Sousa, serve la cura

La Fiorentina, da sempre cenerentola del calcio Italiano, negli ultimi anni con l’avvento di Paulo Sousa sembrava diventata la mina vagante del torneo. L’allenatore portoghese, infatti, era riuscito a creare un meccanismo quasi perfetto, fatto di grandi schemi e tanta costanza di rendimento che aveva permesso a molti giocatori fino a quel momento oggetti misteriosi di affermarsi.

La viola capace di mettere sotto la Juve, di soffrire poco e convincere con le piccole è ormai però solo un lontano ricordo. Sousa non riesce più a riavviare quel processo di crescita che aveva portato l’Europa negli ultimi due anni. Dopo la vittoria di Pescara, ottenuta il mese scorso, i viola hanno subito una brutta battuta d’arresto a Roma. Un secco 4-0 che ha minato gli equilibri di un gruppo apparso fragile già qualche settimana prima a Napoli. Nonostante l’exploit in terra tedesca contro il M’gladbach, la sconfitta di Milano contro il Milan incerottato ha fatto perdere la pazienza alla tifoseria. Dissidio esasperato dalla incredibile eliminazione in Europa League subita dal Borussia, dopo aver trovato il doppio vantaggio in casa. Quella contro i tedeschi, nella gara di ritorno, è stata la prestazione esemplificativa della complessa situazione dei viola. Nei primi 30 minuti la squadra sembrava aver ritrovato quella imprevedibilità che era un punto di forza. E’ bastato, però, il rigore subito per il 2 a 1 che ha fatto ripiombare gli uomini di Sousa nei soliti problemi. Squadra impacciata, lunga e che subisce tanto. Il risultato finale di 2-4 è costato l’eliminazione e una pioggia di critiche.

Le colpe di Sousa

La continua ricerca della novità, lo snaturare alcuni calciatori, a volte per esigenze, altre per scelta, è stato uno dei punti che vengono maggiormente criticati all’allenatore portoghese. Sanches terzino, ad esempio, sia contro il Napoli che contro la Roma ha sofferto incredibilmente ed è stato oggetto di pesanti critiche anche da parte agli addetti ai lavori. Anche il continuo cambiamento in avanti, con la rotazioni tra Kalinic e Babacar, o quelle tra Ilicic e Borja Valero, che una volta gioca mezz’ala, quella dopo trequartista, ha destato qualche perplessità. Nonostante l’esplosione di alcuni giovani, leggasi Chiesa, la formazione viola sembra aver perso quell’amalgama di squadra che è stato uno dei punti di forza maggiori degli scorsi tornei.

Le colpe dei giocatori

Ovviamente tutto il demerito della stagione complicata non può ricadere solo sull’allenatore. Molti giocatori stanno mantenendo un livello di rendimento ben al di sotto delle aspettative. Ilicic sembra essere tornato il giocatore dei tempi di Palermo. In una partita sembra immarcabile, trova la porta con facilità e regala giocate sopraffini, nelle successive scompare dal campo, non riuscendo a trovare nessuno spunto decisivo e risultando, in alcuni momenti, irritante. Badelj e Vecino, probabilmente destabilizzati dalle voci di mercato, sopratutto nel caso del Croato in scadenza di contratto, non stanno rendendo come nelle scorse stagioni e non riescono a garantire quel filtro fondamentale per la difesa a 3. Gonzalo Rodriguez non sta fornendo prestazioni rassicuranti. Il capitano viola, sempre tra i migliori nelle scorse stagioni, sembra lontano dalla forma ottimale e qualche errore di troppo ne sta condizionando il rendimento. Il problema del portiere, infine, rimane uno dei più pesanti da gestire. Tatarusanu non garantisce affidabilità, e spesso i suoi errori sono costati reti evitabili. Nonostante il tentativo di lanciare Sportiello, Sousa ha sempre considerato titolare il rumeno che non lo sta ripagando della fiducia.

Giovani in controtendenza

Nonostante le difficoltà, comunque, ci sono dei punti da cui poter ripartire. Federico Bernardeschi, ad esempio, è uno dei migliori calciatori viola in questa stagione. Sembra che per il centrocampista Italiano sia arrivato il momento della definitiva consacrazione e lui sembra pronto. Prestazioni maiuscole, condite con gol e assist, ne stanno facendo un perno del gioco di Sousa. Se riuscirà a limare alcune caratteristiche che in alcuni momenti della partita lo portano ad esagerare nel dribbling, potrà diventare devastante. Le qualità ci sono tutte. Altra grande scoperta della stagione è Federico Chiesa. Il figlio d’arte sta mostrando le proprie capacità poco a poco. Ha già dimostrato di poter risultare decisivo e la sua velocità unita alla capacità nel dribbling lo rendono importante per creare la superiorità numerica. A 20 anni è sicuramente uno dei prospetti migliori che il calcio italiano offra. Non è giovanissimo, ma la sua media gol è di altissimo livello ed è grazie a lui che la Fiorentina non è ancora tagliata fuori del tutto dalla lotta per un piazzamento europeo. Stiamo parlando di Nikola Kalinic. L’attaccante croato segna in tutte le maniere. Non importa come arrivi la palla, lui è capace di trasformarla in oro. Sta confermando le ottime cose fatte vedere nello scorso campionato e sembra aver trovato la giusta dimensione. Sarà da capire se come fatto nel mercato di Gennaio, anche a fine stagione riuscirà a resistere ai sonanti milioni offerti per lui dalla Cina.

Possibilità di rilancio

Della Valle è stato abbastanza chiaro, confermando la fiducia in Paulo Sousa. L’allenatore portoghese ha già dimostrato di sapere tirare fuori il meglio dai propri ragazzi nelle situazioni di maggiore difficoltà. L’occasione giusta è già domenica, quando la viola affronterà la straordinaria Atalanta di Gasperini, in una gara che può essere considerata una finale. Una sconfitta contro la “Dea”, infatti, porterebbe la Fiorentina ad un distacco di ben 13 punti dal quarto posto, e le probabili contemporanee vittorie di Milan e Inter creerebbero un solco tra la settima posizione e l’ottava(occupata proprio dai toscani). Sembrano già abbastanza chiare le scelte di Sousa, che in questo difficile momento per trovare il rilancio è deciso a puntare sui calciatori con maggiore esperienza del gruppo. Dovendo rinunciare quindi a Bernardeschi ed Ilicic, appaiono scontate le conferme di Borja Valero e Badelj. Spazio anche a Tello ed Olivera, preferito a Salcedo. Conferme anche per Chiesa e Kalinic.

Vincenzo Tripodo

Vincenzo Tripodo

Articolista con passione per lo sport. Tifo Messina da quando parlo e sono trapiantato al Nord per esigenze lavorative.

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