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Spesso per risollevare le sorti del nostro calcio si sente parlare del tanto famigerato Modello inglese. Ma se l’intento è quello di capire come riportare i tifosi italiani negli stadi del campionato di Serie A allora tra gli esempi da seguire c’è anche la Bundesliga tedesca e soprattutto la nostra Serie B.

Il campionato tedesco, secondo un’analisi realizzata dalla redazione sportiva del Mail, è quello che registra il maggior numero di spettatori medi nella stagione 2013-2014. Ad assistere ai match in terra teutonica, infatti, sono stati mediamente 42.609 spettatori contro i 36.695 della Premier League, che si piazza in seconda posizione. Il campionato inglese però è al primo posto per spettatori cumulati: 13,9 milioni contro i 13,1 della Bundesliga, in virtù della maggior durata del campionato d’oltremanica. La terza piazza, sia per valori medi che per valori cumulati, è occupata dalla Liga spagnola (26.955 la media e circa 10,2 milioni le presenze totali). Segue, finalmente, la Serie A con 23.385 presenze medie ed un valore complessivo di 8,9 milioni di spettatori. Risulterebbe nella Top 30, ma non è stato preso in considerazione dallo studio del Mail, il campionato italiano di Serie B. La serie cadetta, infatti, con circa 5.000 presenze medie a turno, si piazzerebbe davanti al campionato greco.

La crisi di spettatori del calcio italiano di Serie A è certificata anche dai dati pubblicati in questi giorni sull’affluenza registrata nella stagione in corso. Alla sedicesima giornata, infatti, si registra nel complesso un calo del 6.1%, passando da 23.385 presenze medie della scorsa stagione alle attuali  22.051, che diventa un -10% circa se comparato con i dati della stagione 2012-2013. In questa speciale graduatoria sorride il Milan che registra un incremento di presenze medie (45.978) del +15.3% rispetto alla scorsa stagione, mentre rimangono in linea i valori di Roma (40.467, ovvero +0.1%) e Juventus (38.475, ovvero +0.4%). Eclatante il dato del Napoli che sembra pagare l’eliminazione dalla Champions passando dal secondo al settimo posto (-29.3%). Attenzione però a come vengono letti i numeri. Le graduatorie cambiano significativamente se i dati di affluenza medi vengono analizzati rispetto alla capienza degli stadi. In questo caso, infatti, la classifica sarebbe guidata dalla Juventus con il 94% di riempimento dello Stadium mentre il Milan riempie San Siro al 57% mentre la Roma riempie per poco più della metà lo Stadio Olimpico (53%).

Chi invece sta sempre più uscendo dalla crisi per ergersi ad esempio di rinnovamento da seguire è il campionato italiano di Serie B. Le riforme apportate dal Presidente Abodi, non ultima l’adozione (in questo caso si) del modello inglese per cui si gioca durante le feste di Natale, ma anche l’apertura ai giovani nostrani, hanno rinvigorito il “Campionato degli italiani”. Ed i numeri sono in crescita costante da un anno all’altro. Il valore medio, rispetto alla scorsa stagione, è salito a 6.371 spettatori per un totale complessivo di 1.471.795 ad oggi, con il primato detenuto dal Bari con 19.048 presenze medie. Evidente come a migliorare le medie siano arrivate le retrocessioni di Bologna e Catania, rispettivamente al secondo e terzo posto della graduatoria per spettatori medi con 13.949 e 13.160 e con valori comunque, almeno nel caso dei falsinei, lontani dalla media della scorsa stagione in Serie A (circa 21.000 presenze). Così come incide la promozione del Perugia, quarta piazza con una media di 11.129. Ma, in generale, è tutto il movimento a marcare il segno più. Basta pensare che il Cittadella, ultimo in classifica in campionato, porta allo stadio in media l’11.3% della città. L’Avellino ed il Frosinone attirano rispettivamente il 13% e l’11.1% della popolazione cittadina. A La Spezia è un cittadino su 35 a recarsi al Picco, facendo registrare un incremento medio rispetto alla scorsa stagione di 500 spettatori a partita. Traducendo i numeri in capacità di riempimento degli stadi, il Bari riempie la cattedrale nel deserto San Nicola (58.248 posti omologati) al 33% mentre il Bologna riempie il Dall’Ara al 36%. Il Curi di Perugia è generalmente pieno al 40% mentre il Partenio di Avellino arriva al 69%, il Picco di La Spezia al 59% ed il Matusa di Frosinone al 53%.

I prossimi passi delineati da Abodi riguardano la riduzione da 22 a 20 dei club partecipanti al campionato, l’aiuto ai club nell’ammodernamento degli stadi e nel favorirne il passaggio di proprietà, ed una collaborazione costante con l’Osservatorio per le Manifestazioni Sportive per ridurre sempre più le barriere e le limitazioni in genere che affliggono il nostro calcio. Tutte iniziative finalizzate a restituire un’identità alla più grande passione degli italiani che, in generale, sempre con più simpatia guardano ormai al campionato cadetto. Anche perché, numeri alla mano, di Serie A al nostro campionato è rimasto solo il nome.

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Controller, giornalista, scrittore, blogger di insuccesso. Padre e marito. Laziale da sempre. Sono molto più simpatico dal vivo!

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