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Un anno intenso, la fine di un ciclo e l’inizio di tanti cambiamenti. Il nuovo corso del Paris Saint Germain non è proprio andato secondo i piani e nonostante l’ultima partita vinta per 5-0 sul Lorient, che farà verosimilmente passare un natale più sereno a Cavani e soci, ci sono diverse cose che nell’anno venturo andranno inevitabilmente raddrizzate.

Se fra ottobre e novembre Unai Emery sembrava essersi finalmente imposto col suo nuovo sistema di gioco, ma nell’ultima mesata una serie di risultati negativi hanno fatto scivolare i parigini al terzo posto in classifica con 39 punti (lo scorso anno a fine girone d’andata avevano 12 punti in più), a -5 dal Nizza capolista, fermato sullo 0-0 a Bordeaux nell’ultima giornata, e a -3 dal Monaco secondo, che ha saputo recuperare l’attaccante Radamel Falcao (già a quota 10 in campionato). Se in casa sono stati fatti 24 punti su 30 disponibili (pareggi contro Saint Etienne, Marsiglia e Nizza, con quest’ultimi avanti 2-0 a fine primo tempo), in trasferta il trend è stato tutt’altro, con ben 4 sconfitte, maturate sui campi di Monaco, Guingamp, Tolosa e Montpellier (rispettivamente le 2, 5, 9 e 11° classificate) e 5 vittorie, principalmente contro squadre della parte destra della classifica (la più “forte” sconfitta in trasferta è il Lione, attualmente quinto). Se da un lato si può parlare della splendida cavalcata del Nizza e Monaco, meritatamente avanti, allo stesso tempo si può anche vedere come il mercato estivo sia stato ancora una volta pieno di defezioni, negli scorsi anni agevolmente nascoste dalla poca competitività del campionato e ora invece facilmente individuabili non solo in campo europeo, dove comunque anche negli scorsi anni parigini hanno fatto parecchia fatica.

Con la cessione di Ibrahimovic, le linee guida del mercato erano di ricostruire attorno alle idee Emery una squadra che potesse giocare un calcio più accattivante rispetto a quello di Blanc, giudicato dagli addetti ai lavori un po’ noioso. Gli arrivi di Jesé e Ben Arfa invece si sono dimostrati degli autentici bluff, con un solo gol messo a segno dallo spagnolo (che secondo i media starebbe per tornare in Spagna) e nessuno arrivato dall’ex Nizza. Se davanti Cavani e Lucas Moura devono compiere gli straordinari (18 reti già messe a segno dall’uruguayano, a un passo dal record di 19 dello scorso anno, e 6 dal brasiliano) sulla linea mediana le cose non vanno diversamente:  i soli Verratti, Thiago Motta e Di Maria reggono la baracca con parecchie difficoltà, visto il momento poco florido di Matuidi, gli infortuni di Pastore e Rabiot e l’assoluta difficoltà di adattamento per Krychowiak, che tanto bene aveva fatto sia lo scorso anno a Siviglia con Emery che all’ultimo europeo. La difesa invece, che risulta essere una delle migliori d’europa (seconda di Francia con sole 15 reti concesse, 3 in casa e 12 in trasferta) grazie anche agli inserimenti definitivi fra i titolari del giovane Kimpembe e dell’acquisto estivo Thomas Meunier, unico fino ad ora dei nuovi ad aver pienamente convinto.

Con l’innesto di Julian Draxler dal Wolfsburg, i parigini sperano di poter giocare un girone di ritorno senza alcun intoppo, per provare a difendere ancora una volta il titolo, che resta da ormai 4 stagioni all’ombra della torre Eiffel.

La sobrietà non mi appartiene. Spinto dal Leitmotiv "Chi sa solo di calcio non sa niente di calcio".

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