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Il jolly pescato da Locatelli manda in paradiso il Milan e ridimensiona una Juventus che dopo la sconfitta con l’Inter paga dazio per la seconda volta in stagione a San Siro. Ecco la sintesi del match in quattro punti.

CHE BELLO E’ QUANDO LO STADIO E’ PIENO

Circa 76 mila spettatori e record di incasso storico per i rossoneri per una partita di campionato con ben 3 milioni e 550mila euro intascati. Coreografie, tifo assordante, tifosi mischiati sugli spalti e tanti bambini. Questo è il calcio che ci piace. Pensare che un tempo era praticamente sempre così.

VIVA LA LINEA GIOVANE

E pensare che il sogno di Berlusconi in questi ultimi anni era un Milan pieno zeppo di giovani campioni italiani. In attesa di capire cosa faranno e disferanno i cinesi che dire, sul filo di lana ma il desiderio del patron (ad interim) sembra essersi avverato. A decidere la partita è un ragazzo di 18 anni che trova una magia, la seconda in tre partite, che lascia di stucco un fuoriclasse come Buffon. Ed attenzione perché a prescindere dalla splendida bordata a colpire ancora di più è la perfezione dello stop a seguire con il quale, con un solo semplicissimo tocco, la giovane promessa rossonera si prepara alla conclusione. C’è un altro aspetto che piace di Locatelli: la sua personalità. Chissà quanti giovani ragazzi trovandosi quel pallone tra i piedi al limite dell’area di rigore avrebbero cercato il passaggio per il compagno più anziano o peggio ancora avrebbero cincischiato finendo per vanificare un’occasione d’oro. Ecco, Locatelli no. Per lui la cosa più naturale è stata sistemarsi il pallone per tirare in porta. E le cose naturali spesso riescono solo ai grandi giocatori. Ed a proposito di grandi giocatori e linea verde non si può non menzionare Gigi Donnarumma che con il suo colpo di reni al 95′ ha blindato la vittoria della squadra di Montella. Il ragazzo non si farà: è già fatto. Il futuro gli appartiene. Così come il futuro appartiene anche a Romagnoli, autore sin qui di una stagione eccezionale. E poi c’è Montella. Anche lui è un giovane della panchina. Uno che ha le idee chiare e sa valorizzare quello che ha a disposizione.

IL GOL DI PJANIC ERA REGOLARE…

Visto che stiamo per passare all’analisi della Juve, diciamolo subito chiaro e tondo così ci togliamo il dente. Il gol di Pjanic era regolare. A trarre in inganno Rizzoli (o forse il guardalinee o peggio ancora l’addizionale di porta) è la posizione di Benatia che effettivamente al momento della battuta dell’ex giallorosso è in fuorigioco. Ma poi sul pallone va Bonucci che era partito in posizione regolare e per altro non tocca, o comunque non in maniera decisiva, il pallone. Dopo due minuti di vementi proteste rossonere la rete viene annullata. Matassa sbrogliata. Male però.

…DETTO QUESTO, LA JUVE E’ COMUNQUE SEMBRATA VERAMENTE POCA COSA

Detto del gol regolare annullato ai bianconeri resta il fatto che la Juventus vista a San Siro è sembrata poca cosa. Solita solidità difensiva, quello si. Ma nulla più. La condizione fisica sembra piuttosto precaria e gli infortuni stanno probabilmente condizionando le scelte. E’ evidente che avere Dybala in campo più dei 33′ che l’argentino è riuscito a giocare prima di lasciare il campo per un problema alla coscia avrebbe aiutato la squadra di Allegri. Che però, e questo lo si è detto sin dall’estate, non può cercare alibi. E’ tale il divario tra la Juventus e tutte le altre squadre della Serie A che ai bianconeri non sono concesse lamentele. Così come non è concesso essere tanto prevedibili visto il conto pagato contro avversari di un certo rango se non livello. E poi è inconcepibile non mettere palloni giocabili per Higuain. E’ probabile che la preparazione sia finalizzata alla Champions League così come è evidente che un Pjanic altalenante, specialmente quando la fase di down coincide con l’assenza di Dybala, toglie imprevedibilità e qualità alla manovra dei bianconeri. Tutte cose che, considerato che siamo solo alla nona giornata di campionato, sono perfezionabili e risolvibili. Purché lo si faccia in tempi rapidi. Però perdere due big-match su due non è da Juventus.

Controller, giornalista, scrittore, blogger di insuccesso. Padre e marito. Laziale da sempre. Sono molto più simpatico dal vivo!

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