Roma-Empoli, appunti sparsi: buona la prima del Ranieri Bis

Per riassumere brevemente la serata dell’Olimpico sarebbe sufficiente cercare fra gli Expected Goals della stagione in corso: 1.14 i giallorossi, 0.19 l’Empoli. Il dato dei toscani è il più basso registrato contro la Roma nell’intera stagione. Vuoi per l’avversario, non in serata particolarmente ispirata, vuoi per l’atteggiamento tutt’altro che svogliato dei giallorossi difensivamente parlando. I dettami di Claudio Ranieri sono pochi ma essenziali e da seguire alla lettera, come dimostrato nell’arco dei novanta minuti.

Nella conferenza post gara, Ranieri si è soffermato sulla fase difensiva facendo nomi specifici: marcature a uomo e un libero, questa sera interpretato senza infamia né lode da Marcano. Niente difesa alta (nemmeno un fuorigioco fischiato all’Empoli) ma parti più compatte e allineate. Qualche sbavatura di troppo, come il cercare troppo la palla senza guardare o sentire l’uomo, ma con maggiore abnegazione c’è possibilità di poter recuperare più elementi sembrati completamente inadeguati durante questa prima parte di stagione. Dalla cintola in su invece la Roma mette un formazione abbastanza competitiva.

La manovra non è ancora particolarmente fluida ma sulle fasce permette agli esterni di dare un apporto maggiore. Kluivert ed El Shaarawy sono particolarmente ispirati, con il secondo che apre le danze con una bella prodezza sugli sviluppi di un corner. L’olandese invece, che negli ultimi tempi era stato un po’ dimenticato da Di Francesco nonostante l’infortunio del compagno di reparto Cengiz Under, è stato uno di quelli su cui fin dal primo momento Ranieri a voluto battere. Una specie di quel Menez molto sottotono con Spalletti e successivamente rivitalizzato dallo stesso ex Leicester dopo esser stato ad un passo dalla cessione. Su di lui vanno gran parte dei suoi richiami per cercare di coinvolgerlo maggiormente in mezzo al campo, magari provando a guardare maggiormente i movimenti di Schick, altro nome fin da subito menzionato e posto al centro del nuovo progetto. Fin dalla primo momento Ranieri ha voluto mettere le cose in chiaro: Schick è forte e può giocare assieme a Dzeko.

Oggi il ceco aiuta la manovra e realizza con una bella incornata su assist di Florenzi il gol vittoria. Esultanza rabbiosa alla Rooney che può segnare un nuovo inizio che può portarlo ad essere un leader della squadra. Leader come Nicolò Zaniolo, oggi chiamato nelle veci di trequartista: classica gara di sostanza, con tante botte prese e un’uscita anticipata per il riacutizzarsi del problema avuto qualche giorno fa. Curioso capire come farli giocare tutti assieme: se si va verso il 4-4-2, sarà un continuo ballottaggio sulle corsie fra El Shaarawy, Kluivert, Zaniolo e il rientrante Under.

Curioso capire anche come verrà utilizzato Pellegrini: oggi Cristante ha avuto compiti prettamente difensivi e in zona offensivamente non si è praticamente mai visto. Se invece Nzonzi dopo un inizio molto stentato sembra poter dire la sua in fase di costruzione, per l’ex centrocampista del Sassuolo si aprono le porte della mediana con compiti tutt’altro che offensivi. Ma se nell’immediato la tecnica è quella conservativa, allora stiamo certi che il 4-2-3-1 potrà tornare d’attualità. Quel che è sicuro è l’abbandono definitivo del tanto caro 4-3-3, che mai aveva convinto tutti nonostante i proclami di una campagna acquisti che sembrava potesse portare a Roma i giusti interpreti.

la seconda era del “Tinkerman” parte esattamente come la prima: 2-1 ad una squadra toscana e reti di un ex milanista (ai tempi Mexes ci andò dopo) e di un elemento di spicco tanto acclamato quanto contestato: la prima stagione di John Arne Riise non fu delle migliori a Roma. Al contrario nel secondo anno con le sue prestazioni e i suoi pesantissimi gol divenne uno dei più amati. Lo stesso che i romanisti vorrebbero da Patrick Schick, ora finalmente libero di poter giocare come meglio crede ma soprattutto a mente libera, senza gli equivochi tattici di Di Francesco o la pressione per il cartellino pagato da Monchi.

Ora non si può più sbagliare: sabato a Ferrara per continuare a sognare un posto Champions nella prima di 11 sfide infuocate.

Marco Aurelio Stefanini

La sobrietà non mi appartiene. Spinto dal Leitmotiv "Chi sa solo di calcio non sa niente di calcio".