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I pronostici di inizio anno piacciono a tutti e a nessuno. Chi si pronuncia spesso lo fa per sentirsi a posto con il mondo, dalla serie “io ve l’avevo detto”, frase pronta ad essere messa sul tavolo per acquisire un po’ di autorevolezza. Si sa, però, che la smentita può celarsi dietro al primo angolo chiamato settembre. Un mese incredibilmente ostacolante perché le previsioni vengono spesso rispedite al mittente. C’è da dire che se sei una squadra di calcio da media classifica e ti ritrovi improvvisamente a guidare un campionato, il discorso è un altro. Soprattutto se nell’ultima stagione hai chiuso al decimo posto con poca convinzione.

Il Rennes è la sorpresa di Ligue 1

Rennes' coach
Fonte: pagina Facebook Stade Rennais FC

Contestualizzare, sì: Ligue 1, quarta giornata appena conclusa e ti chiami Rennes. Altra sbandata di fine agosto? Questo caso potrebbe rivelarsi l’eccezione. I rossoneri hanno fatto parlare di loro per essere riusciti nella grande impresa di battere il Paris Saint Germain in campionato, la squadra che di titoli ne ha (stra) vinti 6 negli ultimi 7 anni. Non solo: aggiungiamoci che poco più di 4 mesi fa la stessa situazione si è verificata in una finale di Coppa di Francia che ha strappato ai parigini il titolo, allora il discorso è davvero tutto diverso. Trofeo conquistato e finito in una bacheca che non veniva aggiornata dal 1970/1971, anno in cui il Rennes ha vinto la sua ultima Coppa di Francia e l’unica Supercoppa francese della sua storia, tra l’altro divisa a metà con il Marsiglia. Con il risultato fermo sul 2-2 dopo i tempi supplementari, non è stato possibile calciare i rigori per un’invasione di campo. Storia da non credere…

Rennes, primo in classifica a quota 9. Primato condiviso con il Nizza (con la squadra di Patrick Vieira è arrivata la prima sconfitta in Ligue 1, al 91’), PSG e Angers. Eppure dietro la formazione allenata da Julien Stéphan (alla guida dal dicembre del 2018) c’è tanto da raccontare. La vittoria contro Cavani, Mbappè, Di Maria e compagni (quel giorno erano tutti in campo) non è stata un caso. M’Baye Niang e Romain del Castillo hanno svoltato completamente il match dopo la rete del Matador. Una prova di forza di una formazione che si sta presentando ai suoi avversari con un 5-3-2 di equilibrio e intelligenza, qualità messe in campo anche il 27 aprile scorso quando da un 0-2 firmato Dani Alves e Neymar i rossoneri sono riusciti ad agguantare il pareggio grazie all’autogol di Kimpembe e alla rete di Mexer al 66’, aggiudicandosi coppa e match dopo i calci di rigore.

Che aspettarci da Niang e compagni

Rennes-Nice 1-2
Fonte: pagina Facebook Stade Rennais FC

Vittoria che ha permesso al Rennes di disputare la finale di Supercoppa francese in cui Mbappe e Di Maria hanno risposto alla marcatura di Hunou che non ha potuto evitare la sconfitta. Non solo: alzando il trofeo al cielo, i rossoneri si sono guadagnati l’accesso all’Europa League e nella fase a gironi incontreranno la Lazio, Celcti e Cluj. La rosa allestita per la nuova stagione è stata creata da un mix di giovani promesse e di giocatori che si sono già affermati in altre realtà. Chi salta subito all’occhio è Jakob Johansson, il centrocampista che con il suo gol ha negato l’accesso al Mondiale di Russia 2018 all’Italia. Il classe ’90 ha segnato l’1-0 dell’andata tra la Svezia e gli azzurri, marcatura che poi è risultata fatale per Gian Piero Ventura.

Alla fine neanche Johansson ha partecipato a quel Mondiale per un infortunio rimediato nella sfida di ritorno a San Siro. Problemi che lo hanno lasciato ai box da gennaio ad aprile della scorsa stagione, facendogli perdere anche il posto da titolare. In questa stagione, per altro, è rimasto sempre in panchina senza mai vedere il campo. La mediana titolare è composta da Clèment Grenier, Eudardo Camavinga e Benjamin Bourigeaud. Il primo è un ex trequartista, adattato al ruolo di regista per la sua capacità di vedere il gioco. Recente conoscenza del calcio italiano – da gennaio a giugno 2017 ha militato nella Roma, 6 presenze per lui – ha il compito di far crescere chi ha intorno. Camavinga  è un 2002 di grandi prospettive. Cresciuto nelle giovanili rossonere, ha già collezionato 10 presenze in prima squadra, ritagliandosi da inizio stagione un ruolo da protagonista.

Edoardo Camavinga e altri talenti

Rennes celebrating
Fonte: pagina Facebook Stade Rennais FC

Nato in Angola, ma ha anche la cittadinanza francese. Inutile dire che è già seguito con molta attenzione essendo diventato il più giovane debuttante in Ligue 1 – 16 anni, 4 mesi e 27 giorni – dopo la sfida di campionato contro il Nimes del 6 aprile 2019. Dall’altra parte Bourigeaud, centrocampista centrale di esperienza nonostante l’anno di nascita  – 1994 -, cresciuto e maturato calcisticamente al Lens dalle giovanili alla prima squadra. Niang, vecchia conoscenza del Milan, è oggi una certezza del Rennes. Dopo il palo colpito al Camp Nou che i tifosi del Milan ancora ricordano, ha fatto un viaggio da rossonero a rossonero passando per Montpellier, Genoa, Torino e Watford prima di arrivare alla corte di Olivier Lètang, presidente del Rennes.  La scorsa stagione ha chiuso con 29 presenze e 11 gol, quest’anno ne ha già siglati 2 in 4 apparizioni.

Al suo fianco, non c’è ancora un vero e proprio titolare. L’indiziato numero uno sembrerebbe essere Flavien Tait, anche se ha già saltato 3 partite per una squalifica. Da non perdere di vista del Castillo, classe ’96, centrocampista molto offensivo dotato di grande corsa e dribbling, ma che deve ancora perfezionarsi in zona gol. Il talentino da scoprire e da valorizzare, invece, è sulla fascia sinistra. Christ-Emmanuel Faitout Maouassa, seconda stagione al Rennes intervallata dall’esperienza al Nimes dell’annata scorsa. Classe ’98, è nel gruppo dei giovani prospetti da continuare a seguire. Ci sono tutti gli ingredienti per mettere a segno una stagione sorprendente. In campionato, come in Europa. Squadra giovane, ma con la giusta esperienza fatta di qualità e intelligenza: dove arriverà il Rennes?

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