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I numeri parlano chiaro e ci dicono che questa è la peggior annata del Cholo Simeone da quando siede sulla panchina dell’Atletico Madrid. Da quando l’argentino è arrivato dalle parti del Calderon infatti mai la squadra ha dovuto affrontare una situazione così delicata. Solamente in Champions i Colchoneros non perdono la faccia. In Europa infatti la squadra madrilena si è posizionata prima nel girone davanti al Bayern Monaco ottenendo nel totale 5 vittorie ed una sconfitta. Ciò che invece preoccupa di più è il piazzamento nella Liga dove la squadra rojiblanca ha collezionato ad oggi solamente 25 punti in 15 partite giocate. Tradotto significa 7 vittorie, 4 pareggi e 4 sconfitte. Ma soprattutto significa 12 punti in meno dalla prima in classifica.

L’armata perfetta che lottava su ogni pallone è ufficialmente entrata in crisi. Colpa soprattutto delle 4 sconfitte nelle ultime 7 di campionato che la fanno scivolare al sesto posto. L’ultima debacle risale allo scorso lunedì. Carnefice il Villarreal di Sansone e Soriano che si è imposto per 3-0. Prima di questo stop l’Atletico si era piegato la settimana precedente al Bayern Monaco. Ma quel che pesa di più sono le sconfitte contro Real Madrid, Real Sociedad e Siviglia. Da cosa è dovuta questa crisi inaspettata di una squadra tutto cuore e sudore? Abbiamo cercato le possibile cause analizzandole in 7 punti:

1- Il calo dei lottatori – Il calo è evidente a livello generale. Ma lo scarso rendimento di alcuni giocatori chiave dell’Atletico è la principale causa della crisi. Non si tratta tanto dei campionissimi, quanto piuttosto di quei giocatori che lottano ogni istante e che come sappiamo sono indispensabili nella filosofia del Cholismo. Saúl si è trasformato in un giocatore irrilevante, Juanfran non affonda sulla sua fascia, Gabi non pressa più come un tempo ed infine Tiago e Koke, perni del successo rojiblanco, sembrano essersi persi insieme al resto della squadra.

2- Addio alla difesa infallibile – La squadra di Simeone, costruita per non prendere gol, si è riscoperta tutto ad un tratto vulnerabile. Piuttosto fragile. I quattro difensori, spesso considerati tra i migliori al mondo sembrano, lontani anni luce dai tempi migliori. Gimenez e Savic non sembrano dare le stesse garanzie dei senatori. L’uruguaiano è solo l’ombra del giocatore che prometteva di essere mentre Savic alterna grandi prestazioni a partite piuttosto mediocri. Lo stesso Godin si è reso protagonista di alcuni errori inimmaginabili fino a qualche tempo fa.

3- Sul corner non mette più paura  Come dimenticare il timore di ogni avversario non appena all’Atletico veniva concesso un calcio d’angolo? Qualsiasi squadra tremava nel vedere arrivare Koke sul corner e i centrali di difesa avanzare in aria avversaria pronti a staccare di testa. Ogni angolo valeva mezzo gol realizzato. Oggi non è più così.

4- Dov’è il “nueve”?  Tutti aspettavano l’arrivo di Diego Costa ma alla fine dal Siviglia è arrivato Gameiro. Curriculum di tutto rispetto quello del francese, per carità. Ma le 7 reti messe a segno fino ad ora in 21 presenze ne mettono in discussione la fama di goleador. E poi c’è Torres che sembra ormai definitivamente aver imboccato il viale del tramonto. Risultato? Il centravanti top player tanto richiesto in estate non c’è e gli effetti si vedono.

5- Capitolo Griezmann  Terminato un Europeo da protagonista il fuoriclasse che tutti conosciamo non è tornato a Madrid. Quello che si vede al Calderon è probabilmente, come si dice in questi casi, il suo fratello gemello. Il francese sembra voler fare tutto da solo e ha perso la cattiveria sotto porta. E’ stato appena premiato come terzo giocatore più forte al mondo. Per meriti pregressi però. In questa prima parte di stagione infatti non è stato certo determinante. Irriconoscibile.

6- Le finali perse -Gli aspetti psicologici pesano. Perdere finali è veramente un duro colpo da superare. Specialmente se si tratta di trofei di un certo peso. Vale per Griezmann che ha perso la finale di Euro 2016 a casa sua. E vale ancor di più per i reduci di Lisbona e Milano che non hanno probabilmente mai digerito le due due finali di Champions perse contro gli storici rivali del Real.

 7- Simeone e le sue consuete dichiarazioni d’amore – A proposito di psicologia. Con l’inizio del nuovo anno servirà una svolta altrimenti l’era del Cholo all’Atletico potrebbe clamorosamente terminare. L’argentino, parole sue, è ormai convinto che la Liga “è andata”. Difficile dargli torto. Più inquietante il fatto che Simeone si affretti a rassicurare tutti che la sua squadra ha sempre dato il massimo. Non è da lui. Segnali che forse ha tirato i remi in barca? Certo le recenti e reiterate dichiarazioni d’amore verso l’Inter non aiutano. La domanda è d’obbligo: e se il Cholo ormai vedesse solo neroazzurro?

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