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Praticamente archiviata la sesta giornata di Serie A 2019-2020 torna come di consueto il nostro punto sul turno di campionato appena conclusosi.

Siamo già alla resa dei conti?

Inutile girarci intorno. Non ce ne vogliano gli amici di Napoli ma Inter e Juventus sembrano le due squadre realmente destinate ad infiammare la lotta scudetto. Ed il prossimo turno di campionato potrebbe fornirci già qualche informazione più puntuale su questo duello.

Un duello, al momento a distanza, che sin qui ha visto l’Inter procedere a punteggio pieno e la Juventus inseguire a due punti di distanza. Sin qui, starete pensando, nulla di nuovo rispetto a quanto indica la classifica. Vero!

Per la 16° volta in Serie A una squadra si trova a punteggio pieno dopo la 6° giornata di campionato. In 11 casi su 15 a fine anno è stato scudetto

C’è però una considerazione che vorremmo fare. Mentre la squadra di Conte sembra già aver trovato la quadra e viaggiare su ritmi e diktat richiesti dall’allenatore salentino, quella di Sarri da l’impressione di stare ancora rodando i meccanismi. Cosa vogliamo dire? Che se i nerazzurri sembrano già essere al top delle proprie capacità, dall’altra parte troviamo invece una Juventus che pur stentando è riuscita a tenere un distacco dagli storici rivali limitato ad appena due punti, quelli lasciati sul campo della Fiorentina alla terza giornata di campionato.

Questa cosa, a meno che l’Inter non assesti un colpo deciso domenica prossima a San Siro, potrebbe pesare e non poco da un punto di vista psicologico. Perché, letta in altra maniera, vorrebbe dire per Sensi e compagni essere costretti a giocare un campionato al limite delle proprie possibilità. Cosa che la Juventus da una parte e Conte dall’altra sono tutto sommato abituati a fare. La vera incognita è se i giocatori dell’Inter saranno in grado di reggere per 38 giornate quella che si preannuncia come una lunga guerra di nervi. Destinata ad inasprirsi quando CR7 (che intanto ha ripreso a segnare con continuità) e compagni saranno realmente al top.

L’inizio dell’autunno ristabilisce la normalità della Serie A 2019-2020

Ok, per un po’ ci siamo divertiti ad immaginare sorprese in ogni dove. Con l’inizio dell’autunno però le hanno cominciato a ristabilirsi le gerarchie attese di questa Serie A 2019-2020. La classifica resta corta, ma le reali forze in campo cominciano a delinearsi con chiarezza.

Di Inter e Juventus abbiamo detto. Del Napoli ancora no, ma i sei punti persi in altrettante giornate di campionato obbligano la squadra di Ancelotti a non permettersi più passi falsi da qui alla fine. Cosa altamente improbabile.

Ecco così che la lotta per la zona europea, Champions od Europa League poco conta, vede attrici le solite protagoniste con la Fiorentina che tenta di risalire la china per inserirsi nel mischione.

Anche in zona salvezza iniziano a delinearsi meglio i valori, con Genoa, SPAL e Sampdoria che, pur non sembrando sulla carta le principali candidate alla retrocessione, farebbero meglio a correre quanto prima ai ripari per non invilupparsi in vortice dal quale, con il passare delle giornate, diventa poi storicamente sempre più complesso uscire.

Milan, è già crisi

Le aspettative riposte dal duo Maldini-Boban sull’operato di Giampaolo sembravano già in estate eccessive. La campagna acquisti (quanto voluta dalla Dirigenza e quanto dall’allenatore) e l’avvio disastroso in questa Serie A 2019-2020 non hanno fatto altro che confermare le impressioni estive.

La rosa del Milan non è all’altezza di quelle delle altre pretendenti all’Europa. Così come non lo è per una piazza come quella rossonera l’ex allenatore della Sampdoria che, come documentato dalle impietose telecamere di Sky nel match contro la Fiorentina, sembra essere sempre più consapevole di questa inadeguatezza. A voler essere onesti, Gattuso è stato mandato via per molto meno.

Era dalla stagione 1938/1939 che il Milan non collezionava 4 sconfitte nelle prime 6 uscite di campionato

Il solito vecchio Ribery

Forse il suo acquisto è stato sottovalutato. L’apporto di Ribery alla causa della Fiorentina (e della Serie A 2019-2020) è stato invece sin qui straordinario e di estremo valore. Ai viola il francese ha portato esperienza e carisma oltre a rivelarsi il partner ideale di un Chiesa che dopo il malessere di inizio stagione sembra finalmente aver lasciato la strada del malumore per imboccare la via della rassegnazione. Passaggio essenziale per poter tornare sulla retta via (e pare manchi poco).

Alla Serie A 2019-2020 invece Ribery ha portato quei lampi di classe che ci si aspetta da un giocatore con il suo pedigree. Il gol siglato a San Siro e la giocata che ha portato al rigore con cui la Fiorentina ha sbloccato il match con il Milan valgono da soli il prezzo del biglietto.

Il Sassuolo e Mario Balotelli

Chiariamo subito: l’accoppiata non c’entra nulla. E’ solo un artificio utilizzato perché avevamo finito i punti (ma non gli spunti) a nostra disposizione. Andiamo dunque con ordine.

De Zerbi decida da che parte stare. L’andamento ondivago del Sassuolo che un giorno sigla 4 gol e quello dopo li incassa, comincia a “stufare” e continua a farci affibbiare all’allenatore nero-verde l’etichetta di mister zemaniano. Che in alcuni casi è un complimento. Ma che non sembra essere il biglietto da visita ideale per ambire a grandi piazze. Traguardo al quale invece De Zerbi con alcuni accorgimenti (che però non vengono mai presi) potrebbe forse ambire.

E poi c’è il ritorno al gol in Serie A di Mario Balotelli. Una cosa che mancava dal 22 settembre 2015 quando Super Mario andò in rete nel 2-3 di Udinese-Milan. Una cosa che aspettavamo (almeno noi) con ansia. Perché l’attaccante del Brescia sembra ormai da qualche anno a questa parte aver piantato per bene la testa sulle spalle (che bella l’immagine della discesa in campo al San Paolo con la figlia Pia tra le braccia). E se ciò fosse vero, se la serenità avesse finalmente cominciato a farla da padrona, non ne guadagnerebbe solo Mario. Ma anche la Nazionale.

Appuntamento a lunedì prossimo.

Controller, giornalista, scrittore, blogger di insuccesso. Padre e marito. Laziale da sempre. Sono molto più simpatico dal vivo!

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