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Preludio a Napoli-Juventus

Tredici punti sono diventati sedici e forse valgono lo Scudetto, in attesa dell’ufficialità. Napoli-Juventus finisce 1-2 e con lui termina un match che può essere rinchiuso in una sinfonia di episodi e che ha firmato il motivetto del big match della giornata numero 26 della Serie A. Distanza (quasi) da record tra le due formazioni, con gli scontri diretti a favore degli uomini di Massimiliano Allegri. Manca davvero poco e per scendere in campo in una partita di questo calibro, un giocatore deve avere tanta personalità. Se dalla televisione di casa il San Paolo fa rabbrividire, figurarsi dal campo all’uscita del tunnel con tutte le costanti della situazione. Al contrario, senza freddezza sarebbe difficile reggere un ritmo di gara come quello dei primi 15’ di gioco in cui Napoli e Juventus hanno pressato intensamente in mezzo al campo, con ripartenze da entrambe le parti cercando di sfruttare il primo errore in fase di possesso dell’avversario. Solo il ricordo di Davide Astori ha bloccato per qualche secondo l’intensità del match, con un applauso struggente di tutto lo stadio, messaggio diretto verso il numero 13 che ha lasciato tanto vuoto nei cuori di tutti quelli che lo hanno amato.

Napoli-Juventus
Photo by Francesco Pecoraro/Getty Images

Dentro Napoli-Juventus

Il motivetto di Napoli-Juventus non è cambiato nemmeno subito dopo, con gli interpreti pronti a fare del male cercando di approfittare delle occasioni che capitavano dalla loro parte. Nulla di troppo complicato da descrivere, portieri poco impegnati se non per l’ordinaria amministrazione di una serata di inizio primavera. Se la vita è collegata ai fatti, una partita dipende molto dagli episodi e in Napoli-Juventus ce ne sono stati almeno nove, dato che rende giustizia al peso del match che si stava disputando sul campo. Solo con uno di questi si sarebbe potuto dare pepe ad una partita che prima o poi andava sbloccata, ma che ancora non aveva trovato un modo per farlo. Al 25’ il contatto Meret-Cristiano Ronaldo potrebbe diventare il crocevia che assegnerà virtualmente l’ottavo scudetto consecutivo alla Juventus. Poche proteste, tanta amarezza per il portiere partenopeo che ha ripetuto timidamente di non aver toccato il campione portoghese. Le immagini parlano e non parlano, l’arbitro Rocchi si è affidato a quanto ha visto e alle parole di Irrati dal Var. Espulsione e Napoli in 10. L’unica certezza è che se al 29’ sulla conseguente punizione in favore dei bianconeri si presentano due come Miralem Pjanic e Ronaldo, c’è solo da capire in che angolo della porta potrebbe finire il pallone per il secondo episodio di serata. Il bosniaco ha l’onore di siglare il primo gol su punizione del campionato juventino, il suo quinto personale con la stessa modalità negli ultimi 11 sigilli. Terzo episodio: allo svantaggio il Napoli ha reagito con orgoglio e dopo 2’ si è fermato al palo con Piotr Zielinski. Al 39’ è arrivato il raddoppio bianconero con un bel colpo di testa di Emre Can che ha sorpreso la difesa partenopea. Il primo tempo si è concluso con questo quarto episodio.
L’ennesimo della serata, sponda bianconera nel caso specifico, è arrivato con la ripresa: nel fallo di mano di Pjanic c’è tanta ingenuità che gli è costata il secondo giallo e la conseguente espulsione che ha donato nuovamente linfa agli uomini di Carlo Ancelotti.

Napoli-Juventus
Fonte: Juventus Facebook

L’epilogo di Napoli-Juventus

Da quel momento la partita ha preso una svolta, culminata con il gol di Callejon al 61’ (sesto episodio) che ha sfruttato un assist la bacio di Insigne, bravo a bruciare la difesa avversaria. Un gesto tecnico perfetto che ha dato il “la” ad una serie di incursioni che hanno bloccato la Juve nella propria metà campo, tanto da rendere nervoso lo stesso CR7 in difficoltà nel ricevere palloni giocabili. Zielisnki ha trovato un altro legno, traversa in questo caso (non può che essere il settimo della nostra lista di cui sopra), sulla conclusione deviata da Szczesny. Insigne, Callejon, Zielinski e i neo entrati Mertens e Ounas hanno impensierito la difesa bianconera puntando sulla forza della loro velocità. Aggiungere alla lista un Koulibaly da tutto campo che ha dato un enorme mano al reparto offensivo e due dighe dal nome di Fabián Ruiz e Allan, risultato? Un secondo tempo importante dei partenopei, della serie: cosa avrà detto di così convincente Ancelotti durante l’intervallo? Al netto di una prestazione medio alta del Napoli, la Juve si è difesa con molta difficoltà con la sensazione di cedere da un momento all’altro. L’ottavo episodio ha regalato il rigore al Napoli per un fallo di Alex Sandro in area di rigore. Dopo quanto accaduto in Fiorentina-Inter ogni contatto è più falloso di quello di D’Ambrosio; qui ci sono tanti dubbi per il pallone che prima di colpire la mano è andato a finire sul petto, ma per il direttore di gara non ci sono stati dubbi. A chiudere la sinfonia degli episodi c’è stato proprio il calcio dagli undici metri di Lorenzo Insigne, all’83’. Il capitano partenopeo ha sentito tutta la pressione di quel momento, con il pallone che si è stampato sul palo, con tutte le speranze napoletane di poter rincorrere la Juventus in questa stagione.

Fine del campionato, in attesa dell’ufficialità dell’aritmetica. Quanto visto sul campo, testimonia un dato incredibile: il Napoli meriterebbe lo Scudetto, se giocasse in un campionato normale avendo tutte le credenziali “da titolo”. Qualcuno, però, è ancora più forte e al momento è anche irraggiungibile. Lo stesso “qualcuno” che dovrebbe – salvo ribaltoni – festeggiare l’ottavo titolo consecutivo.

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