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I 26 punti ottenuti dal Palermo nel girone d’andata hanno scomodato paragoni importanti con le migliori edizioni della squadra rosanero. In realtà, è un risultato che nessuno si aspettava e particolarmente sorprendente considerata la complessiva qualità dell’organico, che porta a forzare un po’ i voti nelle nostre pagelle:

Voto 10 per Paulo Dybala, per i gol segnati in campionato e perché è il futuro. Anche del Palermo, che lo cederà tra non molto ma potrà contare su un tesoretto importante da spendere per rifare la squadra, col sostituo già in casa (Belotti). Una dote che però va spesa bene, sennò si rischia di ripetere la gestione demenziale della società dopo la cessione di Pastore.

Voto 9 a Franco Vasquez, perché nessuno si aspettava un Mudo così decisivo, forte e dilagante. Non c’erano dubbi sulla tecnica del giocatore, semmai su velocità e dinamismo. L’argentino ci ha però dato una grande lezione: nel calcio, per fortuna, conta ancora molto come li usi, quei piedi, non come li muovi. Non siamo su una pista d’atletica, la palla va giocata, e Vasquez è un maestro nella specialità.

Voto 8,5 a Beppe Iachini, giudizio che avrebbe potuto esser tranquillamente alzato sino alla perfezione. Però il pubblico di Palermo qualche volta gradirebbe più coraggio, più sperimentazione e un miglior trattamento per un patrimonio come Belotti. Ha rischiato il licenziamento, è stato fortunato contro il Cesena, poi però è venuta fuori la sua abilità da condottiero di un gruppo forgiato a sua immagine e somiglianza. Per ora è l’unico punto fermo di questo Palermo, sperando che Zamparini non torni quello di un tempo.

Voto 8 a Enzo Maresca e Stefano Sorrentino, perni del gruppo costruito dal mister. L’ingresso di Maresca da regista ha esaltato Rigoni, togliendogli la pressione di dover costruire il gioco, ha dato geometrie alla squadra e ha inserito un faro del gioco per far uscire la palla dalla propria metà campo. Su Sorrentino difficile spendere altri aggettivi: portiere che in carriera ha raccolto meno di quanto meritasse, è il primo numero uno italiano per numero di parate e dà una sicurezza ineguagliabile all’intera squadra. Qualche giornalista, al solito, ha provato a ribadire come fosse sul piede di partenza, toppando per l’ennesima volta, perché il portierone rosanero non sembra volersi muovere.

Voto 7 a Maurizio Zamparini, perché va riconosciuto come almeno stavolta abbia avuto pazienza. Allo stesso Zamparini però andrebbe assegnato un bel 4,5 per la gestione balorda della vicenda direttore sportivo in estate, affidando la squadra, dopo mille indecisioni, a un Ceravolo che ha concluso operazioni abbastanza discutibili. Insomma, la media? Un 6- stiracchiato.

Voto 2 alla vicenda Munoz, gestita male da società, giocatore, ambiente. Dipingere un quadro chiaro è difficile perché l’impressione è che quello che è arrivato alla stampa sia solo la punta dell’iceberg di una storia più ampia. La mia idea sulla questione: Munoz in due anni ha riabilitato il suo nome con buone prestazioni, però rimane un giocatore “normale” dal punto di vista tecnico e tattico, e più sostituibile rispetto a un Gonzalez, ad esempio. Il vero rammarico del Palermo è non aver incassato soldi dalla sua cessione e d’altro canto a Munoz non può esser imputato nulla perché, considerate le sue qualità, questa è la sua unica occasione per andare in una big e prendere più soldi. Che è la cosa che farebbero quasi tutti i professionisti, in ogni campo.

Voto 6,5 ad Andrea Belotti, che ha vissuto un impatto difficile con la nuova categoria ma ha realizzato gol pesanti e si è fatto vedere in Under 21.Il futuro è suo, anche se l’impressione è che vada cambiato l’impianto di squadra per metterlo meglio a suo agio. Il prossimo calciomercato estivo sarà decisivo.

Voto 7 a Rigoni e Gonzalez, i due colpi del mercato. Il primo, dopo le critiche iniziali, s’è inserito benissimo da mezz’ala votata all’inserimento e i numeri, sotto forma di gol, parlano per lui. Statistiche un po’ meno lusinghiere, quelle dei gol incassati, per il “Pipo” Gonzalez che però ha mostrato personalità e abilità non indifferenti.

Voto 5 ai meno redditizi colpi Makienok, Bamba , Feddal e Joao Silva. Vero che hanno avuto poche opportunità (a parte il marocchino) per mostrare il loro valore ma fa rabbia pensare che giocatori del genere rubino spazio a Primavera e giovani italiani. Perché spendere soldi per Makienok o Silva, quando in panchina si può fare accomodare senza problemi un prospetto interessante come Bentivegna? Misteri del calcio italiano.

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