Saman Ghoddos lascia l’Allsvenskan

Saman Ghoddos

Partita bloccata alla Jämtkraft Arena, una di quelle gare che sin dall’inizio paiono destinate al pareggio. A reti bianche stavolta, perché sia l’Östersunds Fotbollsklubb che il Kalmar Fotbollsförening non s’erano dati troppo fastidio: qualche grattacapo l’aveva dato semmai l’attacco ospite, poi Hopcutt e compagni erano saliti in cattedra asserragliando la retroguardia biancorossa senza però incidere. Per farla breve i rossoneri hanno alzato il baricentro, Hosam Aiesh ha rischiato di sbloccare la partita ma il 2-0 finale non è stato affatto merito suo. Al 75′ infatti l’inglese Ian Burchnall ha estratto dalla panchina la carta Saman Ghoddos, fuori Simon Kroon, e all’improvviso è cambiata la marcia. L’iraniano numero 93, accolto dalla gioia dei Falkarna, ha subito impegnato Hägg Johansson con una conclusione potente (77′),  poi dopo l’entrata in campo del difensore Patrick Kpozo (87′) ha aperto le marcature proprio su assist del 21enne ghanese. Poi, al 91′, Ghoddos ha scatenato il panico sulla corsia di destra facendo partire un cross teso sul quale è intervenuto di testa proprio Kpozo. Favore ricambiato e ultimo regalo ai 6022 di Östersund che di lì a poco l’avrebbero salutato: “Il campionato francese è uno dei grandi tornei, è lì che voglio giocare. Ho molti sogni e questo non è l’ultimo contratto della mia vita, visto che ho 24 anni”

La storia di Saman Ghoddos

Pagato 75mila euro, Saman Ghoddos ha portato nelle casse dell’Östersunds FK ben 4 milioni di euro, circa 42 milioni e mezzo di SEK. Plusvalenza importante, che trasforma l’iraniano nel terzo acquisto più remunerante nella storia dell’Allsvenskan. Prima di lui solamente Aleksander Isak, ceduto dall’AIK al Borussia Dortmund (80 milioni di SEK) e Zlatan Ibrahimović passato dal Malmö FF all’Ajax (82,7 milioni di SEK). Tra l’altro il presidente del club rossonero, Daniel Kindberg, aveva raccontato alla stampa svedese come Ghoddos avrebbe potuto portare ben più soldi, se solo fosse stata accettata una ricchissima offerta dalla Cina. Il calciatore però rifiutò seccamente, spiegando di volersi giocare le sue chances a 24 anni e di non volersi di fatto invischiare in un campionato minore solo per l’attrazione pecuniaria.

Così Kindberg si mise dalla parte di Saman, perché in fondo l’Östersunds FK mirava alla carriera del ragazzo prima di maggiori introiti, e accettò la corte proveniente dall’Amiens. E Ghoddos, dopo aver rischiato di attentare al secondo posto nella classifica dei trasferimenti da record per l’Allsvenskan, s’è accomodato al terzo posto. Il quotidiano francese L’Équipe ha raccontato poi di una percentuale su una futura rivendita che il club svedese potrà incassare se, come previsto, Ghoddos dovesse fare il botto e continuare la sua ascesa verticale e incontrollate nel grande calcio. E risale a fine estate la festa che i tifosi dell’ÖFK avevano messo in piedi per salutare Saman in procinto di partire con la nazionale iraniana per la Russia. Al Mondiale, dove il 24enne nato a Malmö ha ricevuto profondi attestati di stima da parte del ct Queiroz e, soprattutto, ha giocato tutte e tre le gare del girone. Peraltro ha rischiato di passare il turno alle spese del Portogallo, prima che la qualità complessiva dei lusitani avesse la meglio.

Dieci minuti finali all’esordio contro il Marocco e impatto devastante, contando il calcio di punizione procurato da lui, col suo numero 14, e tramutato in autogol da Bouhaddouz. Ghoddos avrebbe messo lo zampino anche contro Spagna (11′) e Portogallo (28′), ma nonostante il triste epilogo dell’eliminazione ai gironi è tornato in Svezia col sorriso: “È stato un sogno incontrare i campioni d’Europa”. Già a gennaio avrebbe potuto lasciare il Norrland, quando il Celta Vigo pareva intenzionato a metterlo al fianco di Iago Aspas, eppure allora Saman aveva preferito restare da protagonista nel club rossonero. Una scelta che ha ripagato, pure in virtù dei due assists sfornati al ritorno dei sedicesimi d’Europa League all’Emirates: 1-2 finale, vittoria del piccolo club scandinavo sui giganti londinesi.

