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Ci sono i primi della classe e ci sono quelli che stanno in un angolo, laggiù, col cappello da asino, hanno la pagella pieno d’insufficienze e alzano la media solo i voti in religione ed educazione fisica. Il Parma 2014/2015 fa parte della seconda categoria.

Voto 6,5 a Jonathan Biabiany, di sostegno. Perché è difficile sostenere la battaglia con l’aritmia cardiaca e perché l’unica notizia che lo può consolare (o fare arrabbiare) è che non giocando almeno non legherà il suo nome al peggior Parma degli ultimi venticinque anni o giù di lì.

Voto 7 alla provvidenziale Coppa Italia, perché almeno salva in parte un’annata orribile. Giochi i quarti, in casa, con una chance su partita secca di volare in semifinale. Forse si potrebbe anche sognare, se non fosse che va affrontata la Juventus.

Voto 6 alla nuova gestione perché almeno sta provando a far qualcosa: Nocerino, Varela, il Cebola Rodriguez sono colpi interessanti. Il problema è che non si sa in che condizioni arriveranno e che forse è troppo tardi.

Ok, finite le sufficienze, ora andiamo con le cattive notizie:

Voto 5,5 ad Antonio Cassano perché dopo le prime giornate ha deciso di abbandonare la nave. Non si può biasimare, però le continue strizzate d’occhio ad altre società e la palese insofferenza in campo non aiutano in un momento balordo.

Voto 5 al povero Donadoni, che ha perso la bussola con gli infortuni di Paletta e le disgrazie di Biabiany e non l’ha più ritrovata. Ma non si possono imputare troppe colpe a un capitano che possiede una barca con troppe falle per esser aggiustata. Che è anche il motivo per cui il capitano della barca è ancora al timone.

Voto 4 alla grottesca cessione della società: sia per le cifre dell’affare che probabilmente nascondono una montagna di debiti, sia per il mistero che aleggiava sulla nuova proprietà e perché il passaggio di mano è stato gestito in maniera dilettantistica da un punto di vista di comunicazione e trasparenza, distraendo l’ambiente.

Voto 2 a una difesa da film dell’orrore, la peggiore di A con 41 gol presi. Scorrendo i giocatori impiegati nessuno è da salvare: dai disastrosi portieri (con Iacobucci in prima fila) sino ai centrali passando per gli esterni di fascia. E non si può usare come unico alibi il tramonto di un giocatore come Paletta, è l’intero reparto che manca di organizzazione.

Voto 3 al mercato estivo, perché l’arrivo di Lodi non ha migliorato la situazione in mezzo, dove si sente tantissimo la mancanza di un giocatore costante come Parolo, è mancato un ricambio in difesa di sicura affidabilità e la situazione centravanti è stata gestita in maniera grottesca non riuscendo mai a colmare un evidente bisogno in organico e costringendo di fatto a reinventare il proprio miglior giocatore (Cassano) per tutta la stagione.

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