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Sinisa Mihajlovic oggi è stato ufficialmente presentato come nuovo allenatore del Torino. Dopo la parentesi al Milan il tecnico ha portato una ventata d’aria fresca in casa granata che, orfana di Giampiero Ventura – attuale commissario tecnico della Nazionale – ha trovato subito una valida alternativa.

Il serbo prenderà le redini della squadra in mano, cercando di migliorare e perfezionare gli ingranaggi già messi in moto dall’allenatore genovese, ma tentando di dare un tocco tutto personale: “Con tutta l’amicizia e il rispetto che mi lega a Ventura, un tecnico che avrebbe potuto allenare club blasonati anche prima del Torino, forse dopo cinque anni di questo modulo era il momento di cambiare. È un grande onore per me essere qui. Qui si respirano le pagine più belle e drammatiche della storia del calcio. Cuore, orgoglio, lacrime e sudore, questo è il Toro, questa la tipologia di giocatori che dovranno vestire la maglia. Il Toro è abituato a stare nell’arena, ha il compito di combattere e non ha paura, e a me piace giocare per vincere, non per non perdere. Per questo in tutte le partite lotteremo e combatteremo, ma giocheremo anche bene al calcio“.

Per quanto riguarda i giocatori e la loro voglia di indossare la maglia del Toro, Mihajlovic ha le idee chiarissime: “I nomi non mi servono, non vanno in campo. Ho avuto tanti nomi in passato, ma non sempre ti fanno vincere. Ho telefonato personalmente a ogni giocatore per capire se è motivato o meno, ma il telefono inganna e preferisco vederli in faccia“.

Il presidente Cairo è più che convinto che il tecnico svolgerà perfettamente il suo compito: “L’ho scelto per la capacità di lavorare con i giovani, perché ha il coraggio di lanciarli, per il suo carattere, mi ricorda Giagnoni, che ha messo le basi per il Toro vincente di Radice. Poi perché è ambizioso“.

 

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