Non sarebbe bastato per passare il turno, ma avrebbe comunque obbligato il panorama europeo ad applaudire le emozionanti performances dell’Östersunds FK. Sin dall’estate, quando aveva sbattuto fuori Galatasaray e PAOK, che in autunno, quando aveva concluso al secondo posto il raggruppamento con Athletic Bilbao, Hertha Berlino e Zorya Luhansk. Una campagna europea eccezionale, firmata proprio da Saman Ghoddos: due reti e altrettanti assists nelle cinque gare di qualificazione estiva, due reti e tre assists nelle otto di EL vera e propria. In tutto, 720′ in campo. Mai sostituito dal tecnico Graham Potter, testimonianza sufficiente per evidenziare il suo valore.

Via da Östersund

In estate non poteva più restare in Svezia, che all’inizio era un traguardo gigantesco e improvvisamente s’è trasformata in un palcoscenico troppo stretto: All’età di 15 anni ho iniziato a scommettere sul calcio, ho iniziato a pensare che se avessi mangiato bene e dormito bene sarei riuscito a ottenere successo. Così ho raggiunto l’Allsvenskan, ma voglio di più per il mio futuro. Sogno di giocare in uno dei grandi campionati in Europa”. Certo, non senza difficoltà iniziali: “Quando non stavo zitto, i miei genitori mi hanno minacciato dicendomi che mi avrebbero costretto a fermarmi con il calcio, è accaduto questo ed ero triste. Era solo uno scherzo, forse perché non sono mai stato un ragazzo facile da crescere, però comunque ho finito la scuola con voti sufficienti”. Passo dopo passo, il miglioramento di Saman era sotto gli occhi di tutti. Ma anche quello dell’intera rosa: così a gennaio aveva salutato il mediano francese Fouad Bachirou, ex promessa ai tempi delle giovanili al PSG, mentre in estate è stata dissanguato l’Östersunds FK.

Non solo ha salutato il tecnico, l’inglese Graham Potter, che è andato allo Swansea portandosi dietro i suoi fidati collaboratori Billy Reid e Bjorn Hamberg, ma pure la spina dorsale della squadra: il difensore Sotirios Papagiannopoulos, il capitano e centrocampista Brwa Nouri, l’ala Ken Sema e l’attaccante nigeriano Alhaji Gero. Oltre a questi, la partenza più dolorosa è certamente stata quella di Ghoddos, e i numeri non possono che confermarlo. Emotivamente, il popolo del Norrland ha salutato a malincuore uno dei calciatori più iconici della sua piccola storia (l’ÖFK è nato nel 1996). Così l’Amiens ha interrotto una meravigliosa storia d’amore, quella tra Saman Ghoddos e i rossoneri: un sentimento durato 93 presenze, impreziosito da 41 reti e certificato da 25 assists spalmati in tre stagioni.

All’inizio del pezzo vi ho parlato del match tra Östersunds FK e Kalmar FF, quello che il sito ufficiale dei padroni di casa evidenziava come “kanske den sista någonsin” per Ghoddos, ovvero l’ultimo di sempre. Era chiaro che se ne sarebbe andato, i tifosi s’erano rassegnati e avevano vissuto la sua partenza con l’ennesimo calciatore che lascia la regione dello Jämtland per tentare l’ingresso nel grande calcio. Per loro è stata una soddisfazione, ma pure per Saman: Sono fortunato ora, mentre è un po’ spaventoso pensare che potrebbe essere stata la mia ultima partita. Sono così felice qui a Östersund, ma tutti sanno abbastanza del mio sogno di giocare in una grande lega in Europa”. Mancava solo la destinazione: il Rennes sembrava partito alla carica per far firmare il contratto al 24enne, poi intervennero gli spagnoli dell’Huesca e Ghoddos andò a visitare il loro club.

