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Lavori in corso. Qualche lampo, sprazzi ad alto livello ma una retroguardia che penalizza il tutto. Il nuovo corso della giallorosso targato Fonseca parte con mille incognite: Roma-Genoa è un esordio certamente stimolante visto l’avversario in crescita con importanti movimenti sul mercato. Ma difficile aspettarsi una condizione difensiva così disastrata e così tanti errori in tal senso in una singola partita. Situazioni già viste anche nelle precedenti amichevoli precampionato come il lancio alle spalle della difesa e l’attacco del lato debole.

I giallorossi si presentano con 10/11 della scorsa stagione. Coppia centrale Fazio-Jesus a guardia della porta di Pau Lopez e trequarti offensiva completata dai rinnovati Under, Zaniolo e Dzeko con Kluivert a sostituire l’infortunato Perotti. Da quest’ultimo parte l’azione che porta il turco alla prima prodezza stagionale. Il pubblico si diverte, un po’ meno quando Jesus si perde Romero che, su un lancio di Criscito, fa la sponda per il primo pareggio rossoblu con Pinamonti. Quasi disarmante la facilità con cui la Roma riesce ad arrivare nella porta avversaria, come in occasione del nuovo vantaggio siglato da Dzeko, che lanciato da Cristante sulla sinistra dribbla quasi l’intera difesa genoana e deposita in rete la prodezza che lo porta in solitaria al 7° posto dei cannonieri della Roma di tutti i tempi. I primi 45 si chiudono ugualmente in parità per via dell’ennesimo “Pastrocchio” difensivo targato Juan Jesus: intervento alquanto scomposto su Pinamonati. Lopez indovina ma non basta a fermare capitan Criscito. Ad inizio ripresa i giallorossi sembrano leggermente più accorti e trovano quasi subito la terza marcatura grazie ad una punizione di Kolarov, che dà prima l’illusione di essere entrata e poi viene confermata dall’orologio dell’arbitro Calvarese. Il Genoa non sembra più avercene fino al 70, quando un cambio repentino di gioco mette Ghiglione in possibilità di servire Kouame davanti la porta indisturbato, senza che Florenzi o Mancini possano intervenire. Il finale è confusionario ed emerge la stanchezza delle due squadre.

La linea Zemaniana al calcio d’inizio una garanzia: in fase di costruzione un 2-2-5-1, coi due centrali che finiscono spesso ad avere duelli individuali. Eccessivamente negativa la prova in tal senso che però non deve far buttare quel buono che s’è visto dalla cintola in su per 70 abbondanti minuti. Gli stessi due al netto di errori individuali sembrano recepire i movimenti e le posizioni, nonostante tutte le perplessità della piazza. I ricordi di questo calcio superoffensivo sono freschi e anche abbastanza contraddittori, ma per quanto riguarda il prodotto finale si può essere più che positivi. Gli ultimi giorni di mercato serviranno ad ultimare la rosa: un centrale di valore in grado di entrare subito nella rotazioni e che, possibilmente, possa essere in grado di aiutare un Mancini ancora in ritardo, per stessa ammissione di Fonseca. Poi un esterno che sia in grado di sostituire al meglio un Perotti tutt’altro che affidabile, quantomeno fuori dal campo, e un vice Dzeko, anche se visti i risultati odierni sarà anche molto difficile pensare a qualche alternativa veramente in grado di mettere in dubbio le gerarchie offensive. I cambi nella ripresa (oltre Mancini Pastore e Zappacosta) denotano che di spazio per Schik ormai non ce n’è più e che sarebbe meglio trovarsi un’alternativa. Idee precise e concrete fino alla fine. Sperando che il risultato sia qualcosa di più del “A testa alta” che nel postpartita ha sciorinato l’applauditissimo capitan Florenzi. Quest’ultimo un dettaglio da sottolineare: fra lo striscione della curva ad inizio partita e gli applausi dopo la sostituzione del peggiore in campo Jesus sembri che il tifo giallorosso sia quantomeno per ora dalla parte della squadra. I ricordi della scorsa stagione sono belli nitidi e si vuole fare a meno d’altro.

In chiusura, che dire del Genoa? Ostinazione nel rimanere sul pezzo ma soprattutto un pizzico di fortuna, come anche esposto dall’allenatore Andreazzoli in conferenza. Pochi tiri nello specchio (4 contro i 9 della Roma, mentre per gli xG siamo 2.2 a 0.4 per i giallorossi) ma tanta bravura nello sfruttare al meglio gli incredibili svarioni della retroguardia giallorossa. Importante la prestazione di Schone ma di assoluto livello quella del giovane Ghiglione. La coppia Kouame Pinamonti ha dato le sue risposte e in attesa di sviluppi siamo certi che i tifosi genoani potranno godersi una stagione decisamente più tranquilla delle ultime passate. I tifosi della Roma invece? Bisogna attendere ancora. Il Derby alle porte sembra la peggior partita possibile a disposizione, visto anche il modus operandi della Lazio, ma qualora le cose vadano in positivo per umore e tutto sarebbe decisamente più in discesa.

La sobrietà non mi appartiene. Spinto dal Leitmotiv "Chi sa solo di calcio non sa niente di calcio".

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