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A prescindere dal brusco stop di Genova, una fibrillazione contagiosa sta invadendo la sponda rossonera di Milano. Un connubio perfetto tra squadra e società che, dopo anni contraddistinti da poche vittorie e molte delusioni, sembra finalmente aver posto le basi per un progetto centrato sul futuro. Un mix tra vittorie ed umiltà fa da contorno ad uno staff dinamico oltre che ad una squadra giovane, pronta a puntare sulla voglia di mettersi in mostra. Da sfruttare magari come trampolino di lancio per un’ascesa che tornerà a regalare al club successi importanti anche all’esterno dei confini nazionali. Non c’è nessuna fretta di tornare grandi. La tranquillità deve essere l’elemento caratterizzante. Soprattutto quando si parla di giovani promesse.

ED IL MILAN DI GIOVANI PROMESSE NE SA QUALCOSA…

Già, perché il punto di forza di questo Milan sembra essere la linea verde. Quella rossonera è la formazione con l’età media tra le più basse della Serie A (25,8 anni) e molti dei protagonisti non sono ancora rimasti invischiati nel generalmente traumatico cambio di decade che trasforma i teenager in ventenni. È il caso quest’ultimo di Gianluigi Donnarumma, portiere titolare appena diciassettenne. O di Davide Calabria, diciannovenne e ottimo sostituto in difesa. Ma è anche il caso di Manuel Locatelli. Già adorato dal pubblico milanese, il centrocampista è riuscito in poche apparizioni a mostrare le sue notevoli doti già messe sotto i riflettori nella nazionale italiana Under-19 di cui il “ragazzino” lecchese proprio il suo capitano. Se poteva sembrare solo una pura casualità la sua splendida rete del momentaneo 3-3 contro il Sassuolo, il bis fornito a San Siro contro la Juventus sa di conferma. Ovvero che penetrare nell’area bianconera e trafiggere Gigi Buffon non è proprio una passeggiata, specialmente per i giovani. Ma è impresa per chi non difetta di personalità. Come Manuel Locatelli.

“DEVO RIMANERE CON I PIEDI PER TERRA”

“Guarda che quando entrerai in un San Siro tutto esaurito ti tremeranno le gambe” è una celebre frase che molte giovani promesse hanno avuto l’onore di sentirsi dire ad un passo dall’esordio. Non escludiamo che lo stesso Locatelli abbia sentito quelle parole, ma nemmeno mettiamo in dubbio la veridicità del contenuto di questa affermazione. Manuel è sicuramente un ragazzo talentuoso, ma come dice lui stesso i piedi vanno mantenuti per terra, soprattutto dopo le svariate sviste nei match da lui disputati. Non siamo di certo qui a colpevolizzare nessuno ma nemmeno ad eleggere il successore di CR7. Il centrocampista è certamente un ragazzo su cui Montella non sbaglia a puntare, ma gli errori possono capitare e capitano a tutti. C’è ancora qualcosa su cui lavorare insomma, qualche sbaglio banale in fase di regia anche dovuto alla stanchezza, che assale relativamente presto Manuel, troppo irruento e poco inibito già dalle prime fasi del match. Troppi passaggi sbagliati macchiano la sua prestazione di Sabato sera, come ad indicare che ancora il “ragazzino” è un’arma a doppio taglio, anche se facilmente levigabile e migliorabile per ciò che si è visto in campo. Anche di Pogba dicevano “È solo fortuna, se questi tiri li riprova altre cento volte non gli entrano più”. Intanto più di cento milioni sono stati spesi, soldi che per un Milan a caccia di plusvalenze e di giovani non sarebbero proprio trascurabili.

Ciao a tutti, sono Dario e vengo dalla provincia di Monza e Brianza. Mi piace seguire, commentare e discorrere di eventi calcistici che seguo con regolarità.

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