Roma-Inter, appunti sparsi

Una partita frizzante, divertente e aperta fino all’ultimo. Roma-Inter è stata una di quelle gare che chi non ha particolari preferenze sulle compagini in campo si gusta con molto piacere. L’altro lato della medaglia però ci lascia un punto che serve poco ad entrambe: morale e fiducia, che di questi tempi scarseggia ma da sola non basta per dichiararsi soddisfatti.

Inter e Roma, due squadre allo specchio

Due compagini che vivono momenti diametralmente opposti: sulle ali dell’entusiasmo l’Inter, che partita dopo partita sta collaudando il gioco reperendo tanti punti che la proiettano con il Napoli in lotta per il secondo posto, ad un passo dalla qualificazione dagli ottavi di Champions. Di umore completamente opposto la Roma, che ha già staccato la qualificazione agli ottavi  della Champions ma paradossalmente deve risalire velocemente in classifica, prima che il distacco dal quarto posto si faccia ancor più gravoso.

Le due squadre giocano con grandissima intensità: i giallorossi, con tante assenze (De Rossi, Dzeko, Lorenzo Pellegrini, El Shaaraawy, Karsdorp, Fazio e Coric), cercano di replicare la partita col Real Madrid cercando di imporre il proprio gioco. La voglia di lasciarsi alle spalle la crisi e le critiche è enorme, ma tradisce forse sul più bello. Ne approfitta l’Inter, che trova la via del gol con molta più facilità, ma concedendo forse qualcosa a causa della poca attenzione profusa dalla cintola in giù. D’altro canto, i reparti molto sfilacciati contribuiscono a rendere lo spettacolo in campo più che godibile, con molte occasioni da ambo le parti.

A caratterizzare la gara però è un clamoroso errore dell’arbitro Rocchi in coabitazione con Fabbri al Var: nessuno ha ravvisato irregolarità in un fallo netto di D’Ambrosio su Zaniolo, probabilmente il migliore in campo per i giallorossi. Una situazione che lascia grande incredulità. Stupisce più di ogni altra cosa la sufficienza con cui il Var tratta alcuni frangenti di gara, seguendo un nuovo protocollo che continua a non esser pienamente compreso. Gara condizionata e arbitrata al di sotto la sufficienza: a chiudere in “bellezza” questo triste epilogo ecco un’espulsione un po’ generosa rifilata a Spalletti per un intervento che – ribadiamo – sembra non esserci.

Roma e Inter, un punto per due

L’Inter punge esattamente nell’azione seguente al presunto rigore su Zaniolo con Keita Baldé, momentaneamente vice-cannoniere dei nerazzurri con 3 reti. Nonostante il pesante errore e il rientro negli spogliatoi in svantaggio – che avrebbe potuto far prevedere il peggio viste le enormi difficoltà della Roma difranceschiana quando è sotto nel risultato – i giallorossi trovano il pari con una sassata da fuori di Under, che però non basta per rimettere le cose pienamente a posto. È nell’aria il nuovo vantaggio con Icardi, che ha tutto il tempo del mondo per staccare di testa indisturbato fra Manolas e Juan Jesus e di trovare l’ottava rete stagionale. Da un altro laziale (Kolarov) il gol del definitivo 2-2, senza che le due squadre poi impongano il proprio gioco.

Il pareggio finale lascia pertanto le due squadre non pienamente soddisfatte. In casa Inter c’è rammarico per aver buttato due volte il vantaggio: il biscione palesa ancora delle difficoltà quando vi sono più impegni ravvicinati. A far da contraltare, il fatto che si inizi a prendere consapevolezza dei propri mezzi, sebbene se la stanchezza e la mancanza di lucidità siano state le vere protagoniste. In casa Roma resta principalmente da plaudire la reazione d’orgoglio, nel recuperare il doppio svantaggio, oltre a una serie di prestazioni dei vari giovani in rosa i quali potranno diventare fondamentali in futuro. Ora però, per risalire la china, è necessario non sbagliare più.

Marco Aurelio Stefanini

Marco Aurelio Stefanini

La sobrietà non mi appartiene. Spinto dal Leitmotiv "Chi sa solo di calcio non sa niente di calcio".

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