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Nonostante i pessimi risultati dagli altri campi, la Roma non si lascia condizionare e prosegue la sua rincorsa battendo la squadra di Allegri e proseguendo così la sua rincorsa alla zona Champions League. Vincere contro la Juventus, anche se ormai i bianconeri sembrano in vacanza, non è mai facile. Le motivazioni in questi casi fanno sempre la differenza.

Il rendimento bianconero delle ultime giornate, parallelo alla matematica dell’ottavo scudetto consecutivo, ha certamente influito. Così, nonostante il depistaggio dei primi minuti, in realtà non c’è mai stata l’impressione che la Juventus volesse realmente vincere la partita. Questo nonostante alcune diverse occasioni ben disinnescate da Mirante arrivato con ieri al quinto clean sheet del campionato (uno in più di Olsen giocando un terzo delle partite dello svedese!), comunque spesso frutto più del caso o di movimenti errati della retroguardia giallorossa che di idee razionali dell’undici di Allegri.

Lo 0-0 del primo tempo sta in realtà strettissimo ad una Roma che approccia alla gara dell’Olimpico con maggiore voglia. Nella ripresa Cristiano Ronaldo, dopo essersi visto annullare una rete per fuorigioco, si rende protagonista di qualche scaramuccia che accende l’animo dei giallorossi che a dieci dal termine trovano il vantaggio proprio con Florenzi, il giocatore che aveva avuto un diverbio col campione portoghese.

In chiusura spazio anche per il raddoppio di Dzeko che sigilla il risultato e regala un filo di speranza ai tifosi giallorossi per la corsa Champions. Juventus non pervenuta: seconda sconfitta nelle ultime cinque partite. Gare da onorare ma spesso e volentieri senza stimoli, che spesso possono alterare gli equilibri del campionato.

La corsa all’Europa ed il futuro della Roma

La stagione che si sta per concludere verrà certamente ricordata per esser stata la prima con una certa discontinuità con gli storici orari del calcio nostrano che potrebbe avere una certa incidenza sulla classifica finale. Un modus operandi che sta di fatto sistematicamente consentendo che non ci siano scontri in contemporanea fra le squadre invischiate nella corsa all’Europa ma che ognuna scenda in campo senza sapere o sapendo già i risultati delle altre contendenti.

Se da un lato questo toglie un po’ di patos alla contesa, per altri versi fa si che spesso ci si ritrovi a giocare potendo fare pochi calcoli ed essendo obbligati a cercare a tutti i costi il risultato per non restare tagliati fuori dalla corsa.

Una corsa mai come quest’anno accesa. Perché le sorprese (leggasi Atalanta e Torino) ed i crolli vari cui abbiamo assistito in queste 36 giornate hanno fatto si che ci si giocherà l’Europa (e la volata Champions in particolare) in tanti e con punteggi relativamente bassi. Per rendere l’idea, ad oggi con 180 minuti ancora devono essere assegnate tutte le posizioni dal 3° all’8° posto.

Ogni incrocio dunque può essere fatale e analizzando il rendimento delle varie compagini ad oggi non c’è nulla che si può dare per scontato. In attesa di capire cosa farà l’Inter, che ha una gara in più da giocare, la Roma intanto a causa dei due punti persi a Genova settimana scorsa si vede costretta a inseguire.

Per i giallorossi il bottino pieno nelle prossime giornate potrebbe non essere sufficiente: eventuali passi falsi dell’Atalanta contro la Juventus e il Sassuolo e del Milan contro Frosinone e Spal sono le altre condizioni necessarie per la Roma affinché il prossimo anno i capitolini possano partecipare per la terza volta consecutiva alla Champions League. Condizione necessaria anche per programmare un certo tipo di futuro, in attesa di capire chi saranno il nuovo direttore sportivo e l’allenatore. 

Roma-Juventus lascia degli spiragli di crescita ci fornisce informazioni anche in vista del futuro: la partita di Manolas su Ronaldo è stata quasi esemplare, mentre in mediana l’apporto di Nzonzi è di altissimo livello nello scontro col compagno di nazionale Blaise Matuidi. Nella retroguardia bianconera Spinazzola si perde clamorosamente Florenzi in occasione del gol, dopo averlo fatto impazzire abbastanza durante tutta la prima frazione. Per Ronaldo invece niente di particolarmente esaltante: curioso però il clima d’assoluta intolleranza del tifo giallorosso, in controtendenza rispetto a molte altre tifoserie. In occasione della rete annullata per fuorigioco moltissimi fischi e tanti juventini mischiati ai romanisti che vengono “Smascherati” e insultati. Situazioni tipiche in altri posti ma ancora di difficile concepimento in Italia, specialmente quando si ha di fronte la Juventus. Fondamentale ovviamente anche l’apporto di Dzeko ed El Shaarawy, vero uomo in più per la Roma 2018-19. Nome certo da cui ripartire. 

Roma-Juventus: Top 

Dzeko – I numeri spesso e volentieri mentono. Oggi però si riscatta: gol e assist per una prestazione di assoluto spessore. Tanta esperienza al servizio della squadra nei momenti cruciali. Avrà smesso di segnare con una certa continuità, ma l’esperienza e il lavoro al servizio della squadra continua ad essere di altissimo livello. 

Pjanic – Ovviamente uno dei più fischiati. Finché c’è in campo la Juve è una squadra e gioca in una determinata maniera. Finito lui, finita la magia. Mette in seria difficoltà la retroguardia della Roma con i suoi lanci lunghi

Roma-Juventus: Flop

Zaniolo – L’effetto di inizio anno è svanito e l’ex Entella sembra esser tornato su standard più bassi. Niente di negativo, ci mancherebbe. Ma la sensazione che partita dopo partita siano nati parecchi equivoci tattici per quanto riguarda lui ce ne sono. Indubbiamente da rispostare sulla trequarti

Spinazzola – Croce e delizia bianconera. Parte molto convinto, ma si perde Florenzi sul più bello. Nome su cui puntare senza problemi, ma da lavorarci sopra. Specialmente qualora i bianconeri decidessero di cambiare allenatore per passare a qualcuno che fa della fase difensiva il suo punto di forza. 

La sobrietà non mi appartiene. Spinto dal Leitmotiv "Chi sa solo di calcio non sa niente di calcio".

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