3 min readSuperliga: River o Boca in 90′ (forse)

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7 Marzo 2020 Off Di Giorgio Catani

Non sarà la Final del siglo, ma l’Argentina si prepara a vivere ancora una volta tutto d’un fiato l’ennesimo duello tra River Plate e Boca Juniors. Quando mancano appena 90 minuti al termine della Superliga solo un punto di distanza divide infatti Millonarios e Xeneizes: 46 a 45 per il River.

E poiché il destino è beffardo e quello tra River e Boca, anche se a distanza, non è mai un duello banale, ecco che a fare da ago della bilancia potrebbe essere Diego Armando Maradona. Il Gimnasia La Plata del Pibe de Oro sarà infatti l’ospite della Bombonera per gli ultimi 90 minuti di Superliga. Attenzione a non cadere nel tranello: per il Boca non sarà una passeggiata avere la meglio su El Lobo.

In primo luogo per una questione di precedenti. Quello di Diego Armando Maradona alla Bombonera in veste di allenatore è in realtà un ritorno atteso da queste parti da 25 anni. Correva infatti il 1995 quando Maradona sbarcò per la prima volta all’Alberto José Armando in veste di tecnico (del Racing) riuscendo inaspettatamente a strappare una vittoria di misura (1-0) grazie alla rete di Galarza.

In secondo luogo perché al di là dell’innegabile passione de El Pibe de Oro nei confronti del Boca Juniors, resta il fatto che Maradona è uno che fa della difesa dell’orgoglio personale una questione di vita o di morte. E poiché il vicepresidente del Boca è quel Riquelme la cui candidatura ai vertici del club è stata fortemente osteggiata dal Pelusa per via di quel rifiuto de El Mudo di prendere parte al Mondiale in Sud Africa del 2010, ecco che l’occasione sembra buona per mettere da parte le ragioni del cuore e servire la vendetta.

Certo, quella del Gimnasia è una situazione abbastanza disperata. La retrocessione, date le cervellotiche regole della Superliga argentina (pare che a breve si tornerà alla vecchia formula), sembra inevitabile. Tuttavia il club di La Plata arriva da due vittorie consecutive in campionato e come spiegato da Maradona, quella di Buenos Aires non sarà una visita di cortesia:

Non vengo alla Boca per ricevere un regalo. Io sono tifoso del Boca e non ho mai rinunciato alla Selecciòn

Diego Aramando Maradona

Di fatto Maradona un regalo in realtà lo riceverà veramente. A consegnarglielo saranno però vecchie glorie del club e non la dirigenza (chissà mai perché!) che ha comunque organizzato il cerimoniale. Chissà se il dono sarà in grado di addolcire le intenzioni bellicose del tecnico del Gimnasia.

Viceversa starà a Tevez (cinque gol nelle ultime cinque uscite) e compagni mettere in campo quella verve e quella cattiveria agonistica che ha consentito agli Xeneizes di cinque vittorie di fila nelle ultime cinque giornate di Superliga con un bottino di 15 reti segnate ed appena un gol subito.

Superliga nelle mani del River

E il River Plate? Il campionato è nelle mani dei Millonarios. Il punto di vantaggio sui rivali di sempre sottende una grande verità: basta vincere l’ultimo match e sarà gloria.

Anche qui però il destino ha deciso di metterci del suo. Avversario del River sarà infatti l’Atletico Tucuman (che gioca in casa); squadra tosta allenata da quel Ricardo Zielinski che nel 2011, alla guida del Belgrano, spedì clamorosamente in seconda divisione i Millionarios proprio all’ultima giornata di campionato. Insomma, in Argentina difficilmente si fanno sconti.

Marcelo Gallardo è uno che dovrebbe sapere come si affrontano certe sfide. Ma Tucuman è tappa generalmente ostica per il club di Buenos Aires che qui lo scorso anno ha perso 3-0 in coppa. Se a questo si aggiunge che il tecnico del River Plate ha vinto 11 titoli in 6 anni ma tra questi non c’è il campionato, ecco che gli scongiuri da parte dei tifosi biancorossi sono ammessi.

C’è però un fattore che potrebbe giocare dalla parte di Gallardo: la protesta dei tifosi di casa nei confronti della dirigenza rea di aver esponenzialmente alzato i prezzi per la partita decisiva. In merito nei giorni scorsi in città è apparso uno striscione tanto eloquente quanto inquietante: “Il giorno in cui ammazzeremo un dirigente verremo rispettati?”.

Insomma, lo abbiamo detto che in Argentina non si fanno sconti. In tutti i sensi. Per sapere come andrà a finire questa ennesimo duello tra River e Boca l’appuntamento per gli appassionati italiani è questa sera con fischio di inizio all’una di notte. Chissà che non si arrivi allo spareggio!

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