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Già molte considerazioni significative emergevano dalle prime due sfide del girone D, spunti interessanti che dopo la seconda giornata diventano ormai quasi certezze, soprattutto, se ci si sofferma ad analizzare la delicata sfida tra Repubblica Ceca e Croazia, finita in pareggio 2-2, con lo storico capitano croato Darjio Srna  in lacrime durante l’inno nazionale, nel vivissimo ricordo di suo padre, scomparso durante il match Croazia-Turchia di qualche giorno fa. Partita quasi a senso unico che, dopo le reti dell’interista Perisic e del telento blaugrana Rakitic, viene riaperto e messo in equilibrio solo nella ripresa dal colpo di testa di Skoda al settantaciqnuesimo e dal rigore realizzato da Necid al quarto minuto di recupero. Per il resto, la Repubblica Ceca soffre in ogni reparto ed i dati sono preoccupanti come la situazione attuale nel girone, nonostante il punto guadagnato nel finale.

Due realtà molto diverse in campo, accomunate però dall’assenza di titoli mondiali o europei in bacheca, e da cambiamenti, se pur opposti, negli ultimi anni. Ad essere migliorata in modo particolare dall’ultima competizione è la Croazia di Ante Čačić, che, sostituito Kovac, ha preso le redini di una squadra che sta schierando nelle sue file giocatori sempre più conosciuti a livello europeo. Oltre agli ormai famosissimi campioni Luka Modrić e Ivan Rakitic, infatti, la formazione in maglia quadrettata ha preso sempre più conoscenza del nostro campionato, convocando calciatori come Mario Mandžukić, reduce da un’ottima annata con la maglia bianconera, Ivan Perisic, esterno di un’altra grande realtà italiana ed in rete oggi, o Šime Vrsaljko, difensore del Sassuolo cresciuto moltissimo nell’ultimo anno proprio con la maglia neroverde. Questi ovviamente, sono solo alcuni esempi di calciatori prelevati dalla nostra Serie A, che oltre a presentare professionisti ormai a carriera avviata, è stata capace di realizzare giovani promesse come Mateo Kovačić, partito giovanissimo alla Dinamo Zagabria e formatosi poi in due anni e mezzo all’Inter, chiudendo con 97 presenze ed 8 reti prima di passare al Real Madrid, il 18 Agosto 2015. Mai particolarmente ammirato da Zidane, il talento croato ha poi trovato spazi solo con l’ormai ex allenatore blancos Rafa Benitez, e ora, le notizie che trapelano dal club, sembrano parlare addirittura di una sua possibile cessione, ad un valore ovviamente molto superiore di qualche anno fa. La Croazia ha poi dimostrato di non essere solo individualità, ma di aver trovato un gioco di squadra già durante le qualificazioni, chiudendo al secondo posto, proprio dietro di noi, un girone che, anche se con poche insidie, qualche fastidio lo poteva celare. Il tecnico Čačić insomma, ancora non fa rimpiangere il suo predecessore.

La Repubblica Ceca, dal canto suo invece, può vantare un primo posto nel girone degli ultimi campionati europei, dopo aver perso la prima partita 4-1 infatti, la formazione Ceca ha avuto un moto d’orgoglio ed è riuscita, grazie anche ad una combinazione favorevole di risultati, ad accedere ai quarti di finale, inchinandosi poi ad un Portogallo in gran forma, con Cristiano Ronaldo che affondò gli avversari con un colpo di testa a dieci minuti dal novantesimo. A livello di grandi nomi la Repubblica Ceca da qualche anno ha perso qualcosa, i fedelissimi (ed anch’essi vecchie conoscenze del campionato italiano) Pavel Nedvěd, Marek Jankulovski o Tomáš Ujfaluši ormai non scendono più da giocatori professionisti su campi da calcio, avendo tuttavia lasciato un ottimo ricordo ed un grande vuoto nella nazionale Ceca, che oggi può vantare, a livello di notorietà europea, solamente due giocatori dell’Arsenal, un gran portiere come Petr Čech ed un centrocampista caparbio del calibro di Tomáš Rosický, completando poi la formazioni con conoscenze, se pur onorevoli, parzialmente sbiadite dalle collocazioni non molto prestigiose. I risultati sono stati evidenti, una sconfitta con la Spagna ed un pareggio raggiunto al novantaquattresimo sono il misero bottino raggiunto in due gare dalla formazione allenata da Pavel Vrba. Un guadagno ancora troppo povero per poter puntare almeno al passaggio del turno.

Ciao a tutti, sono Dario e vengo dalla provincia di Monza e Brianza. Mi piace seguire, commentare e discorrere di eventi calcistici che seguo con regolarità.

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