Tim Cup, Milan-Juventus 0-1: Morata lancia i bianconeri nella storia. Milan bello, ma poco cinico

Juventus nella storia! Undicesima coppa Italia alzata, seconda doppietta (scudetto-coppa) consecutiva: non era mai accaduto in precedenza. Che i supplementari e che la porta sotto la curva Nord porti bene alla Juventus nella finale di Coppa Italia all’Olimpico è assodato. Lo scorso anno fu Matri a regalarle la decima, questa sera tocca ad Alvaro Morata. Lo spagnolo, al suo primo pallone toccato, al minuto 110’ insacca con una conclusione al volo. Un goal pesantissimo, che potrebbe essere l’ultimo con la maglia della Juventus (stessa situazione di Matri l’anno scorso n.d.r), ma che condanna il Milan fuori dall’Europa per il terzo anno consecutivo: mai successo nell’era Berlusconi. Festeggia a qualche centinaio di chilometri più a nord il Sassuolo, che centra una storica qualificazione in Europa League. Per Allegri una rivincita contro la sua ex squadra, che lo aveva esonerato nel gennaio 2013. Al Milan, che si era “ridotto” a giocare la stagione in una gara secca, ora serve un immediato cambio sia societario che tecnico.

La Juventus, soffre, rischia di andare sotto contro un Milan che in campionato ha chiuso a 34 punti di distanza, ma che stasera ha tirato fuori quel qualcosa in più che Brocchi annunciava alla vigilia, anche se i limiti tecnici dei rossoneri sono evidenti.

Brocchi per la finale si affida al 4-3-3. In difesa, a protezione di Donnarumma, spazio a Calabria e De Sciglio sulle corsie laterali con Romagnoli e Zapata centrali. In mezzo al campo il trio formato da Kucka, Montolivo e Poli (vinto il ballotaggio con Mauri), mentre, in attacco Bacca è supportato da Bonaventura e Honda. La Juventus risponde con il 3-5-2. In porta c’è Neto, portiere di coppa. Difesa a tre formata da Rugani, Barzagli e Chiellini, con Lichtsteiner e Evra sugli esterni. Cabina di regia affidata a Hernanes, con Lemina e Pogba al fianco. Coppia offensiva dal duo Dybala e Mandzukic.

Gara sin dalle prime battute che si gioca a ritmi abbastanza alti e con le due squadre che non vogliono concedere spazi agli avversari. Pogba chiede un calcio di rigore per un contatto con Calabria, con Rocchi che lascia correre fra qualche protesta bianconera. Il Milan, schierato con il 4-3-3 tiene bene il campo al cospetto della Juve: Montolivo sembra essere un altro giocatore rispetto alle precedenti gare, Bonaventura prova a mettere i brividi a Neto in due occasioni, ma nella prima calcia fuori da buona posizione su cross di Calabria, mentre nella seconda è bravo Neto a dire di no. La Juventus fa fatica per arrivare dalle parti di Donnarumma, mentre i rossoneri nel finale di tempo hanno una ghiotta occasione per passare in vantaggio con Poli (39’) che da ottima posizione e tutto solo al limite, calcia malamente alto.

Allegri negli spogliatoi si fa sentire e le urla fanno bene ai giocatori bianconeri che escono con un piglio diverso. Donnarumma è provvidenziale a smanacciare un cross di Lemina indirizzato a Mandzukic, mentre sul fronte opposto, Kucka spreca una buona azione di contropiede. Allegri getta nella mischia sia Alex Sandro che Cuadrado per Evra e Lichtsteiner, ma è Pogba a mettere i brividi (68’) a Donnarumma. Nel finale, Brocchi inserisce Niang per Poli, passando al 4-2-3-1, ma non succede più nulla fino al 92’, quando Rocchi manda le squadre ai supplementari.

Primi quindici aggiuntivi che regalano un’azione per parte. Montolivo, allo stremo delle forze, perde malamente una palla, Pogba calcia verso Donnarumma, bravo a dire di no. Il Milan risponde con un acrobazia di Bacca dall’interno dell’area che sorvola di poco la traversa.

I due tecnici si giocano le carte Morata e José Mauri e a sorridere pochi istanti dopo è l’ex Massimiliano Allegri, perchè proprio il neo entrato spagnolo, al suo primo pallone, insacca. Assist di Cuadrado dalla destra, difesa del Milan presa alla sprovvista e Morata con una conclusione al volo insacca. E’ il goal che decide la finale di Tim Cup e che condanna il Milan fuori dall’Europa per il terzo anno consecutivo, anche se al 122’ Mauri con una legnata da fuori area sfiora il goal che sarebbe valso i calci di rigore.