Monaco-PSG, la Ligue 1 non è ancora chiusa

Immaginare Monaco-PSG, in programma questa sera allo Stadio Louiss II di Montecarlo, come uno scontro diretto per il titolo può sembrare difficile tale sembra lo strapotere della squadra della capitale in questa stagione. Ma la classifica della Ligue 1 questo dice. In 13 partite sin qui disputate il PSG ha collezionato 35 punti frutto di 11 vittorie e 2 pareggi. Il Monaco, nonostante un avvio di stagione balbettante, è riuscito a tamponare le difficoltà almeno in campionato dove segue staccato di 6 punti avendo rimediato rispetto al PSG 2 sconfitte in più.

Una vittoria della squadra di Emery avrebbe il sapore della sentenza dal momento che porterebbe i parigini a +9 sulla squadra del Principato confermando per altro lo strapotere di Cavani e compagni in questa stagione. Ma è anche vero che una vittoria del Monaco riaprirebbe inaspettatamente i giochi dando una bella iniezione di fiducia ad una squadra che è reduce da un avvio di stagione che definire poco entusiasmante è un eufemismo.

No, Monaco-PSG non può certo essere considerata una partita banale. I pronostici pendono tutti a favore della squadra di Emery. Una squadra che reduce da un’estate di spese folli sembra finalmente essersi tolta di dosso sia in patria che in Europa il peso psicologico delle aspettative. Sono anni che il PSG inizia la stagione con l’obiettivo di travolgere la Ligue 1 per concentrarsi e stupire in Champions. È questo il primo anno in cui il progetto sembra funzionare.

La stagione del PSG sin qui è un susseguirsi di record. In Ligue 1 ad esempio sono già 43 le reti messe a segno ed appena 9 quelle subite. Ma è in Champions che la metamorfosi della squadra di Emery sembra più evidente. Il PSG, inserito nel Girone B con Bayern, Celtic e Anderlecht, viaggia infatti a punteggio pieno e può vantarsi non solo di aver rifilato un netto 3-0 ai bavaresi che è per altro costato la panchina a Carlo Ancelotti; ma può fregiarsi del record assoluto di gol segnati in un girone eliminatorio nella competizione. Nessuno fino ad ora infatti era riuscito a mettere a segno 23 reti. E manca ancora una giornata sebbene il PSG sarà ospite proprio del Bayern.

Una metamorfosi, quella dei parigini, che non può essere legata al solo mercato. Anzi, gli acquisti di Neymar e Mbappé per complessivi 402 milioni di euro sembravano destinati a creare più problemi che benefici. Parliamo, specialmente nel caso del brasiliano, di due prime donne che non sono sbarcate al Parco dei Principi per recitare un ruolo da comprimario. La patata bollente è stata messa nelle mani di Emery per altro già sotto la lente di ingrandimento dopo la disastrosa scorsa stagione chiusasi con il secondo posto in Ligue 1 alle spalle del Monaco e l’incredibile eliminazione in Champions League nella notte da incubo di Barcellona quando il PSG riuscì a buttare al vento in appena 90’ il vantaggio maturato grazie al 4-0 dell’andata ed il gol segnato in trasferta.

Neymar PSG
(Fonte: Taser-Talking about soccer & Other)

Se il PSG quest’anno va che è una meraviglia il merito non è di Neymar e Mbappé. O almeno non solo. Lo è invece probabilmente dello stesso Emery che sembra aver fatto tesoro degli errori dello scorso anno mostrando in questa stagione una maturità tattica e psicologica non indifferente. In primis, e non era facile, ha trovato il modo per schierare tutto il suo arsenale in contemporanea senza per questo sacrificare l’equilibrio della squadra. In secondo luogo sta dimostrando una certa maestria nel gestire uno spogliatoio che, visto dall’esterno, sembra simile ad una pentola a pressione pronta ad esplodere da un momento all’altro. Cosa che, tuttavia, querelle dei rigori a parte, non si riversa sul campo di gioco. Dove il PSG fila che è una meraviglia.

Chi invece ha (e non pochi) problemi è il Monaco di Jardim. La squadra del Principato solo pochi mesi fa festeggiava il suo ottavo titolo in Ligue 1 e vedeva sfumare non senza qualche rimpianto la finalissima di Champions League di Cardiff venendo sconfitta in semifinale dalla Juventus. Vedendo come vanno le cose oggi per la squadra del Principato quei giorni sembrano però lontani anni luce.

La sonora sconfitta per 4-1 servita lo scorso martedì al Louis II dal Lipsia ha definitivamente riportato la squadra di Jardim con i piedi per terra. Un poker che, con un turno di anticipo, ha messo il sigillo finale su un girone di Champions giocato in maniera disastrosa dai biancorossi (appena 2 punti guadagnati in 5 giornate) e che è valso l’estromissione non solo dagli ottavi della competizione ma, in generale, dalle coppe europee.

Parlare di ridimensionamento è eccessivo; o almeno, non è certo una novità. Dopo anni di spese pazze, a partire dalla stagione 2014/2015 il miliardario russo Dmitry Rybolovlev, patron del club monegasco, ha intrapreso un processo di spending review che oltre a fruttare 169 milioni nel saldo netto tra entrate ed uscite di mercato (e non si considerano i 180 milioni per Mbappé che verranno incassati il prossimo anno) ha anche consentito al Monaco, grazie alle idee e ad un sapiente lavoro di scouting, di raggiungere risultati ragguardevoli creando imbarazzo (e non poco) in casa PSG dove, nonostante i milioni di euro spesi dagli sceicchi, i risultati sono stati decisamente sotto le aspettative.

In questa stagione il Monaco non è ancora riuscito a trovare il giusto assetto. Le partenze (su tutti) di Mendy, Bernardo Silva, Bakayoko e Mbappé hanno fatto saltare gli equilibri di una squadra che in tempi recenti ha impressionato la Francia e l’Europa per la sua fluidità di gioco. Gli innesti di Jovetic, Keita, Kongolo, Diakhaby e Tielemans, giocatori che per età anagrafica proseguono il progetto di scouting e valorizzazione del club, richiedono ancora un po’ di tempo per diventare del tutto funzionali in un meccanismo oleato alla perfezione e che il mercato ha giocoforza inceppato. Ma, almeno in campionato, il Monaco è lì.

Per scardinare la difesa del PSG Jardim si affiderà come al solito alla verve realizzativa di Radamel Falcao. E non c’è dubbio che nella sfida del Louis II particolarmente interessante sarà il duello tra il colombiano e l’altro centravanti, Edinson Cavani, che nonostante l’arrivo di Neymar e Mbappé non sembra aver perso fiducia nei suoi mezzi.

Falcao vs Cavani
Falcao vs Cavani
(Fonte: elaborazione Tabser-Talking about soccer & Other su dati Who Scored)

Insomma, gli ingredienti per attendersi un grande spettacolo in Monaco-PSG sembrerebbero esserci tutti. E se la squadra di Jardim questa sera riuscisse nello sgambetto ai rivali chissà quali nuove prospettive potrebbero aprirsi per la Ligue 1.

Giorgio Catani

Controller, giornalista, scrittore, blogger di insuccesso. Padre e marito. Laziale da sempre. Sono molto più simpatico dal vivo!