Il sole sorge ad est

L’Europa League sarà forse meno nobile della Champions. Fatto sta che la fase a gironi di quella che un tempo era la Coppa UEFA ha portato alla ribalta compagini che a certi livelli non si lasciavano apprezzare da tempo. La nota più lieta è però senza dubbio la nuova luce che arriva dall’est.

Il calcio dell’Europa centro-orientale ha infatti deciso infatti di mettersi in mostra grazie all’Europa League dove sono ben 12 le squadre del quadrante orientale del Vecchio continente che si sono qualificate ai sedicesimi di finale della competizione. È solo la seconda volta da quanto esiste l’Europa League (il primo precedente risale al 2013). Si tratta di realtà diverse, solide, che con un’identità di calcio ben precisa hanno saputo disputare una fase a gironi ad altissimi livelli, chiudendo  spesso e volentieri in vetta i rispettivi gironi. Parliamo dell’Astana, della Dinamo Kiev, Partizan, Ludogorets, AEK Atene, Lokomotiv Mosca, Viktoria Plzen, FCSB, Stella Rossa, Zenit e, dai gironi di Champions League, CSKA e Spartak Mosca.

La vera sorpresa è senza dubbio l’Astana che grazie alla vittoria esterna contro lo Slavia Praga nell’ultima giornata della fase a gironi sono riusciti a strappare il pass per i sedicesimi di finale: prima volta in assoluto per il club e per il calcio kazako. Un risultato frutto della grande continuità data ad un percorso europeo iniziato 3 anni fa, quando ci fu la prima qualificazione alla fase a gironi della Champions League. La terza volta è stata quella buona grazie ad un gruppo ben collaudato capace di chiudere al secondo posto dietro al più blasonato Villarreal il Girone A, per altro con un solo punto di scarto dagli spagnoli. Decisive per il passaggio, oltre alla vittoriosa trasferta di Praga, anche le due sfide contro il Maccabi Tel Aviv, vinte entrambe dai kazaki.

Stupisce invece meno il passaggio del turno della Dinamo Kiev, da anni ormai compagine fissa nelle coppe e protagonista spesso e volentieri di percorsi europei sempre abbastanza importanti. Un gruppo che il bielorusso Khatskevich ha saputo ringiovanire e rendere quasi infallibile sotto porta. Sono ben 15 le reti messe a segno dagli ucraini nella fase a gironi (secondo miglior attacco di tutta la fase, dietro lo Zenit con 17 centri). Nello stesso raggruppamento della Dinamo appare invece miracoloso il passaggio del turno da parte del Partizan Belgrado che approda ai sedicesimi di finale dopo ben 14 anni di assenza lasciandosi alle spalle lo Young Boys e lo Skenderbeu. Artefice di questa impresa? l’ex Manchester United Zoran Tosic, simbolo e leader di questa squadra.

È una certezza ormai il Ludogorets, più che solida realtà del calcio bulgaro ed europeo, che si mette alle spalle club più blasonati come il Basaksehir o l’Hoffenheim. Torna invece finalmente alla ribalta l’AEK Atene dopo diversi anni lontano dai riflettori: gli ellenici sono una delle quattro squadre della competizione a non aver ancora perso (ben due 0-0 contro il Milan). Giocano un calcio forse non molto proposito (1 sola vittoria, contro il Rijeka) ma che sta dando i suoi frutti sia in Europa che in patria, dove il campionato sembra esser più vivace del solito ed i gialloneri stanno lottando al vertice con l’Olympiakos.

A proposito di blasone, passa il turno anche il Lokomotiv Mosca che dopo qualche incertezza in avvio si è poi preso il primato del Girone F grazie alle prodezze di Farfan, Fernandes e dei gemelli Miranchuk chiudendo davanti al Copenhaghen che ha eliminato un ottimo Sheriff Tiraspol presentatosi in Europa in grandissimo spolvero e che avrebbe meritato essere la tredicesima squadra della nostra lista se non fosse per la scellerata trasferta in Danimarca. Materiale comunque freschissimo per il futuro. Senza scordarci dello Zlin, ultimo nel girone ma con grande impegno fino all’ultimo minuto minuto.

Solo una questione di formalità il passaggio del turno per il Viktoria Plzen, capolista del Girone G davanti ai romeni dell’FCSB, che altro non è che la vecchia Steaua Bucarest. Nel girone dell’Arsenal, invece, la sorpresa è stata il secondo posto della Stella Rossa capace di buttare fuori dalla competizione le più quotate Colonia e Bate Borisov. Con sole tre reti messe a segno e due gol incassati il passaggio del turno è un autentico miracolo per la squadra di Vladan Milojevic, trascinata ai sedicesimi anche da due vecchie conoscenze del calcio italiano, Nenad Krsticic e Richmond Boakye. La Stella Rossa raggiunge così i cugini del Partizan: per vedere le due compagini di Belgrado così avanti in Europa bisogna tornare agli anni settanta.

C’è, infine, lo Zenit di San Pietroburgo di Roberto Mancini, la squadra che più di tutte sembra destinata a fare un percorso sontuoso in Europa League. Nonostante i 6 punti di svantaggio accumulati dalla vetta, i biancoblu si divertono a fare faville in Europa. Sugli scudi certamente Emiliano Rigoni, Leandro Paredes e un rigeneratissimo Alexsandr Kokorin. Ma non solo. La squadra di Mancini può contare su altri elementi di livello come Driussi, Dzyuba, Shatov, Kranevitter, Noboa, Criscito o Ivanovic, che la mettono di diritto tra le principali candidate per la vittoria finale.

Con i sedicesimi conterà molto l’esperienza e tutto sarà più complicato, ma giungere fino a questo punto per molti è già un trofeo. In un’era dove superleghe, Voluntary Agreement et simili sono all’ordine del giorno fa sempre piacere vedere compagini a volte estranee a certi meccanismi arrivare a giocarsi le proprie carte in una competizione così importante. Chissà che qualcuno non riesca anche ad uscirne a testa alta.

Marco Aurelio Stefanini

Marco Aurelio Stefanini

La sobrietà non mi appartiene. Spinto dal Leitmotiv "Chi sa solo di calcio non sa niente di calcio".

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