Messina-Catania, derby di un’altra categoria

Domenica 26 Febbraio torna in scena una grande classica del calcio siciliano. Nel campionato di Lega Pro girone C, infatti, si sfideranno il Messina ed il Catania, due grandi realtà che fino a qualche anno fa si davano battaglia sui campi della massima serie e che ora, per motivi diversi, si sono ritrovate impelagate nelle sabbie mobili dell’ultimo campionato professionistico della Federazione Italiana.

La squadra giallorossa, dopo il fallimento del 2008 in seguito alla decisione del presidente Franza di non iscrivere la società nel campionato di Serie B, è dovuta ripartire dai dilettanti impiegando la bellezza di cinque stagioni per c’entrare il salto di categoria.

Complice una certa confusione a livello societario. Da Di Lullo a di Mascio fino a Martorano, la svolta è arrivata quando Pietro Lo Monaco ha deciso di investire nel club dello stretto per provare a riconsegnare il professionismo ad una città devastata da anni di gestioni scellerate. Il Catania del presidente Pulvirenti invece è stato retrocesso due anni fa per presunti illeciti sportivi e costretto a ripartire con una forte penalizzazione e con l’incombenza del fallimento societario. Anche in questo caso il salvataggio è arrivato per mano di Pietro Lo Monaco che, abbandonata l’avventura da patron del Messina, è tornato a fare il lavoro che più gli si addice e da Direttore Generale del Catania ha riportato la squadra in acque tranquille.

Messina e Catania tra presente e futuro

Oggi le due società si ritrovano a lottare per obiettivi diversi. Il Messina ha appena formalizzato il passaggio delle quote societarie al Gruppo rappresentato da Franco Proto, ex Presidente dell’Atletico Catania, che sembra aver restituito tranquillità e serenità ad un ambiente apparso instabile ed in grande difficoltà nelle ultime settimane. Riportare alla normalità la situazione societaria dei peloritani è la missione dell’imprenditore di Troina, che si è presentato affiancato da un’altra grande figura di importanza strategica nelle scelte di Marketing e Gestione: Lello Manfredi. Esperto di Marketing conosciuto in tutto il Sud Italia per le sue grandi capacità, Manfredi garantisce serietà ed iniziative per rilanciare il calcio a Messina, con il supporto di una tifoseria pronta a reinnamorarsi della squadra della propria città dopo anni in cui le discutibili scelte societarie e l’aumento dell’interesse televisivo intorno al calcio di Lega Pro hanno contribuito a svuotare ancora di più gli stadi. Il Catania invece partendo da una pesante penalizzazione (-7 punti) si trova in lotta per l’ingresso nei playoff nonostante una squadra ben strutturata e dai grandi valori. Lo Monaco è stato capace di riportare Marchese in rossoblu, di acquistare Pozzebon prelevandolo dal Messina nonostante fosse l’oggetto del desiderio di mezza Lega Pro, e confermare tutti i migliori con l’obiettivo di puntare decisi al salto di categoria. Non senza incontrare qualche ostacolo a dire il vero. Il recente esonero del tecnico Rigoli, infatti, è stato quasi un fallimento personale del DG che aveva creduto molto nelle potenzialità dell’ex allenatore di Akagras e Juve Stabia. Ma i risultati non sono stati eccezionali e proprio la sconfitta contro gli agrigentini è costata la panchina. Al suo posto il Catania ha ingaggiato Mario Petrone, mister dei miracoli del Bassano e per qualche mese allenatore dell’Ascoli in serie B. Il derby è il primo vero banco di prova per il nuovo tecnico etneo che non potrà fallire l’occasione.

I Precedenti

In Campionato Messina e Catania si sono affrontate nella città dello Stretto 35 volte. Sono 10 le vittorie messinesi e 9 quelle Etnee e ben 16 i pareggi. L’ultima gara fra le due squadre è stata quella dello scorso campionato, giocata il 15 novembre 2015 e che rappresenta una pagina storia per la Lega Pro. Oltre 18.000 spettatori, infatti, assieparono le tribune dello stadio San Filippo (ora Franco Scoglio) per assistere al match. Il risultato fu uno 0-0 comunque divertente. L’ultimo confronto in gare ufficiali, invece, risale al 2 Novembre 2016 nei sedicesimi di finale di Coppa Italia di Lega Pro. Ii giallorossi si imposero sugli etnei con il risultato di 2-0. A decidere il match fu una doppietta di Giuseppe Madonia, domenica rientrante dopo 2 turni di squalifica. L’ultima vittoria del Catania a Messina risale invece al campionato 2000/01, quando una doppietta di Ambrosi regalò i tre punti ai rossoblu nel campionato di Serie C, culminato poi con la promozione dei giallorossi in Serie B grazie alla finale Playoff vinta proprio contro il Catania.

