Il paradosso del Feyenoord

Dopo aver contribuito lo scorso 2 dicembre a riaprire l’Eredivisie con la vittoria (2-1) sul PSV, con il 6-2 rifilato all’Ajax nell’ultima giornata di campionato il Feyenoord ha praticamente riconsegnato le sorti del campionato nelle mani della squadra di Van Bommel e ridimensionato le aspettative dei lancieri.

Strana stagione quella del Feyenoord. La squadra di Rotterdam, che appena due anni fa vinceva il suo quindicesimo titolo di Campione d’Olanda dopo 18 anni di astinenza, sta faticando terribilmente a trovare la sua connotazione.

Dopo diciannove giornate di campionato la squadra allenata da Giovanni van Bronckhorst occupa con 39 punti la terza piazza in classifica a -13 dalla capolista PSV e -8 dal club di Amsterdam. Un piazzamento frutto di un rendimento piuttosto altalenante. Che è poi il leitmotiv della storia recente del Feyenoord.

Dopo aver vinto il titolo 2016/2017 lo scorso anno il Feyenoord ha chiuso l’Eredivisie addirittura al terzo posto riuscendo però a conquistare la Coppa d’Olanda travolgendo in finale (0-3) l’AZ Alkmaar dopo aver per altro eliminato ai quarti il PSV. Sempre il club di Eindhoven è rimasto poi vittima della furia del Feyenoord all’inizio di questa stagione quando la squadra di van Bronckhorst si è tolta lo sfizio di superare (ai calci di rigore) quella Campione d’Olanda in carica nella finale di supercoppa del 4 agosto.

Una vittoria che lasciava presagire un futuro di stagione roseo per il club di Rotterdam che invece, appena cinque giorni dopo, si rendeva protagonista di un’inattesa debacle capitolando 4-0 sul campo degli slovacchi dell’AS Trencin nel terzo turno preliminare di Europa League. Una sconfitta che ha compromesso il passaggio del turno con il Feyenoord comunque non in grado di vincere neanche al ritorno (1-1) e nel frattempo tramortito all’esordio stagionale in Eredivisie anche dal De Graafschap che il 12 agosto superava i biancorossi per 2-0.

E’ stato questo il preludio di una cavalcata zoppicante in campionato con il Feyenoord bello in casa quanto disastroso in trasferta. Perché in effetti, analizzando in dettaglio il cammino degli uomini di van Bronckhorst, ci si rende conto che è proprio lontano dal De Kuip che i biancorossi di Rotterdam faticano ad imporre la propria forza.

I nove incontri disputati in trasferta infatti il Feyenoord ha racimolato appena 12 punti sui 27 a disposizione riuscendo ad imporsi solo sul campo dell’Heerenveen (3-5) alla terza giornata di campionato, su quello dell’Heracles (0-2) a novembre e poi su quello dell’Emmen il 9 dicembre; una settimana più tardi del 2-1 rifilato al PSV al De Kuip che sembrava poter riaprire l’Eredivisie. Vero che, a conti fatti, il Feyenoord lontano da Rotterdam ha perso solo con l’Ajax (3-0) e PEC Zwolle (3-1). Ma le statistiche, se confrontate con il ruolino di marcia interno che segna nove vittorie su dieci incontri casalinghi (l’unico passo falso è la sconfitta con il Fortuna Sittard di metà dicembre), sono abbastanza impietose considerato il livello del campionato olandese dove, spesso e volentieri, a decidere il torneo sono gli scontri diretti ed ancor più frequentemente i gol fatti.

Quello del Feyenoord sembra un vero e proprio paradosso. Una squadra che gioca generalmente in maniera aggressiva (4-3-3 o 4-2-3-1 i moduli impiegati con maggiore frequenza da van Bronckhorst) va liscia in casa, dove il rischio di esporsi al contropiede teoricamente dovrebbe essere maggiore, e fatica in trasferta dove la logica del calcio vorrebbe maggiori spazi a disposizione (anche se probabilmente l’atteggiamento aggressivo sin dalle prime battute del match a quanto pare non paga). E non è una questione di inesperienza.

C’è infatti da dire che sebbene quella del Feyenoord sia comunque una rosa dall’età media generale piuttosto giovane (25,3 anni considerati i giocatori sinora impiegati in stagione), resta comunque una delle più anziane dell’Eredivisie. A livello generale, infatti, il club di Rotterdam si piazza al dodicesimo posto (su diciotto), alle spalle di PSV e Ajax che con i loro 24,2 anni scontano in media un anno di inesperienza in più.

Che forse è emerso proprio in occasione degli scontri diretti. Se è vero che il 3-0 rimediato all’Amsterdam Arena è stato un risultato pesante, è anche vero che il 6-2 di ieri pomeriggio è un risultato che per il Feyenoord ha ampiamente compensato il passivo dell’andata. Una dura lezione quella impartita ai lancieri che, come detto, potrebbe ridimensionare le ambizioni dell’undici di ten Hag scivolato a -5 dalla vetta. Ma per l’Ajax c’è ancora una possibilità.

Il 24 febbraio infatti toccherà agli uomini di van Bommel incrociare i tacchetti con quelli di van Bronkhorst. E considerato che il Feyenoord sembra provare un certo gusto con le grandi, forse l’Eredivisie potrebbe riaprirsi. Anche se si giocherà a Eindhoven.

Giorgio Catani

Controller, giornalista, scrittore, blogger di insuccesso. Padre e marito. Laziale da sempre. Sono molto più simpatico dal vivo!