2 min readThohir traccia la rotta, Suning la segue. E l’Inter paga

2 min readThohir traccia la rotta, Suning la segue. E l’Inter paga

4 Novembre 2016 Off Di Giorgio Catani

E pensare che c’è chi dice che gli investimenti in una squadra di calcio sia un gioco a perdere. Non è assolutamente questo il caso di Erick Thohir. Il tycoon indonesiano nei suoi tre anni come azionista di riferimento dell’Inter ha infatti guadagnato la bellezza di 13,7 milioni di euro. In che modo? Semplice, grazie ai tassi di interesse sui finanziamenti erogati al club nerazzurro dalla sua Internazionale Sports Capital, società con cui ha controllato il club meneghino. Ma andiamo con ordine.

È il 15 novembre del 2013 quando l’imprenditore indonesiano, una fortuna costruita prevalentemente nel campo dei media, diviene l’azionista di maggioranza e presidente dell’Inter  acquisendo insieme a Rosan Roeslani e Handy Soetedjo il 70% delle quote societarie da Massimo Moratti con la sua società International Sports Capital con sede ad Hong Kong e controllata dall’Asian Sports Ventures attraverso la Merdeka Investments. L’operazione desta scalpore perché segna il passaggio di mano della famiglia Moratti e soprattutto perché la ricapitalizzazione del club avviene in una maniera inedita per il calcio italiano. Attraverso cioè non un incremento di capitale sociale. Bensì attraverso l’erogazione di un finanziamento a titolo oneroso. Si parte con i 22,1 milioni versati tra maggio e giugno del 2014. Si procede poi con altri 5 milioni a dicembre dello stesso anno ed altri 76,6 milioni nel primo quadrimestre del 2015. Chiude poi un ultimo finanziamento di 14,1 milioni di euro per un totale di 117,8 milioni di euro. Nulla di illegale, sia chiaro. La stessa tecnica ad esempio, come riporta anche Panorama, è stata utilizzata ad esempio in Premier League da Abramovich per il suo Chelsea. Ma come detto per l’Italia si tratta di una novità. E come tutte le novità, se non polemica suscita comunque qualche perplessità. In Massimo Moratti in primis. Ma anche nei tifosi. Che vengono presto tranquillizzati: i soldi restano nelle disponibilità dell’Inter ed in futuro potrebbero essere convertiti in capitale sociale.

Il futuro si materializza il 6 giugno 2016, data in cui il 68,55% dell’Inter passa nelle mani del gruppo cinese Suning Commerce Group con Thohir che rimane proprietario del 31% del club e mantiene la carica di Presidente fino a quando non si completerà la vendita del 100% delle quote. Suning, come riportato nel bilancio consolidato del club al 30 giugno 2016, attraverso la società Great Horizon S.à.r.l. ha immesso nelle casse dell’Inter circa 322 milioni di euro una parte dei quali, per la precisione 131,6 milioni, necessari a rimborsare i finanziamenti e gli interessi maturati sui finanziamenti verso Internazionale Sports Capital. Ecco dunque come in tre anni di gestione come azionista di riferimento, ovvero quelli intercorsi dal primo finanziamento di maggio 2014 e l’uscita di scena del 6 giugno di quest’anno, Erick Thohir ha guadagnato con l’Inter i 13,7 milioni di cui sopra. Interessi maturati ad un tasso compreso tra l’8% ed il 9,5% che è in linea, forse leggermente superiore a volerla dire tutta, con il costo di un finanziamento bancario.

Sicuramente però un tasso superiore a quello applicato da Suning che ha deciso di seguire la stessa strada di Thohir finanziando 180 milioni di euro al 7,7% con restituzione prevista in tre tranche entro il 28 giugno 2019. Grosso modo si parla di altri 14 milioni di interessi. Difficile dati i precedenti che i cinesi vi possano rinunciare in nome del mercato. Con buona pace dei tifosi nerazzurri.

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