Premier League: Leicester schiaccia City, Arsenal is next?

Può una squadra che fa il 35% di possesso palla divertire, emozionare, ma soprattutto essere prima nel campionato di calcio più bello del mondo? Dopo 25 giornate il Leicester continua a dimostrarci che si, è più che possibile.

La 25^ giornata di Premier League si conclude ancora una volta nel segno delle Foxes di Claudio Ranieri  ottengono un altro strepitoso ( non saprei se ancora sorprendente ormai) risultato contro il Manchester City del separato in casa Manuel Pellegrini. L’1-3 con cui la capolista stende la sua diretta inseguitrice lancia due messaggi chiari: il primo è che il Leicester ne ha ancora. Può non gestire il possesso per la maggior parte del tempo, può esserci l’ansia di vedere questa striscia positiva finire da un momento all’altro e può essere una squadra che non crea molte occasioni, ma senza dubbio è una squadra letale. 7 tiri nello specchio in totale, 3 reti fatte di cui due da parte di un difensore, Huth  e una dopo 3 minuti di gioco. Stupendo poi il gol dello 0-2 a firma Mahrez, che servito da Kantè supera prima Fernandinho e poi con un doppio passo Otamendi, prima di concludere oltre Hart.

Ma il Leicester ne ha soprattutto per la grinta con cui difende, con cui pressa e con cui raramente fa arrivare gli avversari nei pressi della propria area. Vardy, così come Okazaki inseguono il pallone per tutto il campo, non lasciano un attimo di tregua e se necessario scattano fino alla propria area per aiutare i compagni e lo stesso vale per Kantè e Drinkwater a centrocampo. Stiamo assistendo ad una squadra che sull’onda dell’entusiasmo sta compiendo imprese sportive incredibili.

Il secondo messaggio riguarda il fronte Manchester City, che nella partita di Sabato è sembrata una squadra allo sbando, incapace di reagire ai colpi inferti e con un allenatore che dopo aver ricevuto la notizia di sfratto a fine stagione, è sembrato già con la testa altrove.

Chi ora quindi si fa sotto come prima inseguitrice del Leicester è l’Arsenal, che sbriga con un 2-0 la pratica Bournemouth a timbro Ozil e Oxlade-Camberlain, che nel giro di sessanta secondi piegano i padroni di casa.

Vittoria importante quella dei Gunners, che permette loro di continuare nella marcia verso la vetta e soprattutto permette di acquisire nuovamente i 3 punti dopo una sconfitta e un pareggio. Prestazione importantissima però perché può caricare in vista della prossima partita, una gara mai così importante come in questa situazione, quella contro il Leicester.

A dividere il secondo posto con l’Arsenal c’è il concittadino Tottenham di Mauricio Pochettino. Per gli Spurs è un periodo magico, 3 risultati positivi di fila prima della vittoria nell’ultimo weekend contro il Watford, che forse può lanciare la meno chiacchierata delle grandi (perché per giocatori, gioco e maturità dell’allenatore va considerata tale) a raggiungere una capolista che per ora sembra irraggiungibile.

Contro il Watford è solo 1-0 firmato Trippier, ma bisogna vedere oltre il risultato per comprendere lo stato mentale attuale di questa squadra. 65% di possesso palla, 25 tiri in totale e 81% di passaggi riusciti, a fronte di sole 3 conclusioni provate dagli avversari.

Attenzione anche alla difesa del Tottenham: 92% dei contrasti vinti che dimostrano uno stato di forma impeccabile e un’aggressività che porta in alto la squadra di North-London, forse al punto da poter impensierire chi sta più in alto di tutti.

Spostandoci nei quartieri più ricchi di Londra e molto più in basso in classifica troviamo il Chelsea, sempre in modalità rilancio per provare a tornare nelle zone europee col traghettatore Guus Hiddink,  impegnata contro il Manchester United in uno dei classici della Premier League.

Partita che termina 1-1 con le reti di Lingaard per lo United (al 64’ il ventitreenne riceve palla da sinistra e si gira piazzando sotto l’incrocio il pallone, gol che merita di essere visto) e di Diego Costa in pieno recupero per i Blues.

Partita dominata dall’equilibrio: 50% di possesso palla per entrambe, 16 conclusioni totali per il Chelsea contro le 17 dei  Red Devils, 10 calci d’angolo a favore Blues contro 11 per lo United.

Insomma un pareggio che dimostra la fase di transizione di queste due squadre, in cerca di identità e di una guida fuori dal campo. Se per Guus Hiddink infatti si può dire con certezza che sia una figura di passaggio, lo stesso non si può dire per Van Gaal, uomo che ha speso 344 milioni in due sessioni estive di mercato, che ad ora lotta per entrare in Champions e che non vuole saperne di abbandonare o ammettere le proprie colpe, al punto che ormai ogni sua conferenza stampa è diventata una lotta all’ultima battuta tra lui e i cronisti inglesi.

Altra squadra non in scia positivissima il Liverpool, che vede il ritorno in panchina di coach Jurgen Klopp (aveva saltato l’ultima partita per una sospetta appendicite), ma  non il ritorno alla vittoria.

Dopo essere passati in vantaggio addirittura per 2-0 grazie al solito Firmino che sigla il primo gol e che poi serve l’assist per Lallana, i Reds subiscono la rimonta del Sunderland ad opera di Adam Johnson (Mercoledì in tribunale perché accusato di aver fatto sesso con una minorenne) e Jermaine Defoe. Ad Anfield però un episodio particolare accade al 77’, quando i tifosi della Kop abbandonano il loro posto in segno di protesta per l’aumento dei prezzi dei biglietti da 59 a 77 sterline (anche se solo per le prossime 6 partite).

Molto bella anche la prestazione dell’Everton, che vede il ritorno al gol di Lukaku (16 gol per il Belga a meno 2 dal capocannoniere Jaimie Vardy) e schianta per 3-0 lo Stoke City di Marko Arnautovic (da seguire fino a fine stagione l’austriaco che pare essere finito nelle mire del PSG).

Queste le altre partite della giornata:

Aston Villa-Norwich 2-0

Newcastle-WBA 2-0

Swansea-Crystal Palace 1-1

Southampton-West Ham 1-0

Mario Mancuso

Mario Mancuso

Piccolo calciofilo, adolescente baskettaro, mai e poi mai adulto ma per sempre amante dello sport e delle storie che è in grado di raccontare e farci vivere.

Yes No