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1-Italiane a metà

Come due settimane fa, ma a parti invertite. Rimonta della Lazio sul Rennes, che si era portato avanti ad inizio ripresa con Jeremy Morel, grazie ai pilastri Milinkovic-Savic e Immobile. Partita a tratti in bilico e molto sofferta, ma tre punti vitali che proiettano i biancocelesti al secondo posto dietro al Celtic, vittorioso contro il Cluj. Dopo la pausa la trasferta a Glasgow si prospetta una delle sfide chiave dell’intera stagione. Molto male invece la Roma, che non va oltre l’1-1 sul campo del Wolfsberg. Molto rimaneggiata, ma con notevoli passi indietro per quanto riguarda la manovra offensiva. Spinazzola croce e delizia con un gol molto fortunoso e un grave errore che favorisce il pareggio austriaco, mentre Santon sorpresa più che positiva. Non riesce bene l’esordio dal primo minuto per Kalinic, ma il pareggio all’ultimo respiro del Borussia Monchengladbach a Istanbul permette a giallorossi e austriaci di restare in vetta appaiati a 4 punti e a dovuta distanza sulle altre due. La prossima sarà in casa contro il Borussia, dove vi saranno in ballo punti che potrebbero quasi archiviare il discorso qualificazione.

2-Linea Gunners

Lo Standard Liegi a discapito di ciò che combina in patria non è proprio l’avversario più irresistibile, ma l’Arsenal passeggia ad Emirates con una media di 23 anni in campo: sempre più eccelsi Torreira e Ceballos (non abbiamo riscontri sugli umori in quel di Madrid….) e i quattro dell’Apocalisse Ainsley Maitland-Niles (1997), Joseph Willock (1999), Reiss Nelson (1999), Gabriel Martinelli (2001). La doppietta di quest’ultimo che fa pari con la prestazione di Bukayo Saka a Francoforte. In attesa di andare avanti e mettere i pezzi da novanta nelle partite dove l’asticella si alza. Ma continuando in questa maniera non sono escluse sorprese. 7 reti in due partite e un quarto posto momentaneo che facilmente proietta sul podio: quanto tutti se ne dimenticano, l’Arsenal c’è sempre.

3-Storie di Droni

Ve ne avevamo parlato qualche anno fa della complessa situazione che lega la geopolitica recente col Qarabag (http://www.tabsernews.it/qarabag-agdam-citta-fantasma-champions/). Stasera nella trasferta lussemburghese irrompe un Drone, in perfetto stile Serbia-Albania di qualche anno fa, con la bandiera Armena. O meglio, del Nagorno Karabakh (leggere articolo vecchio per info). Situazione che ha innervosito tutti, con tentativi un po’ goffi per abbattere il drone. La partita è stata sospesa per circa mezz’ora e ha visto il successo esterno degli Azeri, che agganciano proprio i lussemburghesi e si candidano prepotentemente a qualificarsi ai sedicesimi, per fare la storia dell’Azerbaijan e del Nagorno Karabakh.

4-Europa Iberica

Dopo due giornate solo cinque squadre son in vetta ai propri gironi a punteggio pieno: l’Arsenal, i bulgari del Ludogorets, il PSV e le due spagnole Siviglia e Getafe: quest’ultimi nonostante tutte le difficoltà che questo avvio di stagione gli ha riservato dopo una stagione strepitosa (http://www.tabsernews.it/il-miracolo-getafe/). A ridosso della zona retrocessione ma autori di due autorevolissime prestazioni contro Trabzonspor e Krasnodar vinte dominando per lunghi tratti. La mano di Bordalas si sta adattando molto rapidamente ai campi europei. E con lui anche i vari Angel Rodriguez, Raul Garcia, Fayçal Fajr e il portiere di coppa Leandro Chicizola, visto dalle nostre parti con la maglia dello Spezia. Più o meno sulla stessa lunghezza d’onda anche l’Espanyol, la terza squadra spagnola in questa edizione dell’Europa League: deludente 1-1 casalingo col Ferencvaros ma importante vittoria a Mosca contro il CSKA grazie a Wu Lei e Campuzano. In attesa che David Gallego sblocchi la situazione in Liga, dove c’è all’orizzonte una zona retrocessione da cui allontanarsi quanto prima possibile.

5-Glory glory Man United?

Non sanno davvero più a quale santo appellarsi. Ogni paese ha le sue nobili decadute. O quantomeno non decadute abbastanza per uscire dalla memoria collettiva. Il Manchester United sta prendendo sempre più le pieghe a tratti tragicomica, con tante difficoltà anche con avversari di livello inferiore. Lo 0-0 contro l’AZ Alkmaar senza mai tirare nello specchio della porta è decisamente la goccia che fa traboccare il vaso. C’è chi recrimina per alcuni errori arbitrali, ma anche chi come l’ex pallone d’oro Michael Owen fa notare che la campagna acquisti estiva ha lasciato lo United più povero di alternative ma soprattutto di gente esperta in grado di saper guidare i diversi giovani buttati nella mischia. Dello stesso parere anche l’ex Dimitar Berbatov: il Manchester United non è più una squadra in grado di lottare per il titolo o per il podio e che difficilmente in breve tempo riuscirà a rimettersi in carreggiata con i vari City e Liverpool. E forse anche il miglior termine di paragone per spiegare il momento che sta attraversando il Milan. Con la differenza che in casa United ci sarebbe più margine di manovra finanziaria…..

La sobrietà non mi appartiene. Spinto dal Leitmotiv "Chi sa solo di calcio non sa niente di calcio".

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