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Archiviata la prima giornata del girone di ritorno è tempo di bilanci per noi: come di consueto, i 5 punti che riassumo tutto ciò che è accaduto nella ventesima giornata.

TUTTI IN CHIESA

Si, lo sappiamo che il gol alla fine è stato assegnato a Badelj. Però il lavoro eseguito dal giovanissimo figlio d’arte riassume un po’ quel che è stato il posticipo del Franchi, dove la Fiorentina inflitto la quarta sconfitta stagionale alla Juventus e recupera punti per le zone europee. Primo tempo perfetto per i Viola, che colpiscono con Kalinic, e ripresa con il raddoppio del già menzionato croato e rete di Higuain che dimezza lo svantaggio. Gara sostanzialmente persa a centrocampo dai bianconeri, dove gli esterni Cuadrado e Alex Sandro hanno sofferto vivamente il pressing di Chiesa e Olivera e il “playmaker” è stato totalmente annullato, col terzetto Badelj-Vecino-Borja Valero in splendida forma. Considerando anche la pessima prestazione di Dybala, sono molteplici i campanelli d’allarme in casa Juve: la Roma è a -1 (anche se i bianconeri hanno la gara contro il Crotone da recuperare), ma le falle di gioco senza un vero e proprio regista sono agli occhi di tutti. Come scritto la scorsa giornata, il solo Rincon non basta. E se Pjanic (trequartista ma forse il miglior in rosa per piedi) continua a stare in panchina, i problemi potrebbero diventare maggiori.

CORSARI A UDINE

Seconda vittoria consecutiva in trasferta e seconda gara consecutiva chiusa a reti inviolate (solamente 2 reti subite nelle ultime 6 giornate, al netto di 8 gol fatti): la Roma abbassa il rendimento offensivo ma si scopre solida, col il nuovo 3-4-3 Spallettiano che sembra dare maggiore equilibrio e più sicurezza ai difensori, che stanno pian piano aumentando il proprio rendimento (vedi Bruno Peres ed Emerson Palmieri). L’unica nota stonata è il rigore sbagliato da Dzeko, a secco in trasferta al mese di ottobre. In attesa di sviluppi dal mercato, dove Spalletti è stato molto chiaro ribadendo che per il mese di febbraio la squadra deve essere pronta, c’è la Coppa Italia contro la Sampdoria e il Cagliari, contro cui la banda giallorossa, memore della gara d’andata, non vuole sbagliare per poter provare a riaprire clamorosamente il campionato.

RISCOSSE MILANESI

Inizio in salita, ma ancora una volta rimonte d’oro per le due milanesi, che strappano altri punti importanti e continuano la propria marcia verso l’Europa: l’Inter subisce l’iniziale vantaggio clivense con Pellissier ma, per la settima volta in stagione, risorge e nella ripresa rimonta con 3 reti (Icardi, Perisic, Eder). Esordio in nerazzurro (milanese) per Gagliardini, che gioca per tutti i 90 e si dimostra un centrocampista più che affidabile. Con tanto cuore invece il Milan, che a Torino sotto di 2-0 (Belotti e Benassi, con Ljajic che si fa parare il rigore del possibile 3-0) rimonta con Bertolacci e un rigore di Bacca, mandando su tutte le furie Sinisa Mihajlovic: il suo Toro iperoffensivo sembra non convincere proprio nessuno a fondo, anche a causa dei continui blackout che ha la permesse alla squadra di perdere parecchi punti in partite chiave. L’Europa tanto agognata comincia ad essere distante.

L’EROE CROATO

Scene grottesche in quel del San Paolo. Nonostante l’ottima figura del Napoli, che batte il Pescara per 3-1 e si conferma terza forza del campionato, a rubare la scena nel pomeriggio partenopeo è proprio un difensore degli abruzzesi. Come raccontato da Massimo Oddo nel post partita, la domenica di Dario Zuparic è stata totalmente da film: non convocato visto l’imminente trasferimento in Turchia, viene chiamato la mattina presto da Oddo perché con solo due difensori a disposizione (Stendardo nel mentre si è ammalato). Il croato, che avrebbe più motivi per rifiutare, accetta e si mette subito in macchina facendo in 3 ore Pescara-Napoli, fermandosi a mangiare una piadina in Autogrill e scendendo in campo dal primo minuto, disputando una partita più che dignitosa. I delfini reggeranno infatti per un tempo sullo 0-0, per essere poi schiacciati delle percussioni avversarie. Ma Zuparic, al di là del risultato, si è guadagnato la stima di tutti, pescaresi e non.

AQUILE D’EUROPA

Con una bella rimonta, la Lazio si conferma quarta forza del campionato. Nella sfida contro l’Atalanta i biancocelesti partono molto timidi, subendo l’iniziale vantaggio di Petagna, e poi rimontano prima con Milinkovic-Savic e poi, disputando un eccelso secondo tempo, grazie ad un rigore del solito Immobile, giunto a 11 reti stagionali. Sembravano esserci dubbi sulla difesa a 3, ma la retroguardia biancoceleste ha saputo reggere perfettamente le percussioni degli orobici, molto rimaneggiati e forse un po’ troppo spenti. Nella prossima sfida allo Juventus Stadium, i biancocelesti cercheranno ulteriori conferme, coi cugini romanisti e i napoli a sperare in un colpaccio. L’Atalanta invece, che si è vista scavalcare dall’Inter, dovrà vedersela con la Sampdoria per provare a continuare il sogno europeo. Intanto la quota salvezza è distante solo 4 lunghezze.

La sobrietà non mi appartiene. Spinto dal Leitmotiv "Chi sa solo di calcio non sa niente di calcio".

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