Pare però che un agente del calciatore avesse fotografato e pubblicato su Instagram uno scatto ritraente il calciatore al momento della firma, cosa che il club scandinavo non aveva permesso e infatti il presidente Daniel Kindberg, ex tenente di fanteria nell’esercito svedese, se l’era presa: “Non so chi sia quell’uomo, non ci ho mai avuto a che fare e Saman aveva il permesso solo di visitare Huesca, non di firmare”. La querelle è finita sui tavoli della FIFA, che sarà chiamata a pronunciarsi sotto denuncia dell’Huesca, la cui offerta non aveva convinto del tutto l’ÖFK. Così, sebbene vi fossero pure interessi dalla Bundesliga, Ghoddos si sarebbe messo d’accordo con l’Amiens trasferendosi in Ligue 1 ed esordendo con gol.

L’ultima lettera di Ghoddos ai tifosi

Le origini iraniane di Saman, nato però a Malmö, gli consentirono di scegliere quale nazionale rappresentare. Scelse inizialmente quella svedese, giocò due amichevoli contro Costa d’Avorio e Slovacchia segnando contro questi ultimi, ma nell’agosto 2017 fu lo stesso Ghoddos a raccontare di aver espletato la documentazione per ricevere il passaporto iraniano. Avrebbe giocato per la nazionale asiatica, con cui prese parte alle qualificazioni e al Mondiale. Debuttò in amichevole contro il Togo, impressionando Carlos Queiroz tanto che lo stesso consiglio direttivo dell’Östersunds FK fu sorpreso. Lo stesso organo direttivo che, nelle parole del CEO Martin Johansson, aveva aspettato prima di cedere il calciatore: “Certo, era importante informare l’intero consiglio sullo stato di una possibile vendita di lui”, era trapelato martedì 21 agosto, mentre il Press Manager del club, Patrick Sjöö, aveva aggiunto: “Non c’è accordo tra Huesca e Östersunds FK. Quello che è successo è quello che sta accadendo ora, il club non vuole né può commentare altro”. Quanto a Ghoddos, aveva già lasciato una lettera destinata al suo pubblico dal titolo: ”NI FINNS ALLTID I MINA TANKAR”, “Sei sempre nella mia mente”.

Sai quanto amo Östersund e quanto ho amato giocare per l’Östersunds FK. Ma sai anche che ho sognato a lungo di giocare in un grande campionato in Europa. Non c’è mai stato alcun segreto. Ora che ho appena firmato un contratto con il club francese Amiens, è fantastico. Mi sembra di non voler addormentarmi stanotte. La mia realtà è migliore dei miei sogni! Ma la cosa più difficile è essere separati da tutti i compagni di squadra, gli amici, i fan e tutti voi che avete escogitato parole incoraggianti in città. È difficile ringraziarti abbastanza. O meglio, è impossibile. Hai fatto parte del mio viaggio e l’hai reso possibile. Hai contribuito a modellare la persona che sono oggi. Ho sempre fatto del mio meglio per l’FK di Östersund e, se ho deluso durante la mia permanenza a Östersund, voglio stare attento a chiedere scusa. Ho preso la tua canzone dagli spalti e questo mi ha reso orgoglioso. Potresti continuare a cantarlo! Sarai sempre nella mia mente. Non dimenticare mai chi è andato sull’acqua!”. Firmato, Saman Ghoddos 93

Ecco infine il tabellino di Östersunds FK-Kalmar FF 2-0 (domenica 12 agosto 2018):
Östersunds FK (3-4-3): Keita; Sonko Sundberg, Mukiibi, Pettersson; Edwards, Bergqvist (dall’87’ Kpozo), Tekie, Widgren; Kroon (dal 75′ Ghoddos), Islamovic (dal 59′ Aiesh), Hopcutt. All: Burchnall. A disp: Andersson, Mensah, Fritzson, Arhin.
Kalmar FF (4-3-3): Hägg Johansson; Dyrestam, V. Elm, Agardius, Akas; Eriksson (dal 66′ Söderqvist), R. Elm (dal 63′ Hellborg), Pereira Sipião; Diouf, Fejzullahu, Magnusson (dal 74′ Hiago). All: Rydström. A disp: Strömgren, Arokoyo, Stenmark, Nixon.
Reti: 88′ Ghoddos, 91′ Kpozo. Ammoniti: Bergqvist, Sonko Sundberg (Ö), V. Elm, R. Elm (K). Arbitro: Pandzic

 

Matteo Albanese

Genovese e genoano (pure non in quest'ordine), classe 1997, apprezza particolarmente il calcio minore. Prossimamente in libreria!