Racing campione 2018/19, tra Milito e Lisandro Lopez

È stata un’annata folle, per certi versi molto poco chiacchierata: sarà che la finale di Libertadores ha assunto dei connotati epici un po’ troppo esaltanti da minare l’aficion del calcio argentino. Fortuna ha voluto che il campionato, da diversi anni fuso in un’unica tornata, ha visto il Racing campione 2018/19. Il titolo dalle parti di Avellaneda mancava da 5 anni, ovvero dalla prima e unica edizione definita “Transicion“, che avrebbe poi aperto strada alla formula a 30 squadre, oggi 26 con 25 partite giocate da ciascuna nell’arco di otto mesi. Il Racing ha avuto un rendimento quasi perfetto con 57 punti sui 75 disponibili e l’imbattibilità casalinga che dura da maggio dello scorso anno. Simbolo di questo trionfo il sempiterno Lisandro Lopez, tornato alla base dopo importanti stagioni in Europa e finalmente decisivo per la squadra con cui tutto è incominciato più di 15 anni fa. Importante anche il lavoro dell’allenatore Eduardo Coudet, al primo trofeo in carriera d’allenatore. Il suo 4-4-2 mascherato, con Nery Dominguez arretrato quasi sulla linea dei centrali, ha permesso a La Academia di avere con sole 16 reti subite una difesa quasi imperforabile. Il vero segreto, questo, del Racing campione 2018/19.

Racing campione 2018/19
Fonte: racingmaniacos.org

Racing campione 2018/19, ma altre squadre rivelazione

Le 25 giornate avvincenti che hanno lasciato il fiato sospeso hanno dunque decretato il Racing campione 2018/19 d’Argentina. C’è stato grande equilibrio per lunga parte dell’anno e a metà del campionato vi erano 3-4 squadre molto attaccate. Il Racing è rimasto però in vetta per tutto il campionato, affiancato prima da più squadre e successivamente ritrovatosi a duellare con una incredibile sorpresa: fino alla penultima giornata infatti è rimasto vivo più che mai il sogno del Defensa y Justicia, condannato definitivamente dal pareggio contro l’Union de Santa Fe che ha regalato al Racing il titolo. La piccola compagine di Florencio Varela, nella provincia di Buenos Aires, è rimasta per ben 19 giornate imbattuta, salvo poi crollare sul più bello lasciando al Racing il titolo con una giornata d’anticipo (nell’ultima giornata si sarebbero affrontati proprio Racing e Defensa) garantendosi comunque un posto nella prossima Copa Libertadores dopo aver debuttato in Copa Sudamericana nelle ultime due stagioni. Artefice di questo miracolo è stato l’allenatore Sebastian Beccacece. Allievo di Sampaoli alla U de Chile, tanti schemi e un calcio a trazione anteriore in perfetto stile bielsista. Veri eroi di questa impresa sono Matias Rojas, autore di 10 reti, il difensore scuola Newell’s Old Boys Lisandro Martinez e Alexander Barboza, l’estroso numero 10 Leonel Miranda. Una macchina guidata quasi alla perfezione per un’impresa che sarà molto difficile ripetere.

A seguire per un po’ vi sono stati anche il Boca Juniors e il River Plate, abbastanza distanti fin dall’inizio e mai veramente interessate alla lotta per il titolo, vista la Libertadores e le energie impiegate che hanno fatto accantonare il resto. Alla fine gli Xeneizes chiudono la classifica a 51 punti, mentre il River Plate resta a 45, avendo perso diverse partite nel mese di dicembre, forse ancora frastornati dalla festa per il trionfo in Libertadores. Logico aspettarsi da parte del Racing una condizione lineare, molto stabile e magari anche attenta a restare sul pezzo nei momenti caldi. Per quanto riguarda la qualificazione alla Copa Sudamericana vi sono Atletico Tucuman, Velez, i cugini dell’Independiente, l’Union de Santa Fè e l’Huracan, mentre a retrocedere i due San Martin, l’uno di San Juan e l’altro di Tucuman, il Belgrano e il Tigre, che si era piazzato in zona utile per la Copa Sudamericana ma aveva accumulato negli ultimi 4 anni punteggi a fine campionato troppo bassi che hanno fatto lievitare la media verso il basso e di conseguenza condannato alla categoria inferiore.

Racing campione 2018/19
Fonte: Sport Mediaset

Racing campione 2018/19, la vittoria di Diego Milito

Dietro ogni grande vittoria c’è sempre un grande attaccante, e il Racing campione 2018/19 non fa eccezione. Cinque anni fa, anche se non più in forma smagliante, fu Diego Milito. Oggi l’idolo di casa è Lisandro Lopez. Tornato nel 2016 a casa dopo un girovagare per l’Europa fra Porto, Lione, l’esperienza asiatica dell’Al-Gharafa e l’Internacional di Porto Alegre, El Bandoneonista Lisandro Lopez si è ripreso la fascia di capitano e dopo tre stagioni a livelli medio-bassi è arrivata l’esplosione: 17 reti, di cui alcune molto pesanti, in 24 partite e il titolo di capocannoniere del torneo, esattamente come ai tempi del Porto. Alla veneranda età di 36 anni, 24 presenze dal primo minuto perlopiù per 90 minuti, venendo sostituito molto raramente.

Marcature abbastanza distribuite durante tutto il corso dell’anno con una lievissima flessione nella parte finale, salvo poi segnare alla terzultima contro il Belgrano una delle reti più importanti. Ricordo indelebile nelle menti dei tifosi, che di punto in bianco hanno deciso di dedicargli una via vicino al celebre “Cilindro”, il vero e proprio tempio del Racing. Compagno di reparto quel Dario Cvitanich ex Ajax e Nizza: Lisandro Lopez e il Racing campione 2018/19 devono molto anche alle sue otto reti. Altro elemento di spicco sicuramente Guillermo Fernandez, scuola Boca che dalle parti di Avellaneda ha trovato la sua dimensione ideale. Altri pezzi da novanta indubbiamente l’ex Villarreal Leonardo Sigali e i cileni Gabriel Arias e Marcelo Diaz. Una compagine di altissimo livello che la prossima Libertadores vorrà sicuramente mettersi in mostra, visto che l’ultima è stata vinta più di 50 anni fa. Il Racing campione 2018/19 non ha intenzione di smettere di sognare.

Marco Aurelio Stefanini

La sobrietà non mi appartiene. Spinto dal Leitmotiv "Chi sa solo di calcio non sa niente di calcio".