Intrecci di mercato e scambi di maglia

Negli ultimi anni, ma non solo, gli scambi di mercato tra Messina e Catania sono stati sempre più un must delle sessioni di mercato. In campo ci saranno tanti ex che negli ultimi due anni hanno percorso la A18 in senso opposto. Partendo dalla difesa troviamo Giordano Maccarone, calciatore del Messina nativo di Catania, che con gli etnei ha affrontato tutta la trafila delle giovanili non riuscendo mai ad arrivare in prima squadra. Sempre nella compagine giallorossa troviamo il metronomo di centrocampo Gianluca Musacci, che fino allo scorso anno giocava nel Catania. Percorso inverso per Giuseppe Fornito che, via Trapani, ha giocato lo scorso anno in riva allo stretto ed in questo momento indossa invece la maglia degli etnei. Rosario Bucolo è stato uno degli artefici della promozione del Messina dai dilettanti ai professionisti ed anche lui oggi è un tesserato del Catania. Nel mercato di Gennaio Da Silva ha percorso invece la strada opposta, approdando tra le fila dei giallorossi per dare una mano a raggiungere la salvezza. In avanti troviamo Valerio Anastasi, promessa ancora non del tutto esplosa del calcio italiano, che è stato girato al Messina in cambio di Demiro Pozzebon, autore della prima parte di stagione migliore della sua carriera con la biancoscudata indosso e che non ha saputo resistere alle avanches di Lo Monaco. Altri due attaccanti del Catania, Barisic e Tavares, sono stati a Messina nella scorsa stagione. Anche andando a sbirciare fuori dal rettangolo verde gli esempi non mancano. Anche nello staff societario si trovano infatti degli ex di spicco. Abbiamo già citato Pietro Lo Monaco, ma anche il Direttore sportivo degli etnei è un ex. Cristian Argurio è stato capo ufficio stampa del Messina di Franza ai tempi della Serie A e DS nello scorso campionato. Da quest’anno è stato chiamato al fianco di Lo Monaco. Anche nel passato di Franco Proto, neo Presidente dei giallorossi, c’è traccia di Catania. Famoso, infatti, il suo tentativo di arrivare in cadetteria con l’Atletico Catania, che non riuscì però nell’impresa perdendo i playoff.

