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Novanta minuti per tentare di sbloccarsi definitivamente dopo alcune uscite non troppo positive che hanno allontanato seppur di poco i due club dalla vetta della classifica. Questo sarà la prima sfida stagionale fra il Chelsea di Antonio Conte e il Manchester United di Josè Mourinho in programma domenica pomeriggio a Stamford Bridge (ore 16 locali). Non sarà forse una gara alla vigilia ricca di risvolti psicologici e di storie nascoste nelle pieghe della trama principale. Non c’è insomma forse il fascino che può avere un duello Mou-Wenger o Mou-Ranieri. Del resto questa è solo la seconda sfida assoluta fra i due tecnici dopo l’unico precedente di sette anni fa quando il salentino guidava l’Atalanta ed il portoghese l’Inter. Basti pensare che il tecnico italiano ha avuto parole al miele per il suo avversario: “E’ stato un manager importante per il Chelsea. Con la società e i giocatori ha scritto la storia di questo club“. Ma sarà certamente un match dal quale ci si aspetta molto data la sapienza tattica di due tecnici che per certi versi si assomigliano molto.

I blues sono reduci dalla vittoria di domenica su un Leicester abbastanza arrendevole. Un secco 3-0 che ha permesso alla squadra di Conte di portarsi a -3 dalla vetta attualmente occupata dal Manchester City. Il tecnico ex Juve dovrà però risolvere la grana Diego Costa, capocannoniere attuale dei blues con 7 gol segnati, che ha avuto un acceso diverbio con Conte al termina della sfida contro i Foxes. Dietro allo spagnolo agiranno i soliti William e Hazard con quest’ultimo che potrebbe giocare più vicino all’ex Atletico Madrid anziché muoversi come al solito prevalentemente sull’esterno. Per il resto sarà il solito collaudato 3-4-3 con l’ex viola Marcos Alonso e Moses sulle corsie esterne supportati al centro da Matic e Kantè. Obiettivo del Chelsea è superare il recente periodo di appannamento che, stando ai rumors che arrivano da Londra, sembra aver anche leggermente incrinato il rapporto di fiducia tra Conte ed il resto dello spogliatoio.

In casa Red Devils invece le cose sembrano iniziare a girare per il verso giusto. Dopo i primi segnali in campionato la sfida di Europa League contro il Fenerbahce ha finalmente certificato il risveglio di un Paul Pogba che sembra finalmente essere tornato ad altissimi livelli. Forse aiutato dal nuovo ruolo che lo vede piazzato assieme a Carrick davanti la difesa. Lo 0-0 contro il Liverpool ha portato la distanza dalla vetta a 5 punti e ha acceso le solite polemiche sul difensivismo estremo di Mourinho. Ma il tecnico portoghese in fondo è questo, uno che predilige l’ordine e la disciplina allo spettacolo. Certo, perché tutto funzioni a meraviglia però oltre a non prenderle bisognerebbe anche segnare. A questo dovrà pensarci Ibrahimovic, a secco dal derby casalingo perso contro il City. Lo svedese sarà supportato dal solito terzetto composto da Lindgard, Rashford e Mata, con Wayne Rooney ancora fuori dall’undici titolare (clicca qui per leggere il nostro approfondimento). Lo spagnolo, ex di turno assieme all’allenatore portoghese, è diventato in breve tempo una pedina fondamentale dello scacchiere dei Red Devils, nonostante fosse in estate finito sul mercato.

L’ultima vittoria del Manchester risale al febbraio 2012: da allora 3 vittorie dei Blues e 4 pareggi. Una sfida aperta ad ogni risultato, con due maestri di tattica pronti a duellare fino all’ultimo minuto.

La sobrietà non mi appartiene. Spinto dal Leitmotiv "Chi sa solo di calcio non sa niente di calcio".

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