Questo è il calcio in Corea del Nord

Che ci sia vita anche in Corea del Nord è cosa nota. Il paese asiatico ed il suo tanto sgangherato quanto cinico leader Kim Jong sono infatti saliti agli onori delle cronache per i ripetuti test nucleari che minacciano in questi mesi gli equilibri internazionali. È così che abbiamo imparato a conoscere, per quanto sia possibile conoscere una nazione censurata al resto del mondo, usi e costumi (piuttosto antiquati) dei cugini della Corea “occidentale”, quella del Sud. Ed è così, e grazie anche all’avvento di Marcello Lippi sulla panchina della nazionale cinese, che abbiamo scoperto che anche in Corea del Nord si gioca a calcio.

No, la Corea del Nord non si è qualificata ai Mondiali di Russia 2018. Ma questo lo sapevamo già. E del resto non è che la cosa possa considerarsi così grave, soprattutto tenuto conto che lo stesso obiettivo è stato fallito da squadre più blasonate di quella di Kim come, ad esempio, l’Olanda o la nostra Italia (non ci vengono altri esempi purtroppo). Anzi, a volerla dire tutta la nazionale nord-coreana è stata anche un poco sfortunata considerato che ha chiuso il suo girone di qualificazione con Uzbekistan, Filippine, Bahrein e Yemen al secondo posto collezionando 16 punti sui 24 a disposizione: un bottino non sufficiente (per un solo punto) ad essere ripescata tra le migliori seconde e partecipare così al terzo ed ultimo round di qualificazione.

Ma quello della Corea del Nord è del resto un movimento che, come tante altre cose nel Paese, nasce con un’altra finalità. Quella propagandistica. Il classico Panem et circenses da gettare in pasto alla folla per distogliere l’attenzione dai problemi che realmente affliggono la nazione. Come accaduto lo scorso 5 settembre quando a Pyongyang le porte del Kim Il Sung Stadium si sono aperte, gratuitamente, per ospitare il match di qualificazione alla Coppa d’Asia con il Libano. Una partita scoppiettante, chiusasi sul 2-2, che ha visto i padroni di casa in vantaggio fino al 94’ quando la rete di Maatouk ha ristabilito la parità gettando nello sconforto i circa 30 mila spettatori, prevalentemente studenti, accorsi nell’impianto più per inneggiare a Kim Jong che per sostenere la nazionale di casa.

Perché Corea del Nord-Libano è stata una partita giocatasi in un clima surreale davanti ad un pubblico ignaro dei test nucleari condotti appena due giorni prima dal regime di Pyongyang e documentata dal corrispondente del Bleacher Report, James Montague, in un reportage pubblicato lo scorso 12 dicembre, che potete trovare per intero a questo link, che racconta come viene vissuto il calcio nel Paese.

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