Sfide tecniche e tattiche

Entrando nel vivo della sfida che ci aspetta domenica, il duello tra Messina e Catania racchiude al suo interno altre sfide nella sfida. In campo ed in panchina. Giallorossi ed etnei, infatti, annoverano due tra i migliori portieri della categoria tra le proprie fila. Matteo Pisseri, a detta di tutti gli addetti ai lavori, è probabilmente sprecato per la Lega Pro. Bravo tra i pali, sicuro nelle uscite, decisivo nei momenti chiave, il portiere del Catania è una sicurezza che consente agli etnei di vantare una delle migliori difese della Lega Pro. Alessandro Berardi, dopo qualche incertezza nella scorsa stagione, sembra aver trovato tutti gli ingredienti per confermare le alte aspettative su di lui. Agile negli spostamenti laterali e nell’uno contro uno, ha contribuito a consolidare un miglioramento tattico della sua squadra dal punto di vista difensivo. Angelo Rea, difensore di grande spessore tecnico, ha deciso in questa stagione di abbandonare la categoria cadetta che per molti anni lo ha visto primeggiare nelle classifiche di rendimento, per tornare nella sua Messina. Quella squadra che gli consentì di esordire in Serie A e confrontarsi coi migliori. Dario Bergamelli sembra aver raggiunto la definitiva consacrazione, e sopratutto negli ultimi mesi è diventato pilastro imprescindibile della retroguardia rossoblu. Marco Biagianti ha sempre avuto un rapporto speciale con Catania, e dopo la retrocessione degli etnei, ha deciso di tornare a dare il suo contributo, diventando il capitano e faro di questa squadra, con la convinzione di riuscire nell’intento di riportare la tifoseria dell’elefante dove più merita. Gianluca Musacci, dopo gli anni in cui era considerato una grande promessa del calcio Italiano, sembra aver trovato la giusta dimensione con la maglia biancoscudata. Anche lui capitano e uomo di maggior esperienza, prova a dare le giuste geometrie ad una squadra che necessita della sua capacità di muovere la palla. Demiro Pozzebon è stato sicuramente uno dei calciatori più corteggiati del mercato di Gennaio e proprio il 31, quasi allo scadere delle trattative, è passato dal Messina al Catania non senza qualche risentimento da parte dei tifosi giallorossi. La sua esplosività, la sua forza e la buona tecnica di base ne fanno un attaccante moderno, capace di far gol in tutte le maniere e da tutte le posizioni. David Milinkovic, attaccante franco-serbo del Messina in prestito dal Genoa, è uno dei prospetti più interessanti di tutta la Lega Pro. Tecnica sopraffina e velocità, capacità di saltare l’uomo fuori dalla norma, con altissimi margini di miglioramento dal punto di vista della concretezza sarà uno dei migliori calciatori del prossimo futuro. Cristiano Lucarelli, condottiero inamovibile anche quando la nave sembrava andare alla deriva è probabilmente il vero fuoriclasse del Messina. La sua concretezza, la sua lealtà e trasparenza hanno fatto innamorare la piazza. La sua leadership, la sua fermezza e la sua indole da combattente hanno fatto innamorare di lui una squadra che ormai pende dalle sue labbra. Il gruppo dei giocatori giallorossi segue senza indugi i dettami del tecnico Livornese che sta provando a fare un miracolo in un momento storico difficilissimo. Mario Petrone, appena arrivato alla guida tecnica del Catania, ha l’occasione di regalarsi un grande esordio con una vittoria nel derby che servirebbe per altro a restituire serenità ad un ambiente che dopo il mercato di Gennaio era tornato ad essere entusiasta prima di essere bruciato dalle difficoltà incontrate nelle ultime partite. Il suo compito non è facile, ma il materiale umano a sua disposizione è di primo livello e l’allenatore originario di Napoli ha tutte le carte in regola per imporsi a questi livelli.

La sfida sugli spalti

Non può mancare, infine, un riferimento alla sfida tra le due tifoserie. Messina e Catania vantano, insieme a Palermo, dei bacini di utenza non indifferenti per il Sud Italia. Negli ultimi anni la presenza dei tifosi ospiti è stata condizionata dalle scelte dell’Osservatorio Nazionale delle manifestazioni sportive che ha negato le autorizzazioni sia ai messinesi che ai catanesi di assistere al derby da ospiti. In questa stagione, per fortuna, sembra che questo problema sia rientrato e se all’andata i 300 messinesi presenti al Cibali non hanno fatto mancare il proprio apporto, l’augurio (visto che in queste ore si deciderà in merito) è che i catanesi possano fare lo stesso domenica prossima. Il derby è bello quando è condito dagli sfottò sugli spalti, purché si rimanga sempre nel rispetto delle regole e della civile convivenza. Già la Lega Pro in questa stagione ha privato le tifoserie di Reggina e Messina dello spettacolo, inibendo le trasferte ad entrambe le parti. Mettendo in prima posizione la sicurezza di chi va allo stadio, siamo certi che alla fine prevarrà il buon senso e lo spettacolo. L’adunata dei tifosi giallorossi guidata dal condottiero Lucarelli attraverso i social al grido di #IoCiSono ha ottenuto consensi anche da grandi esponenti sia dello sport che dello spettacolo, che con un piccolo video hanno voluto dedicare un pensiero al Messina. Zampagna, Parisi, Bellopede ma anche Nino Frassica, Ninni Bruschetta hanno provato a ricementare l’amore tra i messinesi ed il Messina. L’auspicio di tutti è che domenica vinca lo sport e che sia una giornata di festa per la Sicilia e per la Lega Pro.

Vincenzo Tripodo

Articolista con passione per lo sport. Tifo Messina da quando parlo e sono trapiantato al Nord per esigenze lavorative.