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Un avvio stentato, un lento recupero e poi l’esplosione. Si possono riassumere così le venti giornate di campionato del Lione neo capolista della Ligue1. Una squadra rifondata ed ancora in rifondazione che sembrava ben lontana dai fasti delle esaltanti stagioni comprese tra il 2002 ed il 2008. Cosa per altro che sembrava certificata dall’eliminazione nel preliminare di Europa League per mano dell’Astra Giurgiu, club rumeno non propriamente noto ai più.

Eppure qualcosa è cambiato da questa estate. Merito sicuramente del tecnico Houbert Fournier, uomo che ha nelle vene un po’ del masochismo e della sfrontatezza tattica di Zeman. Ma merito anche di un progetto di rifondazione avviato a partire dal 2009 che ha dato un taglio alle folle spese del passato in nome del Fair Play Finanziario. Abbattimento del monte ingaggi (arrivato a superare i 90 milioni), stadio di proprietà (sfruttando le opportunità derivanti dall’ormai imminente Europeo 2016) e largo ai giovani della cantera, da sempre uno dei fiori all’occhiello della società ed in generale al top nel panorama calcistico francese ed europeo, che oggi rappresentano otto undicesimi della squadra titolare.

Emblema ed apice del progetto è il centrocampo a tre tutto made in Lione. Oltre a Gonalons, venticinquenne sogno di mercato del Napoli, spiccano il gioiellino Corentin Tolisso, classe ’94, e Ferri, giovane promessa classe ’92. Ma una menzione meritano pure il portiere Lopes, secondo meno battuto del campionato, ed il centrale di difesa Samuel Umtiti, ventunenne camerunense naturalizzato francese, Campione del mondo Under 20 nonché uno dei prospetti più interessanti nel panorama europeo. Milan e Juventus gli hanno già messo gli occhi addosso. Così come del resto madama, negli ultimi anni attenta al movimento transalpino, ha messo gli occhi su un altro gioiello del club del Rodano: Yassine Benzia. L’attaccante, classe ’94, viene considerato dalla stampa francese il nuovo Benzema.

Ma sono due le vere star del Lione. La prima è Alexandre Lacazette, centravanti di belle speranze (ha appena 23 anni), con un innegabile fiuto del gol. Sono 17 le reti messe a segno in 19 partite disputate. Tante quante bastano al momento per essere il capocannoniere del campionato. Niente male quando i tuoi concorrenti si chiamano Cavani, Ibrahimovic o Gignac. Ci sono club che sarebbero pronti a mettere sul piatto milioni e milioni di Euro pur di arrivare al giocatore. Ma c’è da scommettere che Aulas, il presidente del club, tipo già di per sé non particolarmente simpatico specialmente quando c’è da negoziare, venderà cara la pelle. Così come vita dura avrà chi tenterà di mettere le mani sull’altro talento naturale di casa, il ventunenne Nabil Fekir, che con la maglia numero dieci sulle spalle sta facendo innamorare i tifosi de La Gerland.

Come finirà la corsa al titolo è ovviamente tutto da vedere. La corazzata PSG, l’esperienza di Bielsa e l’outsider Saint-Etienne rendono il campionato avvincente. Ma sicuramente il modello Lione fatto di programmazione, investimento sui giovani e capacità di saper aspettare, è destinato a diventare di esportazione. Speriamo anche nella nostra Serie A.

Controller, giornalista, scrittore, blogger di insuccesso. Padre e marito. Laziale da sempre. Sono molto più simpatico dal vivo!

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