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Il derby di Milano di quest’anno è più atteso del solito, da una parte abbiamo il Milan di Inzaghi voglioso di una forte conferma, una vittoria contro gli odiati cugini farebbe ascendere SuperPippo nell’Olimpo dei milanisti; dall’altra abbiamo un (ex) nuovo mister come Roberto Mancini che ha appena rilevato Walter Mazzarri sulla panchina dell’Inter dopo il quadriennio 2004-2008. Non è un caso se il presidente Thohir abbia deciso di esonerare proprio ora il tecnico toscano e riprendere a sorpresa il Mancio che, con 10 giorni a disposizione, può conoscere la squadra e prepararla ad affrontare una partita che, se vinta, porterebbe l’entusiasmo alle stelle.

Il confronto tra le due squadre parte dal reparto più debole di entrambe: la difesa. Se i Rossoneri hanno spesso sofferto in difesa lasciando molto spazio alle ripartenze avversarie per favorire la loro idea di gioco offensivo (si pensi alla partita di Parma finita 3-5), ai Nerazzurri non va meglio vista la netta difficoltà di trovare un equilibrio tra reparto difensivo e offensivo, la squadra ha infatti alternato diverse partite vinte di misura (su tutte lo 0-1 di Cesena su rigore) a goleade vittoriose (7-0 al Sassuolo) o clamorose (1-4 in casa col Cagliari).

Nonostante entrambe le difese non sembrano essere ben fornite, tra i pali abbiamo due ottimi giocatori di elevata qualità: parliamo del rossonero Diego Lopez, acquistato dal Real Madrid, e di Samir Handanovic, numero 1 interista da 3 stagioni.
Diego Lopez ha saputo dare quel tocco di esperienza e qualità che tra i pali milanisti mancava da moltissimi anni, si pensi ai vari Dida, Amelia o Rafael che mai hanno convinto appieno per tecnica o personalità o ad Abbiati che alternava grandi prestazioni a papere clamorose. L’ex Blancos, reduce da una stagione incredibile da titolare tra le file del Real Madrid al posto di Casillas, si è subito inserito nelle gerarchie del Milan guadagnando la fiducia di tecnico e squadra. Le prestazioni positive hanno confermato queste impressioni, salvo la “papera” di Parma che però fu causata da un infortunio anche abbastanza serio. L’idea è che il Milan abbia trovato il portiere che cercava ma, data l’età del giocatore, è una soddisfazione temporanea che sfocerà presto in una nuova ricerca.
Samir Handanovic è uno dei portieri più forti della Serie A da molti anni a questa parte, il suo acquisto da parte dell’Inter non ha fatto assolutamente rimpiangere Julio Cesar e inizialmente si pensava fosse un elemento di continuità con la mentalità vincente dell’Inter post-Mourinho. Purtroppo però è stato il resto della squadra a non essere stato rinforzato a dovere per continuare questa striscia positiva che infatti si è interrotta proprio da quella stagione. Il portierone comunque non ha mai sfigurato, anzi è stato spesso protagonista di grandi salvataggi sugli svarioni difensivi a cui l’Inter ci ha abituato e soprattutto non ha perso la grande abilità di pararigori (a quota 20 dietro il solo Pagliuca a 24).

Prendiamo poi in esame altri due giocatori che, arrivati entrambi da campionati esteri con grandi aspettative, le hanno un po’ deluse collezionando partite non brillantissime. Parliamo naturalmente di Alex e Vidic, arrivati a Milan ed Inter rispettivamente da Paris Saint Germain e Manchester United.
Alex: arrivato dal Psg a parametro zero, il calciatore ha subito animato positivamente i tifosi milanisti che lo consideravano, come la maggior parte degli addetti ai lavori, uno dei difensori più forti a livello europeo. Diciamo subito che la sua breve esperienza milanista non può essere giudicata negativamente nonostante le prestazioni non si siano confermate tutte all’altezza di quella sontuosa contro la Lazio all’esordio. Alex è per ora un giocatore da 6, uno che fa il suo compito, che va bene se tutta la difesa va bene, ma che non incarna ancora la figura del campione vero che ci si aspettava fosse. Vero anche che gli altri centrali del Milan, tranne forse Zapata, non sono adattissimi tecnicamente al gioco di Inzaghi e sono anche avanti con l’età, tipo Bonera e Mexes.
Vidic: per anni colonna della difesa a 4 del Manchester United con cui ha vinto di tutto, Vidic arriva a Milano e si ritrova schierato nella difesa a 3 di Walter Mazzarri. Molti pensavano che il serbo non avesse difficoltà ad adattarsi data la sua grande tecnica, grinta e qualità. Cosi non è stato, Vidic è stato infatti autore di prestazioni abbastanza sufficienti quanto di partite disastrose, su tutte l’esordio con espulsione contro il Torino in seguito all’applauso ironico nei confronti dell’arbitro Doveri. Dunque il cambio di modulo sembra aver avuto la meglio sul gigante serbo che ora con Mancini può ritrovare la tanto amata difesa a 4, la domanda è se il Mancio sarà in grado di rivitalizzare un giocatore trasformato negativamente o se nulla potrà nella difficile relazione tra Vidic e la Serie A.

Il confronto continuerà nella giornata di Mercoledi e tratterà del centrocampo delle due compagini milanesi.

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