erano 11 anni che Celtic e Rangers non si ritrovavano assieme ad una fase ad eliminazione diretta di una coppa europea. Ai tempi cocente eliminazione per i biancoverdi agli ottavi di Champions League contro il Barcellona dopo aver battuto il Milan nella fase a gironi, mentre per i Gers fu celebre la cavalcata fino alla finalissima di Europa League persa contro lo Zenit. Oggi squadre diversissime ma dopo anni finalmente in grado di giocarsela contro altri club di campionati abbastanza prestigiosi ad armi pari. E in campionato dopo diversi anni sembra esserci vita: 28 punti dopo 11 giornate per entrambe sono un segnale molto incoraggiante.

Verdetti

Siviglia, Basilea, Celtic, Espanyol, Manchester United, poi altre 27: si comincia a compilare il tabellone ma già si può fare qualche considerazione: i già citati scozzesi e gli svizzeri ben impegnati anche sul fronte casalingo, los pericos invischiati nella lotta per non retrocedere, Red Devils in cerca di una identità, Sevillistas in una classifica molto corta ma con diversi punti pesanti già persi lungo il tragitto. L’Europa dove tutti possono dire la propria e cercare stimoli diversi rispetto alla moria di diversi campionati nazionali. Che spesso e volentieri battono la mancanza di fondi per cui altre squadre snobbano l’impegno. Ed esclusi 3 gironi, regna ancora la più totale incertezza per il discorso qualificazione delle altre.

I Dragoni feriti

Siamo ancora abbastanza agli inizi, ma l’avvio per il Porto è stato alquanto insolito: subito fuori ai preliminari di Champions League per mano del Krasnodar, sconfitta all’esordio in campionato contro il Gil Vicente e poi filotto di vittorie che ha rimesso in piedi il campionato. Per quanto riguarda la lotta europea però non ci sono progressi e la sconfitta contro i Rangers dopo il pareggio casalingo di due settimane fa fa riflettere: ad un passo dall’eliminazione, vi sono evidenti amnesie difensive (Marcano non sempre pulitissimo) ma sopratutto una clamorosa involuzione di Moussa Marega quando si trova in campo internazionale (zero reti, contro le 4 in 7 partite di Liga portoghese). Se le cose non dovessero migliorare, sarebbe la prima volta dopo 14 anni che il Porto non ha più partite internazionali da giocare dal febbraio: per esser ripescati nella terza Coppa bisognerà aspettare ancora un po’.

Ritrovarsi a Siviglia

A furia di parlarne, di precocità e simili ce ne eravamo quasi scordati: la primissima parte di carriera di Munir El Haddadi è stato un viavai continuo fra Barcellona, Valencia e Vitoria. Qualche gol, principalmente a Vitoria, ma soprattutto con un peso sulle spalle non indifferente (debutto anche in nazionale a 19 anni). Arrivato in punta di piedi lo scorso gennaio, la tripletta contro il Dudelange (cinque in quattro partite di Europa League) che regala al Siviglia il passaggio del turno è il punto e virgola di un talento cristallino quasi sprecato ma rinvigorito anche da Lopetegui. Non sappiamo dove può arrivare questo Siviglia, che con l’Europa League ha un certo feeling, ma certamente in estate con un approccio maggiore in campionato, dove si gioca il posto con Ocampos ed è ancora a quota zero, ci sarà spazio anche per lui in sede di calciomercato. Intanto curiosiamo in attesa di capire se questo Siviglia sarà all’altezza dei precedenti….ma questa è un’altra storia.

La sobrietà non mi appartiene. Spinto dal Leitmotiv "Chi sa solo di calcio non sa niente di calcio".

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